Lecco: aborto post-natale? nel 'corto' di Antonio, Gabriele e Mattia è già possibile
Farà sicuramente discutere perché l’aborto, il tema alla base del progetto, è uno di quegli argomenti che storicamente… fanno discutere, spaccando l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari. Ma farà discutere anche perché la questione, questa volta, è stata “esasperata” arrivando perfino a ipotizzare la possibili di aborti post-nascita attuabili fino al compimento da parte del bambino del sesto compleanno, fino a quando cioè si ha a che fare con “Le Prepersone”. Questo il titolo del cortometraggio, disponibili in rete da qualche ora, realizzato dal lecchese Antonio Losa con l’amico Gabriele Lodi Pasini e il già vincitore del premio Campiello Mattia Conti di Molteno, che ha dato una mano alla stesura della sceneggiatura.
deciso di filmare qualcosa insieme e, approfittando di una bando di concorso per cortometraggi su tematiche sociali, abbiamo deciso di approfondire in particolare questo argomento” spiega Gabriele. “La conoscenza della storia e della trama delle Prepersone nonchè dell'autore Phil Dick era nata un anno prima quando, cercando informazioni su questo scrittore e sul suo rapporto con il film Blade Runner, avevo “fatto conoscenza” con il suo testo. A quel punto ho proposto l'idea a Antonio e, una volta accettata da lui, ho contattato Mattia per redigere a quattro mani la sceneggiatura”.
Si tratta, comprensibilmente, di una produzione “in proprio”, realizzata dai tre giovani con attrezzature semiprofessionali , dal risultato sicuramente apprezzabile, capace di trasmettere “ansia” già nei primissimi secondi, con la complicità di una colonna sonora “ad effetto” (musiche originali di Mattia Cupelli).
“Quello che abbiamo voluto raccontare con questa storia è prima di tutto una riflessione sul tema, sul valore della vita, di qualsiasi vita. Non abbiamo voluto emettere giudizi o sentenze, non è il nostro interesse. Quello che abbiamo voluto fare è provare a ragionare su qualcosa che ci sta a cuore, raccontandolo attraverso una storia” chiosa Mattia.
Secondo recenti studi medici, il bambino fino ai tre anni non ha coscienza di sé come individuo e come essere umano; per questo motivo, il feto e il bambino fino ai tre anni di vita non hanno lo stesso “status morale” di persone e quindi sono considerabili solo “persone potenziali”. Si tratta, a tutti gli effetti, di pre-persone. Dal momento che l’aborto è accettato e legalizzato in molti Paesi e lo status del neonato è uguale a quello del feto, la soppressione di un bambino dovrebbe essere permessa in tutti i casi, come per l’aborto. Vista la problematicità del tema, in via provvisoria lo Stato ha deciso di permettere la pratica del prelievo dei bambini, ma non della loro soppressione; considerata la situazione, ai genitori è però permesso di rinunciare al proprio figlio fino ai sei anni. Per questo scopo è nata un’associazione non governativa, la Country Facilities, che si fa carico del prelievo dei bambini e del loro trasferimento nelle strutture dell’associazione stessa. In un piccolo paese, vivono due bambini, Andrea e Matteo, di sei e cinque anni; i due trascorrono insieme le calde giornate estive fino a quando la madre di uno dei due non decide di consegnare il figlio alla Country Facilities…

Antonio Losa, Mattia Conti e Gabriele Lodi Pasini
“L'idea di girare le Prepersone è nata nell'estate del 2011 quando con Antonio avevamo giàdeciso di filmare qualcosa insieme e, approfittando di una bando di concorso per cortometraggi su tematiche sociali, abbiamo deciso di approfondire in particolare questo argomento” spiega Gabriele. “La conoscenza della storia e della trama delle Prepersone nonchè dell'autore Phil Dick era nata un anno prima quando, cercando informazioni su questo scrittore e sul suo rapporto con il film Blade Runner, avevo “fatto conoscenza” con il suo testo. A quel punto ho proposto l'idea a Antonio e, una volta accettata da lui, ho contattato Mattia per redigere a quattro mani la sceneggiatura”.

Foto scattata sul set
“Quando Gabriele mi ha informato di questo progetto ho subito avuto la voglia di poterci lavorare perché era un progetto molto stimolante” ha confermato Conti che, con Lodi Pasini, ha così curato la scrittura della sceneggiatura, liberamente ispirata all’omonimo racconto di Phil K. Dick, statunitense noto in vita esclusivamente nell’ambito della fantascienza, la cui fama crebbe notevolmente, tra il grande pubblico e tra la critica, dopo la sua morte con i suoi testi usati da base per realizzare il già citato Blade Runner, celebre film datato 1982.
Altra immagine di backstage
“Il tema del cortometraggio è l'aborto e uno dei suoi possibili sviluppi futuri cioè l'aborto post natale. Ci siamo resi conto, scrivendo la sceneggiatura, di come questa possibilità prospettata nel ’74 da Phil Dick sia in realtà una possibilità reale, una possibile prospettiva per il futuro. A questo punto, consapevoli di questa situazione ci siamo in qualche modo calati e immedesimati maggiormente nella scrittura” ha aggiunto Gabriele, ripreso poi da Mattia: “alla base del racconto sta la possibilità di un genitore di rinunciare al proprio figlio fino a 6 anni, fino a quando il bambino è appunto una prepersona ovvero non ha maturato una coscienza di sé. Quello che ne è nato è una storia di amicizia tra bambini, una storia raccontata con lo sguardo dei bambini, una storia che parla del rapporto madre-figlio e che parla di quanto si debba arrivare vicino a perdere qualcosa per capirne la grande importanza”.
Gabriele con una delle due attrici
“Abbiamo girato i cortometraggio a Jerago con Orago mentre la post produzione si è sviluppata nel lecchese” argomenta Antonio, nella sua veste di regista (insieme a Gabriele). “Nonostante le distanze e gli impegni universitari non ci siamo limitati e abbiamo comunque portato a termine questo cortometraggio: il prodotto finale ha una durata all’incirca di 20 minuti e ci ha tenuti impegnati più di un anno”.Si tratta, comprensibilmente, di una produzione “in proprio”, realizzata dai tre giovani con attrezzature semiprofessionali , dal risultato sicuramente apprezzabile, capace di trasmettere “ansia” già nei primissimi secondi, con la complicità di una colonna sonora “ad effetto” (musiche originali di Mattia Cupelli).

Antonio con l'altra attrice
“Anche gli attori che hanno partecipato a questo progetto non sono professionisti ma sono persone comuni, normali, che hanno dedicato parte del loro tempo per stare con noi e realizzare questo cortometraggio. A loro va il nostro ringraziamento per la loro disponibilità e soprattutto per la grande pazienza nei nostri confronti: i due bambini Davide e Thomas e gli adulti Agnese, Paola e Stefano. Grazie per averci dato questa possibilità e per essersi messi in gioco per una cosa che effettivamente non è facile” afferma Gabriele a nome del terzetto.“Quello che abbiamo voluto raccontare con questa storia è prima di tutto una riflessione sul tema, sul valore della vita, di qualsiasi vita. Non abbiamo voluto emettere giudizi o sentenze, non è il nostro interesse. Quello che abbiamo voluto fare è provare a ragionare su qualcosa che ci sta a cuore, raccontandolo attraverso una storia” chiosa Mattia.

Antonio "in azione"
Ecco dunque il cortometraggio, con a seguire, parte della trama.Secondo recenti studi medici, il bambino fino ai tre anni non ha coscienza di sé come individuo e come essere umano; per questo motivo, il feto e il bambino fino ai tre anni di vita non hanno lo stesso “status morale” di persone e quindi sono considerabili solo “persone potenziali”. Si tratta, a tutti gli effetti, di pre-persone. Dal momento che l’aborto è accettato e legalizzato in molti Paesi e lo status del neonato è uguale a quello del feto, la soppressione di un bambino dovrebbe essere permessa in tutti i casi, come per l’aborto. Vista la problematicità del tema, in via provvisoria lo Stato ha deciso di permettere la pratica del prelievo dei bambini, ma non della loro soppressione; considerata la situazione, ai genitori è però permesso di rinunciare al proprio figlio fino ai sei anni. Per questo scopo è nata un’associazione non governativa, la Country Facilities, che si fa carico del prelievo dei bambini e del loro trasferimento nelle strutture dell’associazione stessa. In un piccolo paese, vivono due bambini, Andrea e Matteo, di sei e cinque anni; i due trascorrono insieme le calde giornate estive fino a quando la madre di uno dei due non decide di consegnare il figlio alla Country Facilities…
A.M.




















