Mandello, 4 Novembre: 'la memoria non è un rito per pochi'
“La memoria ci insegna a non ripetere gli errori della storia”. E ancor “Ricordare i sacrifici di chi ci ha preceduti significa trasformare la memoria in impegno per il futuro”. Sono un paio dei pensieri letti stamani dagli studenti delle scuole locali davanti al monumento ai caduti di piazza Garibaldi a Mandello del Lario nel contesto delle celebrazioni del 4 Novembre.

Di buon mattino, da piazza Leonardo Da Vinci il corteo ha raggiunto la chiesa di San Lorenzo dove è stata celebrata la messa a suffragio dei caduti. Il serpentone allungato dalle associazioni combattentistiche e d’arma e dal Corpo musicale mandellese ad aprire il corteo, si è rimesso poi in marcia verso il luogo della commemorazione dove l’alzabandiera è stata affidata all’alpino Nello Scenini, 99 anni.

Dopo l'intervento degli alunni, quello del sindaco Riccardo Fasoli, affiancato dalla “collega” Angelica Valsecchi dell’Istituto Volta eletta dal consiglio comunale dei ragazzi. “Quasi il mio discorso è superfluo, perché veramente avete detto tante cose e tante molto belle. Qualcuno ha detto che è dalle piccole cose e non soltanto dalle grandi che si costruisce la nostra società. Oggi voi ragazzi avete fatto questo, avete letto cose importanti e avete fatto felici tutti noi con la vostra presenza.”

“La memoria - ha aggiunto poi - non è un rito per pochi ma un patrimonio per tutta la comunità. Nella sola grande guerra Mandello ha perso novantuno dei suoi figli e dopo aver fatto questa lapide ne abbiamo trovati altri quattro". Da qui il richiamo dei valori della democrazia e della libertà conquistata a caro prezzo.

Di buon mattino, da piazza Leonardo Da Vinci il corteo ha raggiunto la chiesa di San Lorenzo dove è stata celebrata la messa a suffragio dei caduti. Il serpentone allungato dalle associazioni combattentistiche e d’arma e dal Corpo musicale mandellese ad aprire il corteo, si è rimesso poi in marcia verso il luogo della commemorazione dove l’alzabandiera è stata affidata all’alpino Nello Scenini, 99 anni.

Dopo l'intervento degli alunni, quello del sindaco Riccardo Fasoli, affiancato dalla “collega” Angelica Valsecchi dell’Istituto Volta eletta dal consiglio comunale dei ragazzi. “Quasi il mio discorso è superfluo, perché veramente avete detto tante cose e tante molto belle. Qualcuno ha detto che è dalle piccole cose e non soltanto dalle grandi che si costruisce la nostra società. Oggi voi ragazzi avete fatto questo, avete letto cose importanti e avete fatto felici tutti noi con la vostra presenza.”

“La memoria - ha aggiunto poi - non è un rito per pochi ma un patrimonio per tutta la comunità. Nella sola grande guerra Mandello ha perso novantuno dei suoi figli e dopo aver fatto questa lapide ne abbiamo trovati altri quattro". Da qui il richiamo dei valori della democrazia e della libertà conquistata a caro prezzo.
Al.Bot.



















