Scola, 25 anni da vescovo. Busti ha salutato Mantova
Era il 21 settembre 1991, 25 anni or sono, quando il lecchese mons. Angelo Scola, nativo di Malgrate, riceveva la consacrazione episcopale nella basilica di Santa Maria Maggiore in Roma. Era stato nominato vescovo della Diocesi di Grosseto dove entrò ufficialmente nel pomeriggio del 28 settembre. Una delegazione di Malgrate, guidata dal sindaco Gianni Rota, era presente ad entrambe le cerimonie molto significative per il Comune antistante a Lecco, nell'ultimo tratto del ramo terminale del Lario, dove il compianto fratello di Angelo, Pietro Scola, è stato primo cittadino per diversi anni.
Il borgomastro di allora Gianni Rota, dichiarò che era doveroso per Malgrate partecipare alle cerimonie del neo vescovo, nel ricordo anche di un sindaco, prima assessore e consigliere comunale, che per tanti anni si era adoperato per il bene comune della comunità municipale e che era purtroppo deceduto in incidente stradale sull'autostrada Serenissima, reduce da una cerimonia di gemellaggio sugli altipiani trentini di Lavarone e Folgaria.
Angelo Scola è ora cardinale ed arcivescovo di Milano, dopo essere stato patriarca di Venezia. Ha già reso noto che, quando lascerà la Diocesi di Milano per raggiunti limiti di età, si insedierà nella canonica della frazione Imberido di Oggiono, che guarda sul lago brianzolo verso Annone.
Ha, invece, ricevuto il saluto riconoscente della diocesi di Mantova il vescovo mons. Roberto Busti, che è stato per nove anni nella città virgiliana, dopo essere stato dal 1991 prevosto di San Nicolò in Lecco. La cerimonia di saluto è avvenuta nella concattedrale di Sant'Andrea, capolavoro di Leon Battista Alberti, che custodisce le reliquie del sangue di Cristo, al centro, ogni anno, di larga devozione popolare di fede. Mons. Busti ha consacrato il nuovo altare di Sant'Andrea ed ha inaugurato i restauri della basilica, che ha voluto interamene restaurata.
Mons. Roberto Busti, lasciata Mantova, tornerà a Carate Brianza, dove, prete novello della Diocesi di Milano, venne destinato, come coadiutore dall'allora cardinale arcivescovo Carlo Colombo. A Carate Brianza è rimasto sino al 1991, quando venne nominato dal cardinale Carlo Maria Martini prevosto della basilica romana minore di San Nicolò, in Lecco, antica sede di Pieve. Era stato, prima di arrivare a Lecco, nella curia arcivescovile di Milano, portavoce del cardinal Martini.
Il borgomastro di allora Gianni Rota, dichiarò che era doveroso per Malgrate partecipare alle cerimonie del neo vescovo, nel ricordo anche di un sindaco, prima assessore e consigliere comunale, che per tanti anni si era adoperato per il bene comune della comunità municipale e che era purtroppo deceduto in incidente stradale sull'autostrada Serenissima, reduce da una cerimonia di gemellaggio sugli altipiani trentini di Lavarone e Folgaria.

L’arcivescovo Angelo Scola (con la berretta cardinalizia) presso il seminario di Venegono, affiancato dal cardinale Gianfranco Ravasi
Mons. Scola rese noto di aver scelto lo stemma vescovile: un grande mare, che rappresenta la grazia di Dio; con tale grazia, come dice San Paolo, il cristiano puo' affrontare ogni prova. Scola era chiamato alla guida di una Diocesi con 59 parrocchie, 130.000 abitanti, con sede vescovile presso il duomo di San Lorenzo, risalente al 1294, il monumento principale di Grosseto, collocato nell'antica cinta delle mura.Angelo Scola è ora cardinale ed arcivescovo di Milano, dopo essere stato patriarca di Venezia. Ha già reso noto che, quando lascerà la Diocesi di Milano per raggiunti limiti di età, si insedierà nella canonica della frazione Imberido di Oggiono, che guarda sul lago brianzolo verso Annone.
Ha, invece, ricevuto il saluto riconoscente della diocesi di Mantova il vescovo mons. Roberto Busti, che è stato per nove anni nella città virgiliana, dopo essere stato dal 1991 prevosto di San Nicolò in Lecco. La cerimonia di saluto è avvenuta nella concattedrale di Sant'Andrea, capolavoro di Leon Battista Alberti, che custodisce le reliquie del sangue di Cristo, al centro, ogni anno, di larga devozione popolare di fede. Mons. Busti ha consacrato il nuovo altare di Sant'Andrea ed ha inaugurato i restauri della basilica, che ha voluto interamene restaurata.

Il vescovo di Mantova mons. Roberto Busti, quando era prevosto di San Nicolò a Lecco, con un gruppo di accoliti della basilica
Nel cammino vescovile di mons. Busti a Mantova sono state ricordate tappe fondamentali, come la visita nelle parrocchie più minuscole, il grande Sinodo diocesano, e l'impegno della ricostruzione post sisma dopo il terribile terremoto della primavera 2012. Il vicario generale della Diocesi di Mantova, mons. Gian Giacomo Sarzì Sartori, ha dichiarato: "Ha incarnato la Chiesa che sa stare vicino alla gente, una Chiesa viva che ha chiamato a camminare nella corresponsabilità".Mons. Roberto Busti, lasciata Mantova, tornerà a Carate Brianza, dove, prete novello della Diocesi di Milano, venne destinato, come coadiutore dall'allora cardinale arcivescovo Carlo Colombo. A Carate Brianza è rimasto sino al 1991, quando venne nominato dal cardinale Carlo Maria Martini prevosto della basilica romana minore di San Nicolò, in Lecco, antica sede di Pieve. Era stato, prima di arrivare a Lecco, nella curia arcivescovile di Milano, portavoce del cardinal Martini.
A.B.




















