Olginate: la vacanza sui pedali lungo l'Italia del 27enne Fabio Orlandi, 'un viaggio mentale, una sfida con me stesso'

"Un viaggio per ritrovare me stesso, un'avventura personale, difficile da descrivere a parole... so solo che andavo alla ricerca di un po' di serenità, di autostima, di una parte di me che purtroppo era andata perduta ma che volevo a tutti i costi recuperare per riprendere in mano la mia vita ...".

Fabio

È una storia a lieto fine, di coraggio e determinazione, quella di Fabio Orlandi, 27enne olginatese da poco residente a La Valletta Brianza, che il 31 luglio scorso è partito per un breve giro dell'Italia in sella alla sua bici, in un "viaggio mentale" che lo ha spinto a stare da solo con i suoi pensieri e a lasciarsi il passato alle spalle, almeno per un po'.
2 settimane, 6 tappe, quasi 1597 km percorsi e nessun compagno di viaggio, se non gli oltre 170 "seguaci" della pagina Facebook "Fabio LongRun", creata dall'amico e compaesano Stefano Conti per testimoniare, a distanza, la sua esperienza. Ed è proprio con lui, il suo primo sostenitore, che Fabio ha accettato di raccontarci la sua storia ...

Come è nata l'idea di questa tua "impresa", che molti hanno definito una "pazzia"?
"Ho deciso di organizzare questo viaggio quando, dopo una semplice uscita in bici con la musica a tutto volume nelle orecchie, ho capito che avevo un urgente bisogno di stare da solo per un po', per ritrovare quella serenità che da qualche tempo - per varie ragioni - mi mancava: sentivo di dovermi sfogare, liberare dalla monotonia della mia vita quotidiana, ed ero consapevole di non poterlo fare con una semplice vacanza, come quella che, peraltro, avevo già programmato nei minimi dettagli, in un resort all-inclusive a Minorca e che è "saltata" una settimana prima della partenza. Ed ecco che così, di punto in bianco, senza avvisare nessuno se non qualche caro amico tra cui Stefano, ho deciso di mettermi in sella alla mia bicicletta e di partire all'avventura, programmando solo vagamente le tappe che avrei toccato lungo il percorso e assumendomi tutti i rischi del caso, tra cui quelli dettati dal mio ginocchio ancora un po' malconcio a seguito di un'operazione di soli tre mesi fa. Non volevo riflettere più di tanto su quello che stavo facendo, perciò ho deciso di parlarne solo con alcuni amici, che - pur considerandomi un po' pazzo - ero sicuro non mi avrebbero fermato".
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Parma, Pontremoli, Pisa, Piombino, Orbetello e Roma. Queste le 6 tappe affrontate da Fabio nel suo viaggio, che nel frattempo veniva documentato quasi in tempo reale dal suo amico Stefano, pronto a raccogliere foto, video e testimonianze, ma anche dati tecnici (pendenza e lunghezza delle strade battute, battito cardiaco, tempi impiegati ...), in una sorta di diario di bordo "social".
"Sono partito da Olginate alle 6.30 dello scorso 31 luglio con destinazione Parma, dove avevo programmato la mia prima sosta" ha proseguito Fabio. "Ho pedalato per 173 km, fino alle 18.30, quando mi sono fermato in un hotel del centro per trascorrere la notte, approfittandone per effettuare un breve tour della città. Indubbiamente questa è stata la parte più difficile del mio viaggio: non sapevo se e per quanto tempo il mio ginocchio e la mia testa avrebbero sopportato la fatica, ma nonostante ciò alle 6 del giorno successivo ero già in piedi, pronto a dirigermi verso Pontremoli, distante circa 70 km, dove speravo di trovare ospitalità presso uno zio, che comunque non avevo avvisato del mio arrivo. Dopo aver sbagliato strada e aver percorso un pezzo di via Francigena al fianco di altri ragazzi incontrati lungo la via, sono finalmente giunto a destinazione, stanco ma soddisfatto: a questo punto, però, il mio viaggio ha dovuto subire una temporanea battuta d'arresto a causa di una mano che mi stava dando alcuni problemi e che mi ha costretto a fermarmi a Pontremoli qualche giorno in più del previsto. Nel frattempo, per mia grande sorpresa, notavo che la pagina Facebook creata quasi per scherzo insieme a Stefano pochi giorni prima di partire aveva sempre più "seguaci", e che molte persone - amici di vecchia data, semplici conoscenti, ma anche ragazzi di cui non avevo mai nemmeno sentito il nome - avevano iniziato a inviarmi messaggi di incoraggiamento per la mia avventura, con cui mi invitavano a non mollare la presa e a proseguire nella mia sfida. È stata una scoperta del tutto inaspettata, che mi ha riempito di orgoglio e di motivazione, spingendomi a rimettermi in sella per la mia tappa successiva".

È il 5 agosto, dunque, quando Fabio raggiunge Pisa. "Questa è sicuramente stata la tappa più bella, in cui sono riuscito ad entrare in contatto con la stupenda natura circostante, ma anche ad apprezzare l'ottima cucina del posto, il mare di Viareggio e persino una dimostrazione di tiro al piattello, in un paese lungo la strada. Anche sulla via per Orbetello, la meta successiva a Piombino, ho potuto ammirare un paesaggio bellissimo, nonostante il sole e il caldo asfissiante: a questo proposito, viaggiando da solo mi sono reso conto di dover affrontare alcuni problemi in totale autonomia, contando solo sulle mie forze. Tra questi, non indifferente quello dell'acqua, che si riscaldava in pochissimo tempo impedendomi di berla e lasciandomi quasi completamente disidratato, in un clima piuttosto afoso: sulla lunga - e ripidissima - Cisa, ad esempio, si è rivelata provvidenziale la spontanea offerta di aiuto di una signora del posto, che mi ha quasi trascinato in casa sua per rinfrescarmi e bere un po' d'acqua, senza chiedermi nulla in cambio".

Dopo pochi giorni Fabio è a Roma, la sua ultima tappa ("l'idea iniziale di un'ulteriore sosta a l'Aquila era divenuta impraticabile: altri 130 km, per lo più in forte pendenza, sarebbero stati davvero troppi, considerando anche il fatto che la mia mano era completamente fuori uso..."), dove si ferma per tre giorni per una breve visita "turistica", naturalmente in bici ...
"Non mi sembrava vero di essere riuscito a raggiungere la mia meta, ad arrivare fino in fondo, peraltro senza nemmeno percepire realmente, soprattutto a livello mentale, la fatica dei quasi 1597 km macinati" ha affermato Fabio.
"Al termine del mio viaggio, ho capito di essere diventato davvero una nuova persona, di avere ritrovato la sicurezza e l'autostima che avevo perduto, lottando per superare i miei limiti e affrontando con le mie sole forze tutti i problemi che mi si presentavano davanti. Questa avventura, insomma, mi ha convinto della verità del detto "se vuoi, puoi": dipende tutto da te, dalla tua forza di volontà, non è una questione di gambe, ma di testa. Ed è per questo motivo che consiglio a tutti la mia esperienza, che io sicuramente rifarò, probabilmente fuori dai confini dell'Italia: molte persone mi hanno già fatto sapere di volersi unire a me per il prossimo viaggio, e spero che non cambieranno idea, perché sono convinto che sia alla portata di tutti. Io, da parte mia, sono pronto ad accogliere chiunque - amici, ma anche sconosciuti - voglia accompagnarmi nella mia prossima "pedalata", che in compagnia può trasformarsi in una vera e propria vacanza, magari non rilassante, ma di certo divertente e affascinante".

Fabio con la sua bici

Fabio, insomma, è pronto a riprendere la sua routine quotidiana con un nuovo spirito, con un pensiero già rivolto al prossimo viaggio. E Stefano?
"Anche se Fabio ne è convinto, io non sono così sicuro di poter affrontare una simile esperienza" ha replicato con una risata l'amico, l'ideatore di "Fabio LongRun".
"Da parte mia, per adesso mi piacerebbe continuare a tenere viva la pagina che ho creato insieme a Fabio per raccontare il suo viaggio, e che potrebbe diventare un vero punto d'incontro - seppur virtuale - per tutti coloro che fossero realmente interessati a seguirlo nella sua prossima avventura on the road".

L'abbonzatura... da vacanza sui pedali

A Fabio e Stefano, insomma, non ci resta che augurare "buon viaggio, che sia un'andata o un ritorno, che sia una vita o solo un giorno ...".
Benedetta Panzeri
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