
Nicola Preteroti
La Procura ha detto “no”. Il pubblico ministero Nicola Preteroti – titolare del fascicolo fin dalla sua apertura – non ha ritenuto congrua l’istanza di patteggiamento presentata – direttamente in Aula al cospetto del giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lecco dr. Paolo Salvatore – dai legali difensori dell’ormai ex direttrice delle Poste di Lierna, rinviata a giudizio per aver “alleggerito” svariati conti corrente o depositi titoli intestati a clienti dell’Ufficio di via Parodi. Due anni, con sospensione condizionale della pena, la proposta avanzata dall’avvocato Giovanni Battista Colombo per conto anche del collega siciliano Giovanni Castronovo del Foro di Palermo, non presente personalmente all’udienza odierna alla quale hanno invece partecipato numerosi correntisti liernesi – in gran parte pensionati – raggirati dalla signora Patrizia Greco, anch’ella assente, chiamata a rispondere di reati che vanno dall’appropriazione indebita alla truffa – aggravata - nonché di falso. 54 le denunce presentante con il numero di vittime che, considerando i conti cointestati, sembrerebbe superare il centinaio di nomi. Circa la metà delle persone offese ha scelto di insediarsi nel procedimento penale costituendosi parte civile tramite diversi avvocati tra i quali Michele Cervati, Richard Martini, Vito Zotti, Biagio Pignanelli e Laura Rota. 2 milioni di euro – all’incirca – la cifra che sembrerebbe essere stata fatta illecitamente sparire con Poste Italiane e il controllato gruppo assicurativo PosteVita (specializzato nella vendita di polizze) costituiti contro l’ex direttrice, alla quale la Procura ha già sequestrato – a titolo “risarcitorio” proprio delle due società – metà della villa di Mandello di sua proprietà (cointestata al 50% con il consorte). A loro volta poi le Poste starebbero mettendo mano – seppur, hanno lamentato alcuni legali di parte civile, a rilento – al portafogli per rifondere il danno patito dalle vittime incappate nei “raggiri” che – stando al quadro accusatorio – sarebbero stati messi in atto dalla signora Greco. “Ci preme risolvere la questione di chi non ha ancora ottenuto il risarcimento” ha spiegato l’avvocato Laura Rota alla quale si sono rivolti ben venti vittime, dieci delle quali hanno optato per la costituzione di parte civile non avendo ancora ricevuto nulla (tre persone) o avendo percepito solo una percentuale del “maltolto” (gli altri sette soggetti).
“Dalle Poste non vi è stata molta collaborazione con gli avvocati che hanno scritto loro per conto dei propri assisti: si sono sì attivate ma non si sono poi presentate alla mediazione. Oggi ci siamo confrontati direttamente con i loro legali nella speranza di poter chiudere la partita”. In Aula invece – per la definizione della posizione dell’imputata – si tornerà il prossimo 9 dicembre. Pare chiaro che la Procura sia intenzionata ad accettare una proposta di patteggiamento che tenga conto della gravità dei fatti contestati alla donna e dunque senza alcuna possibilità di sospensione condizionale della pena.
A.M.