Lecco, gli studenti del Poli ridisegnano la stazione: passerelle, ponti, torri e giardini

Una torre di 10 piani in via Sassi, una nuova stazione "a ponte" al posto dell'attuale edificio, un mercato a km 0 al coperto alle spalle del Municipio: gli studenti del Politecnico hanno provato a progettare un nuovo volto per il Comune e per la zona dello scalo ferroviario.
Gli studenti del corso di laurea in "Progettazione dell'architettura" si sono occupati infatti di immaginare quale potrà essere lo sviluppo futuro della zona creando luoghi d'incontro e servizi per cittadini e turisti, eliminando la cesura dei binari che spezza in due la città.
I ragazzi - al secondo anno di studi - hanno effettuato un sopralluogo e analizzato la documentazione. Hanno poi progettato come intervenire su spazi aperti, sui collegamenti pedonali, sulla viabilità, su come poter ampliare il palazzo municipale e poter realizzare nuovi spazi e nuovi parcheggi.
15 i progetti realizzati in questi mesi, alcuni dei quali sono stati presentati - con disegni e anche plastici - quest'oggi proprio a Palazzo Bovara alla presenza dell'assessore all'urbanistica Gaia Bolognini.

Giovanni Ripamonti, Massimo Negri, Gaia Bolognini e Ermes Invernizzi

Giulia Murgia, Mirko Rossi e Jessica Rossino

Giulia Murgia, Mirko Rossi e Jessica Rossino hanno ad esempio pensato alla costruzione di una grande torre - alta oltre 30 metri - di fianco a Palazzo Bovara e all'ampliamento dello stesso con un grande edificio a vetrate tra via Sassi e i binari con nuovi spazi a disposizione degli uffici ma anche appartamenti residenziali.
I loro occhi si sono puntati anche sulla stazione: i 3 futuri architetti hanno immaginato una piazza completamente rifatta, un luogo di passaggio ma anche di incontro, liberata da bus e pullman e con un nuovo edificio come appoggiato sull'immobile storico dove posizionare - tra l'altro - anche un info-point per i turisti e un deposito per le biciclette.

Prevede invece l'abbattimento dell'attuale stazione il progetto di Greta Varani, Stefano Tremolada e Federica Vailati. Al suo posto hanno disegnato un edificio completamente nuovo che sia anche una sorta di rampa di collegamento tra corso Matteotti (oggi poco interconnesso, legato solo dal passaggio pedonale di fianco a Villa Locatelli) e via Sassi. I tetti diventerebbero nuovi spazi calpestabili (non più superfici inutilizzabili) e non mancherebbe nemmeno un "muro verde" a fare da barriera con i binari.
Ma l'asso nella manica è rappresentato dal nuovo edificio nella zona di via Sassi dotato persino di un piccolo mercato con prodotti e a km 0 e attiguo ristorante.

Greta Varani

Uno dei fili conduttori dei progetti è quello della creazione di nuovi luoghi di socialità e di incontro, superando le cesure urbanistiche e i vuoti urbani che ancora caratterizzano la nostra città.
Il terzo progetto presentato è stato quello di Valerio Colombo, Alessandro Rognoni e Giulia Di Donato che hanno pensato a una "stazione a ponte" con i tetti anche in questo caso trasformati in una maxi-passerella con tanto verde, un nuovo giardino urbano per la città.
"I risultati sono sorprendenti e di taglio completamente differente tra loro. Alcuni studenti hanno reinventato l'area ricavando una vera e propria boulevard parallela la tracciato ferroviario, altri hanno immaginato di realizzare edifici stravaganti, altri hanno collegato in maniera innovativa corso Matteotti e il piazzale, infine alcuni studenti hanno realizzato progetti che definirei, dal punto di vista tecnico, effettivamente cantierabili" ha commentato Gaia Bolognini. "Dobbiamo iniziare a riflettere sulle potenzialità della nostra citta, a immaginare la Lecco del futuro, a metterci in discussione".

Valerio Colombo e Alessandro Rognoni

E' un invito alla riflessione quello lanciato dai ragazzi del Politecnico: "Abbiamo aperto un dibattito sulla forma urbana e sull'architettura che oggi manca, che deve uscire dalle aule di architettura e toccare chi la città la vive" ha sottolineato il tutor Massimo Negri che a seguito i ragazzi insieme e Giovanni Ripamonti.
I complimenti agli studenti sono arrivati anche dal professore Ermes Invernizzi: "I ragazzi sono stati davvero bravi: ci hanno dato importanti spunti di riflessione, ci hanno fatto capire come vedono Lecco alcuni giovani che provengono da altre realtà. E' stato anche molto divertente mettersi in gioco, confrontandosi con un ambito di trasformazione reale" ha concluso. "Dobbiamo iniziare a immaginare come la nostra possa diventare una città migliore. Lecco è inserita in un contesto bellissimo, ma sulla città di per sé non si è lavorato sempre benissimo. Ci sono tante possibilità e potenzialità e noi dobbiamo iniziare a lavorare per costruire la Lecco che sarà fra 50 anni".
P.V.
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