A Civate e Olginate si rinnova la tradizione di San Rocco, con la preghiera e tante iniziative

Un “pellegrino” che si è spogliato di ogni suo avere, rinunciando ad una esistenza all’insegna degli agi e vivendo secondo il volere di Dio, in ricchezza di spirito. È ricordando la figura di San Rocco che nella giornata di oggi, martedì 16 agosto, in diversi centri abitati della Provincia lecchese intere famiglie si sono riunite per pregare, riflettere e trascorrere momenti di convivialità, attorno ad altari in piccoli oratori e chiesine dedicati al santo, che nel giorno seguente a Ferragosto tornano protagonisti della vita comunitaria.

Don Gianni De Micheli. Alle sue spalle la Trasfigurazione di Gesù, realizzata nel 1977
da Ernesto Bergagna della Famiglia Beato Angelico di Milano

La tradizione si è rinnovata a Civate, nella chiesina che sorge in località Scola, piccolo nucleo abitato situato nella parte alta del paese, circondato dal lago e la collina di San Pietro al Monte. L’oratorio costituisce una delle strutture erette da XV secolo e dedicate a San Rocco, protettore dei pellegrini in viaggio verso la nota basilica civatese.

In tanti non hanno voluto mancare all’appuntamento delle 10.30, quando il parroco Don Gianni De Micheli insieme a Padre Anselmo (originario del Brasile, presente in via temporanea in paese) ha celebrato la Messa solenne in presenza delle suore della Famiglia Beato Angelico.
Don Gianni ha sottolineato la figura del “pellegrino nella fede” San Rocco, che ha abbandonato la ricchezza terrena per ritrovare quella di spirito, camminando un passo dopo l’altro – proprio come devono fare i fedeli ispirandosi a lui – sulla strada della conoscenza di Dio.

L'oratorio di Scola

Santa Messa anche a Olginate nella mattinata odierna, dove la tradizione si mantiene viva grazie agli “Amici di San Rocco”, che hanno organizzato una giornata all’insegna della preghiera e del divertimento.

Alcuni degli "Amici di San Rocco"

All’interno dell’antica chiesina dei SS. Rocco e Sebastiano, sorta nel XVIII secolo per volere della Confraternita del Santo Rosario e di Santa Croce, Don Eugenio Folcio ha concelebrato la Santa Messa insieme a Padre Pierfrancesco Corti, tornato dalla sua missione in Bangladesh per trascorrere qualche settimana con i suoi cari. Il Coro Valentino ha accompagnato la celebrazione con il suo canto, e il piccolo spazio attorno alla statua del santo – che questa sera sarà portata in processione – ha visto la partecipazione di tanti residenti.

“San Rocco era ricco e si è spogliato di tutto ciò che aveva, scegliendo di vivere una esistenza in povertà. Ci insegna a non cercare ricchezze e trionfi, a non preoccuparsi delle cose esteriori ma a guardare a ciò che si ha” ha spiegato Don Eugenio.

L'esterno della chiesa e il santo portato in processione

Il Coro Valentino

I volontari dell’associazione olginatese hanno disposto il banchetto delle torte in mattinata, e organizzato giochi e passatempi per tutte le età nel parco di villa Sirtori nel pomeriggio. Sarà possibile cenare in compagnia, e partecipare alla solenne processione per le vie del paese.

Don Eugenio Folcio e Padre Pierfrancesco Corti

La serata proseguirà all’insegna della convivialità.
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