Lecco: grandi applausi al Teatro della Società per il Coro Alpino Lecchese, nel suo 65° anniversario di fondazione

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Una serata di musica, ricordi ed emozioni quella andata in scena ieri, sabato 24 settembre, nella splendida cornice del Teatro della Società di Lecco: protagonisti indiscussi i 33 cantori del Coro Alpino Lecchese, diretti dal giovane Maestro Francesco Bussani, che hanno allietato il folto pubblico presente in sala con un concerto dal titolo “I canti delle vette”, organizzato in occasione del 65° anniversario di fondazione del gruppo.

Il Coro alpino lecchese

Presentatore della serata Aloisio Bonfanti, che, tra un brano e l’altro, ha ripercorso la storia gloriosa del Coro Alpino Lecchese, iniziata quasi per caso nel 1948, quando tre ardimentosi giovani osarono salire sul palcoscenico durante i festeggiamenti per la Quinquennale di Lecco, per cantare “La Smortina”. 
“A quel tempo Angelo Biella, Luigi Bonacina e Peppino Rusconi – questi i nomi dei tre baldi giovani – non pensavano di certo che con quel gesto avevano praticamente sancito la nascita del “Coro Amici del Resegone”, poi divenuto “Coro Alpino Lecchese”, costituito ufficialmente nel 1951 con la direzione del Maestro Danilo Bertani” ha raccontato il giornalista.

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“La prima esibizione in concerto a Lecco risale al 13 gennaio 1952, presso il Teatro dell’Oratorio San Luigi, mentre è datata 1954 la partecipazione all’ottava trasmissione radiofonica “Campanile d’Oro”, presso la sede della RAI al Teatro Nuovo di Milano. Tantissimi i premi e i riconoscimenti ottenuti dal gruppo fin dagli albori, anche a livello nazionale: l’anno più soddisfacente da questo punto di vista è stato probabilmente il 1967, che ha visto il Coro trionfare ai concorsi di Ivrea, Seregno e Lecco, nonché ottenere altri grandi successi a Bellano, Lucca e Carate. Il 1973, invece, ha segnato l’inizio dell’era del Maestro Francesco Sacchi, succeduto a Danilo Bertani e Angelo Mazza e rimasto alla guida del Coro Alpino Lecchese per ben 43 anni, in pratica fino a pochissimi mesi fa, quando – per motivi di salute – ha dovuto passare il testimone al giovane Francesco Bussani. È proprio opera del Maestro Sacchi, ad esempio, l’emozionante arrangiamento dell’Ave Maria che ha aperto questa serata di festeggiamenti, dedicata naturalmente anche a lui”.

Parte del pubblico presente

Nel corso degli anni, il Coro Alpino Lecchese ha partecipato con grande successo anche a numerose rassegne e iniziative culturali su tutto il territorio italiano, ma non solo: risalgono agli anni ’80, ad esempio, diverse trasferte in Austria, Francia, Germania e Svizzera, grandi occasioni di crescita e di confronto con altri gruppi musicali. Degne di nota anche le collaborazioni con i mitici Ragni di Lecco, le cui storiche serate sono state spesso animate dal Coro Alpino, in un connubio perfetto di musica ed emozionanti racconti di avventurose spedizioni e arrampicate in giro per il mondo.
“Alla guida del gruppo si sono succeduti in questi 65 anni sette presidenti, ognuno dei quali ha dato il proprio personale contributo alla crescita artistica e umana del Coro Alpino Lecchese” ha proseguito Aloisio Bonfanti.

Galleria fotografica (9 immagini)


“Si tratta, nell’ordine, di don Giuseppe Tagliabue, testimone oculare dei primi passi del Coro, ai tempi in cui era ancora conosciuto con la denominazione di “Amici del Resegone”, Gianfranco Sacchi, Antonio Maggi, Vittorio Redaelli, Peppino Rusconi, uno dei tre “pionieri”, Giuseppe Nogara e Massimo Brambilla, l’attuale presidente. Nel 2011, inoltre, in occasione del suo 60° anniversario di fondazione, il Coro Alpino ha inciso uno speciale disco, comprendente, tra gli altri, ben 18 brani inediti”.

Aloisio Bonfanti

Sicuramente indimenticabile per i membri del gruppo anche la data del 20 dicembre 2007, quando il Coro Alpino Lecchese è stato ospite del Concerto di Natale della Coralità di Montagna andato in scena nella Sala della Lupa di Montecitorio a Roma, alla presenza delle più alte cariche dello Stato e di oltre 200 tra deputati e senatori. Ma altrettanto emozionante è stata la serata di ieri, in cui i 33 cantori si sono esibiti “in casa”, al Teatro della Società di Lecco, con 16 affascinanti brani: ed ecco, così, per citare qualche titolo, “Che sera”, in dialetto lecchese, “Lee l’andava”, una genuina canzone popolare che narra l’incontro tra due giovani sulla strada di Moltrasio, la suggestiva “Filastrocca della sera” e la struggente “La sposa morta”, per proseguire con la “Preghiera trentina”, “Dorma Bain” e con il classico “Io vagabondo”, del repertorio dei Nomadi.

All’ingresso del Teatro della Società, inoltre, è stata allestita una piccola mostra fotografica, per permettere a tutti i presenti di accostarsi al passato del Coro Alpino Lecchese non solo attraverso la musica, ma anche grazie alle immagini più significative della storia del gruppo.

Ogni brano della scaletta di serata, introdotto da Aloisio Bonfanti, è stato accolto e congedato dal pubblico con applausi scroscianti: il Coro Alpino Lecchese – che non ha di certo intenzione di fermarsi qui – non avrebbe potuto festeggiare i suoi primi 65 anni di vita in maniera migliore.
Benedetta Panzeri
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