Lecco: turbativa d’asta, al processo parla Angelo Riva. ''Ero dimissionario dal Crams''

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Angelo Riva

“La mia telefonata è stata successiva all’assegnazione del servizio, non poteva quindi condizionarne l’esito in alcun modo. Quello con Guido Milani è stato un colloquio confidenziale e amichevole, nonché disinteressato. Da alcuni mesi infatti ero dimissionario dal Crams”
. Angelo Riva, accusato di “turbata libertà degli incanti” in merito alla gara per l’affidamento del Centro Multimedia lecchese e il servizio CISeD (Centro Informazione, Supporto e Documentazione), ha reso nella mattinata di oggi spontanee dichiarazioni di fronte al giudice Salvatore Catalano e al vice procuratore onorario Mattia Mascaro, al termine della fase istruttoria del processo a suo carico.
Alla base delle accuse mosse nei suoi confronti, la telefonata del 17 novembre 2013 verso l’allora direttore del “Gruppo Ragazzi e Cinema” di Oggiono Guido Milani, mentre quest’ultimo si trovava impegnato in alcune riprese in  Svizzera. Un colloquio vissuto dallo stesso Milani, come egli stesso ha riferito nella scorsa udienza, come una “pressione”, che lo aveva spinto a ritirare l’offerta presentata per il servizio CISeD e a non partecipare alla gara per il Centro Multimedia.
La realtà di Oggiono aveva infatti partecipato, su invito della stessa Provincia, all’appalto presentando un ribasso pari al 20% sull’importo a base d’asta (pari a 64.000 €) a fronte di un ribasso del 3% de “La linea dell’arco”.
Un’offerta “anomala” che aveva spinto gli uffici provinciali, in due occasioni, a richiedere ulteriore documentazione. A seguito della telefonata da parte di Angelo Riva, Guido Milani aveva comunicato la decisione di rinunciare all’assegnazione della prima gara, e alla partecipazione alla seconda.
Nella mattinata di oggi sono stati chiamate a testimoniare alcune persone che nel 2013 avevano un ruolo attivo all’interno di “Ragazzi e Cinema”: la segretaria del consiglio direttivo, una collaboratrice, un consigliere e un socio, che hanno raccontato di essere stati informati (il giorno stesso o a distanza di poche ore) della telefonata da parte dello stesso Milani, descritto come scosso e spaventato per il suo contenuto.
Angela Palleschi, a capo della cooperativa “La Linea dell’Arco”, ha confermato la partecipazione al bando per l’affidamento del servizio CISeD, revocata in autotutela da parte della Provincia.
Molto diversa la posizione dell’imputato, assistito dall’avvocato Sabatino Angelillo, che ha rilasciato spontanee dichiarazioni. “Quando ho chiamato Milani il servizio era stato già assegnato, e il grande ribasso presentato dalla cooperativa di Oggiono aveva già “messo in allerta” la Provincia. L’assegnazione si prospettava quindi per loro difficoltosa” ha spiegato Riva in aula. “Il tono della mia telefonata è stato confidenziale e amichevole, per cercare di fargli capire i rischi derivanti dall’eventuale gestione di un servizio come quello con un tale ribasso percentuale, a mio avviso non sostenibile. Non avevo nessun interesse personale, poiché da mesi ormai ero già dimissionario dal Crams”. Il legale difensore ha prodotto la relazione di un assemblea dei soci datata marzo 2013, a riprova di quanto affermato dall’imputato in aula.
Il processo nei confronti di Angelo Riva riprenderà il prossimo 12 settembre.
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