Lecco: il grazie dei figli nel giorno dell'ultimo saluto a Franco e Adele. A loro le parole di consolazione di mons. Lanfranconi
"Sono vissuti sempre insieme e uniti, e insieme ed uniti sono morti. Quella di Adele e Franco era infatti una relazione autentica, vera, che metteva in comune il bello e il meglio dei loro cuori. Dio non ha permesso che nemmeno la morte potesse separarli".
Con queste parole il vescovo di Cremona Dante Lanfranconi, originario di Mandello del Lario, ha voluto salutare gli amici Franco Gianola e Adele Croce, scomparsi il 9 giugno nella tragedia aerea di Premana.
Moltissimi coloro che hanno voluto partecipare alle esequie dei due coniugi: familiari, amici e conoscenti hanno riempito nel pomeriggio di oggi la basilica di San Nicolò a Lecco per l'ultimo commosso saluto a marito e moglie.
I due coniugi erano infatti conosciutissimi in paese: lei, candidata al consiglio comunale, era infatti presidentessa dell'Azione Cattolica, lui, già ministro straordinario dell'Eucarestia e membro del consiglio pastorale, da poco aveva assunto la presidenza dell'Associazione San Vincenzo de Paoli del Vicariato.
Sono stati in particolare i figli a regalare ai due genitori uno speciale volo sull'ultraleggero per sorvolare, insieme come sempre, i luoghi della loro vita: il lago, la Valsassina e in particolare Premana. Qui per cause ancora da accertare qualcosa è andato storto. Il Cessna 172 "Skyhawk" dell'Aero Club di Como guidato dall'istruttore Pietro Brenna (33 anni) ha perso quota, schiantandosi al suolo in località Forni.
Proprio a Sergio, Giovanni, Alessandro è andato il pensiero di monsignor Lanfranconi, in questo momento di dolore, sconforto e senso di colpa per aver regalato a mamma e papà quel volo che è costato loro la vita: "Sono morti mentre stavano godendo un dono dei figli, un segno concreto del loro affetto e del loro amore, un regalo per dire grazie ai propri genitori. Per questo in voi non deve esserci assolutamente alcun rimorso. È stato un atto d'amore e accompagnati da questo segno della vostra riconoscenza sono andati in paradiso".
Quella di oggi è stata una funzione partecipata e commossa. Moltissimi gli amici che hanno voluto dire addio a quella coppia sempre unita, fortemente credente, che aveva fatto dell'impegno cristiano il perno della propria vita. Valori che hanno sempre trasmesso anche ai 14 nipotini e a tutti coloro che li conoscevano.
"La loro era una fede vissuta in maniera convinta e coltivata giorno per giorno per tutta la vita- ha continuato mons. Lanfranconi - Nell'educazione dei figli e dei nipoti, nella quotidianità, nella vita di parrocchia, nella partecipazione ai gruppo di spiritualità familiare".
La fede e la famiglia erano infatti il centro della vita dei due coniugi, molto attivi nelle comunità di Abbadia e Mandello: solo il giorno prima della tragedia avevano partecipato ad un pellegrinaggio con tutta la comunità. Una comunità che ha voluto stringersi compatta attorno alla famiglia, colpita duramente da un dolore cosi devastante.
I feretri sono stati tumulati nel cimitero di Abbadia, vicino all'affetto dei familiari che risiedono in paese e vicini a quel lago dove spesso accompagnavano i tanti nipotini per godere insieme di qualche momento di svago.
"La morte non è la parola definitiva - sono state le confortanti parole del vescovo Lanfranconi - Ma è un velo che si apre per introdurci alla bellezza della vita eterna".
Intanto, come noto, la Procura ha aperto un fascicolo per fare luce sulle cause della tragedia: l'analisi dei cellulari e della videocamera potrà forse dare qualche risposta certa alle due famiglie, straziate da perdite così improvvise.
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Con queste parole il vescovo di Cremona Dante Lanfranconi, originario di Mandello del Lario, ha voluto salutare gli amici Franco Gianola e Adele Croce, scomparsi il 9 giugno nella tragedia aerea di Premana.

I coniugi Franco e Adele Gianola

Moltissimi coloro che hanno voluto partecipare alle esequie dei due coniugi: familiari, amici e conoscenti hanno riempito nel pomeriggio di oggi la basilica di San Nicolò a Lecco per l'ultimo commosso saluto a marito e moglie.
I due coniugi erano infatti conosciutissimi in paese: lei, candidata al consiglio comunale, era infatti presidentessa dell'Azione Cattolica, lui, già ministro straordinario dell'Eucarestia e membro del consiglio pastorale, da poco aveva assunto la presidenza dell'Associazione San Vincenzo de Paoli del Vicariato.
Sono stati in particolare i figli a regalare ai due genitori uno speciale volo sull'ultraleggero per sorvolare, insieme come sempre, i luoghi della loro vita: il lago, la Valsassina e in particolare Premana. Qui per cause ancora da accertare qualcosa è andato storto. Il Cessna 172 "Skyhawk" dell'Aero Club di Como guidato dall'istruttore Pietro Brenna (33 anni) ha perso quota, schiantandosi al suolo in località Forni.

I feretri dei coniugi

Proprio a Sergio, Giovanni, Alessandro è andato il pensiero di monsignor Lanfranconi, in questo momento di dolore, sconforto e senso di colpa per aver regalato a mamma e papà quel volo che è costato loro la vita: "Sono morti mentre stavano godendo un dono dei figli, un segno concreto del loro affetto e del loro amore, un regalo per dire grazie ai propri genitori. Per questo in voi non deve esserci assolutamente alcun rimorso. È stato un atto d'amore e accompagnati da questo segno della vostra riconoscenza sono andati in paradiso".
Quella di oggi è stata una funzione partecipata e commossa. Moltissimi gli amici che hanno voluto dire addio a quella coppia sempre unita, fortemente credente, che aveva fatto dell'impegno cristiano il perno della propria vita. Valori che hanno sempre trasmesso anche ai 14 nipotini e a tutti coloro che li conoscevano.

Il vescovo Dante Lanfranconi

"La loro era una fede vissuta in maniera convinta e coltivata giorno per giorno per tutta la vita- ha continuato mons. Lanfranconi - Nell'educazione dei figli e dei nipoti, nella quotidianità, nella vita di parrocchia, nella partecipazione ai gruppo di spiritualità familiare".
La fede e la famiglia erano infatti il centro della vita dei due coniugi, molto attivi nelle comunità di Abbadia e Mandello: solo il giorno prima della tragedia avevano partecipato ad un pellegrinaggio con tutta la comunità. Una comunità che ha voluto stringersi compatta attorno alla famiglia, colpita duramente da un dolore cosi devastante.
I feretri sono stati tumulati nel cimitero di Abbadia, vicino all'affetto dei familiari che risiedono in paese e vicini a quel lago dove spesso accompagnavano i tanti nipotini per godere insieme di qualche momento di svago.
"La morte non è la parola definitiva - sono state le confortanti parole del vescovo Lanfranconi - Ma è un velo che si apre per introdurci alla bellezza della vita eterna".


Intanto, come noto, la Procura ha aperto un fascicolo per fare luce sulle cause della tragedia: l'analisi dei cellulari e della videocamera potrà forse dare qualche risposta certa alle due famiglie, straziate da perdite così improvvise.
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P.V.




















