Calolzio: nel '70 nascevano i Volontari del Soccorso, da 45 anni a fianco dei cittadini
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Un traguardo importante per l'associazione che è da sempre in prima linea al fianco dei cittadini di Calolziocorte e di tutto il circondario, fin da quel "lontano" 1970 quando i primi 17 fondatori fecero partire la macchina del volontariato, che da allora non si è più fermata e anzi continua a macinare chilometri, giorno dopo giorno.
Ancora oggi nella sede del Pascolo è conservato l'atto di nascita, firmato da Cosimo De Franco, Renato Dalla Vecchia, Vittorio Brambilla, Giuseppe Dalla Vecchia, Natalia Vanetti, Claudio Carleo, Piera Losa, Andreina Burini, Giorgio Morandi, Ferdinando Malighetti, Vladimiro Dozio, Felice Tentori, Lionella Longhi, Roberto Mazzoleni, Adelaide Bonacina e Gianfranco Brini, che fu anche il primo presidente dei Volontari del Soccorso.
"La decisione l'abbiamo presa una domenica dell'estate del 1970, quando ci fu un annegamento: il coinvolto morì proprio sull'automobile dove era stato caricato alla ricerca dei soccorsi" ha ricordato lo stesso Valdimiro Dozio, uno dei "papà" - nonché anch'egli ex presidente - dei volontari. "Insieme a Maria Giulia Adelasio, una dipendente di quella che allora si chiamava Mutua, pensammo che anche a Calolzio ci doveva essere un presidio di Pronto Soccorso e con l'appoggio del dottor Gianfranco Brini abbiamo così dato il via ad un comitato promotore che portò poi alla creazione dei Volontari del Soccorso".
Il primo impegno fu quello di organizzare un corso per dare una specifica preparazione ai volontari, che vide fin da subito ben 147 iscritti. "Ricordo che si fece pratica anche al Pronto Soccorso dell'Ospedale affiancando gli stessi medici" ha continuato Dozio.

L’inaugurazione del nuovo Doblò
Nel 1971 erano dunque pronti i primi 33 volontari calolziesi, che avevano la propria sede in via Fratelli Bonacina, dove ora si trovano gli uffici dell'Aci. La "Cooperativa di Consumo" donò la prima autoambulanza, una Fiat 238 costata 1,4 milioni di lire. "Ricordo ancora che il nostro primo intervento fu per un incidente stradale all'altezza del ponte della Serta. Inizialmente prestavamo servizio dalle 14.00 del sabato alle 20.00 della domenica e, con il passare degli anni e con più volontari a disposizione prolungammo i tempi: prima con la copertura dal venerdì sera fino al lunedì mattina, fino ad arrivare poi all'attività 24 ore su 24".
Un momento di una lezione agli alunni della media Manzoni
Non si contano il numero degli interventi effettuati dai più di 1000 volontari che si sono susseguiti in questi 45 anni: malori, incidenti, emergenze, ma anche trasporti presso i centri di cura e assistenze, oltre che la presenza a centinaia e centinaia di manifestazioni sportive e non che hanno animato il territorio.Tra gli anni '80 e '90 iniziò anche la convenzione con il 118: nella sede in piazza ex Mercato si trovavano due telefoni, uno in collegamento con Como e l'altro con Bergamo.
Durante questi 9 lustri i Volontari parteciparono anche alle grandi emergenze nazionali: in Friuli, in Irpinia, in Valtellina, nelle valli bergamasche e in altre zone colpite dalle calamità.

Un’esercitazione
"Fummo in prima linea per l'alluvione che colpì la Valtellina nel 1987. Allora ero responsabile nazionale e regionale della Protezione Civile e mi arrivò una telefonata da Roma che mi avvisava che sarebbe arrivato il ministro Giuseppe Zamberletti, con cui ci incontrammo nei pressi di quella che oggi è la discoteca Orsa Maggiore: imboccammo le gallerie della superstrada che non erano ancora nemmeno state inaugurate e raggiungemmo i comuni colpiti dall'alluvione. Fummo in particolare i primi ad arrivare a Tartano, dove una frana aveva completamente investito un albergo. La nostra autoambulanza fu la prima sul luogo e la foto fece il giro del mondo, venne pubblicata persino da giornali americani" ha continuato Vladimiro Dozio. "In queste tragedie non mancò mai la solidarietà dei cittadini della zona: in tanti ci portarono soldi o beni di prima necessità per il terremoto del Friuli. E quando capitò quello in Irpinia, ogni venerdì sera da Calolzio partiva in autotreno carico di aiuti diretto a Sant'Angelo dei Lombardi, dove operavamo".
L'associazione ha cosi accompagnato la storia di Calolzio, prima dalla sede di via Bonacina, poi da piazza ex mercato e dal 2001 nella nuova "casa" di via Mazzini.
"La costruzione della nuova sede coinvolse tutte le amministrazioni e i cittadini della zona: il Comune di Calolzio ci donò il terreno e ci diede un finanziamento di 500 milioni di lire, ma in tanti contribuirono. Ci furono aziende che ci donarono il materiale necessario, pensionati che ci diedero una mano nella costruzione e così via. E non posso non citare Antonio Guerra, che donò il monumento ai volontari".

Una squadra numerosa ma soprattutto affiatata, all'opera 365 giorni l'anno. Basti pensare che nel 2014 sono stati effettuati in totale quasi 8000 servizi - 7937 per la precisione - ovvero più di 21 al giorno.

La sede di via Mazzini
E i progetti per il futuro sono ancora numerosi. "Si è appena concluso il corso, che ha avuto davvero un'ottima partecipazione e stanno per entrare altre 50 persone" ha spiegato Sergio Brambilla, l'attuale presidente. "In autunno dovremmo affrontare poi una importante ri-certificazione di tutti i volontari, con un esame alla presenza dei medici del 118. E ovviamente continueremo inoltre con il nostro impegno per l'installazione dei defibrillatori in vari punti di tutto il territorio".
Paolo Valsecchi




















