Olginate, 4 Novembre: 'la pace si costruisce nelle azioni quotidiane'
Primo 4 Novembre, quello celebrato quest'oggi a Olginate, senza "la regia" di Mauro Sala. Allo storico cerimoniere della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, mancato nel settembre scorso a soli 68 anni, questa mattina, all'arrivo al cimitero, è stato dedicato un minuto di silenzio, con il Coro Ana dell'Adda che ha poi intonato per lui "Amici miei", rendendo palpabile la commozione della moglie Patrizia ma anche di tutti coloro che, negli anni, hanno avuto modo di apprezzarne la dedizione nella preparazione e nella gestione di una ricorrenza che, puntualmente, chiama a raccolta un piccolo "plotone" di rappresentanti istituzionali e delle diverse realtà associazionistiche del paese.



Dinnanzi al Monumento ai Caduti, raggiunto in corteo, con in testa il Corpo Musicale di Costa Masnaga e alzabandiera davanti ai cancelli del camposanto, i primi protagonisti della cerimonia sono stati gli alunni della scuola primaria che, guidati dalle loro insegnanti, hanno proposto una selezione di poesie, da Ungaretti a Rodari, per rievocare la condizione dei soldati al fronte ed arrivare poi a ricordare ai grandi come "ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra, come la guerra".



Un messaggio chiaro, per i quali i piccoli sono stati ringraziati anche dal sindaco Marco Passoni nel suo intervento. "Oggi celebriamo il 4 novembre, una data che segna la conclusione della Prima Guerra Mondiale per l'Italia e che è divenuta il giorno in cui la Repubblica rende onore alle Forze Armate e ricorda tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la patria. È una ricorrenza che ci richiama al valore della memoria. Una memoria che non serve soltanto a ricordare il passato, ma che deve aiutarci a comprendere il presente e a orientare il futuro. Ricordiamo tanti giovani che partirono per il fronte, spesso senza fare ritorno. Ricordiamo le sofferenze delle loro famiglie, di intere comunità segnate dalla guerra. Lo facciamo non per celebrare il conflitto, ma per custodire il significato più profondo del loro sacrificio, il valore della pace, della convivenza e dell'unità nazionale. E oggi questo messaggio appare più attuale che mai. Mentre nel mondo continuano a infuriare guerre e conflitti che provocano vittime innocenti, distruzione e sofferenza, siamo chiamati a riflettere sul ruolo che ciascuno di noi può avere nella costruzione di una società più giusta e più pacifica. Per questa ragione il Comune di Olginate ha aderito alla Rete delle Città per la Pace. Non si tratta di un gesto simbolico, ma della volontà di affermare un principio fondamentale: la pace non è soltanto una questione affidata ai governi e alle organizzazioni internazionali, la pace riguarda ciascuno di noi".



A tal proposito, citando, Aldo Capitini, filosofo, educatore e padre della nonviolenza italiana, Passoni ha rimarcato come la pace si costruisce "nei gesti quotidiani che danno forma alla nostra convivenza. Ogni volta che scegliamo il dialogo invece dello scontro, il rispetto invece del pregiudizio, l'accoglienza invece della paura, stiamo contribuendo a costruire un mondo più pacifico. Ed ecco perché parlare di pace significa anche parlare di comunità. Una comunità forte non è quella in cui sono tutti uguali, ma quella che sa riconoscere il valore delle differenze, una comunità che cresce quando nessuno viene lasciato solo, quando il diverso non è percepito come una minaccia, ma come una persona da conoscere con la propria storia, la propria dignità e i propri diritti. Ancora Aldo Capitini ci offre una riflessione preziosa quando afferma: «Con la nonviolenza riconosciamo il diritto di tutti all'esistenza, con la non menzogna il diritto di tutti alla verità». È un insegnamento che parla a noi amministratori, alle associazioni, alle famiglie e alle scuole: costruire la pace significa riconoscere il valore di ogni persona e lavorare affinché ciascuno possa sentirsi parte della comunità. Oggi, mentre rendiamo omaggio ai nostri caduti e alle Forze Armate, vogliamo quindi rinnovare anche un impegno: l'impegno a fare di Olginate una comunità sempre più accogliente, solidale e capace di dialogo, una comunità nella quale il rispetto reciproco e la partecipazione siano il terreno su cui far crescere la pace. Alle Forze Armate, alle forze dell'ordine, ai volontari della Protezione Civile e a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno si spendono per il bene comune va la nostra riconoscenza e la nostra gratitudine. Alle ragazze e ai ragazzi che oggi sono qui con noi vorrei lasciare un pensiero particolare: il futuro della pace dipende anche da voi, dalla vostra capacità di costruire amicizie, di rispettare gli altri, di tendere la mano a chi è in difficoltà e di non avere paura delle differenze. Se sapremo fare questo, allora il sacrificio di chi ci ha preceduto continuerà a vivere non solo nella memoria, ma nelle nostre azioni quotidiane".



Dinnanzi al Monumento ai Caduti, raggiunto in corteo, con in testa il Corpo Musicale di Costa Masnaga e alzabandiera davanti ai cancelli del camposanto, i primi protagonisti della cerimonia sono stati gli alunni della scuola primaria che, guidati dalle loro insegnanti, hanno proposto una selezione di poesie, da Ungaretti a Rodari, per rievocare la condizione dei soldati al fronte ed arrivare poi a ricordare ai grandi come "ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra, come la guerra".



Un messaggio chiaro, per i quali i piccoli sono stati ringraziati anche dal sindaco Marco Passoni nel suo intervento. "Oggi celebriamo il 4 novembre, una data che segna la conclusione della Prima Guerra Mondiale per l'Italia e che è divenuta il giorno in cui la Repubblica rende onore alle Forze Armate e ricorda tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la patria. È una ricorrenza che ci richiama al valore della memoria. Una memoria che non serve soltanto a ricordare il passato, ma che deve aiutarci a comprendere il presente e a orientare il futuro. Ricordiamo tanti giovani che partirono per il fronte, spesso senza fare ritorno. Ricordiamo le sofferenze delle loro famiglie, di intere comunità segnate dalla guerra. Lo facciamo non per celebrare il conflitto, ma per custodire il significato più profondo del loro sacrificio, il valore della pace, della convivenza e dell'unità nazionale. E oggi questo messaggio appare più attuale che mai. Mentre nel mondo continuano a infuriare guerre e conflitti che provocano vittime innocenti, distruzione e sofferenza, siamo chiamati a riflettere sul ruolo che ciascuno di noi può avere nella costruzione di una società più giusta e più pacifica. Per questa ragione il Comune di Olginate ha aderito alla Rete delle Città per la Pace. Non si tratta di un gesto simbolico, ma della volontà di affermare un principio fondamentale: la pace non è soltanto una questione affidata ai governi e alle organizzazioni internazionali, la pace riguarda ciascuno di noi".



A tal proposito, citando, Aldo Capitini, filosofo, educatore e padre della nonviolenza italiana, Passoni ha rimarcato come la pace si costruisce "nei gesti quotidiani che danno forma alla nostra convivenza. Ogni volta che scegliamo il dialogo invece dello scontro, il rispetto invece del pregiudizio, l'accoglienza invece della paura, stiamo contribuendo a costruire un mondo più pacifico. Ed ecco perché parlare di pace significa anche parlare di comunità. Una comunità forte non è quella in cui sono tutti uguali, ma quella che sa riconoscere il valore delle differenze, una comunità che cresce quando nessuno viene lasciato solo, quando il diverso non è percepito come una minaccia, ma come una persona da conoscere con la propria storia, la propria dignità e i propri diritti. Ancora Aldo Capitini ci offre una riflessione preziosa quando afferma: «Con la nonviolenza riconosciamo il diritto di tutti all'esistenza, con la non menzogna il diritto di tutti alla verità». È un insegnamento che parla a noi amministratori, alle associazioni, alle famiglie e alle scuole: costruire la pace significa riconoscere il valore di ogni persona e lavorare affinché ciascuno possa sentirsi parte della comunità. Oggi, mentre rendiamo omaggio ai nostri caduti e alle Forze Armate, vogliamo quindi rinnovare anche un impegno: l'impegno a fare di Olginate una comunità sempre più accogliente, solidale e capace di dialogo, una comunità nella quale il rispetto reciproco e la partecipazione siano il terreno su cui far crescere la pace. Alle Forze Armate, alle forze dell'ordine, ai volontari della Protezione Civile e a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno si spendono per il bene comune va la nostra riconoscenza e la nostra gratitudine. Alle ragazze e ai ragazzi che oggi sono qui con noi vorrei lasciare un pensiero particolare: il futuro della pace dipende anche da voi, dalla vostra capacità di costruire amicizie, di rispettare gli altri, di tendere la mano a chi è in difficoltà e di non avere paura delle differenze. Se sapremo fare questo, allora il sacrificio di chi ci ha preceduto continuerà a vivere non solo nella memoria, ma nelle nostre azioni quotidiane".



















