Calolzio: Deborah Beretta, 'guerriera' contro il cancro, presenta i suoi 'Pensieri sparsi dell’anima in viaggio con un mostro'

Una storia di coraggio, di speranza, di amore per la vita. Un “volo radente sul cuore” per trovare un sorriso, per raccogliere i pensieri sparsi dell’anima e riportarli su una pagina bianca.
È stata una serata densa di emozioni, una vera e propria lezione di vita, quella andata in scena ieri, venerdì 30 settembre, nella splendida cornice del Monastero del Lavello di Calolziocorte, in un’atmosfera piena di calore e di affetto. Protagonista indiscussa Deborah Beretta, calolziese di nascita da alcuni anni residente a Vimercate, che è tornata nel paese della giovinezza per presentare il suo libro, dal titolo “Come io ti vedo. Pensieri sparsi dell’anima in viaggio con un mostro”, scritto per lasciare “una traccia indelebile” della sua lotta quotidiana con il cancro.

Deborah Beretta con alcune amiche

Deborah Beretta

Una storia nata da un forte bisogno di raccontarsi, di mettere nero su bianco emozioni e sensazioni, che ha spinto Deborah ad aprire anche una pagina Facebook – “Magica Debby” – che conta ormai oltre 44.000 followers.
“Nel mio “Ciao”, con cui voglio aprire questa serata, è contenuto un enorme “Grazie”, a tutte le persone qui presenti, ai miei famigliari, ai miei colleghi e amici, soprattutto a quelli giunti appositamente da molto lontano” ha affermato Deborah Beretta, visibilmente commossa e sorpresa di fronte a un pubblico decisamente più folto delle sue aspettative.
“Il mio libro non è un semplice diario, o un classico racconto diviso in capitoli, ma una traccia indelebile di ciò che sono, un concentrato di emozioni e sensazioni che vuole mettere in luce l’importanza di una costante ricerca della felicità, perché “nonostante tutto” – per usare un’espressione ampiamente sfruttata nelle mie pagine – ogni attimo della vita racchiude in sé qualcosa di importante, che vale sempre la pena cogliere e conservare”.

Al centro Nevio Lo Martire, presidente della Fondazione Monastero del Lavello

Massimo Tavola e Deborah Beretta

Presente alla serata come moderatore Massimo Tavola, vice-sindaco di Calolziocorte, nonché ex insegnante di Deborah, con cui ha condiviso molti momenti cruciali della sua vita.
“In questa occasione sono io l’alunno, questo libro è una grande lezione di vita” ha commentato quest’ultimo, altrettanto emozionato.
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“Il volume – di sole 144 pagine – è una “spremuta di stati d’animo” al termine di giornate dure, piene di momenti difficili, ma sempre concluse positivamente, con un sorriso. Ogni paragrafo ha qualcosa di speciale, si carica di una forza quasi inaspettata, trasmettendo tenerezza, calore, energia, insomma un connubio di emozioni che ci ricorda l’importanza di ricercare sempre la felicità, anche negli “spazi vuoti” della nostra vita, e di dare il giusto valore al tempo, uno dei nostri beni più preziosi. Dobbiamo essere grati a Deborah per aver voluto condividere la sua storia con così tante persone, partendo proprio dall’uso dei social, che talvolta finiscono per diventare una minaccia, un pericolo: nel suo caso, però, è successo l’esatto contrario, e la sua pagina Facebook si è trasformata in una grande potenza in grado di abbattere tutte le barriere e di creare una rete di vicinanza e affetto tra più di 44.000 persone”.

Nel corso della serata, Deborah Beretta ha letto alcuni brani tratti dal suo libro, spiegandone la genesi e il significato. Tra i primi passi presentati, il prologo del volume, scritto dal figlio Gabriele, di 9 anni, nel suo doloroso tentativo di comprendere la malattia della madre. Eh sì, perché Deborah – una strenua combattente, una “gladiatrice” – è anche moglie di Claudio e mamma, una donna a tutto tondo in cerca di risposte per sé stessa, ma soprattutto per i suoi famigliari, impegnati nel difficile compito di starle accanto nella sua lotta contro un “crudele mostro”, come lei stessa ha descritto il suo male, a cui ha anche voluto indirizzare una metaforica lettera.
Ed è proprio dal tentativo di spiegare al figlio la sua battaglia che sono nati alcuni dei brani più sorridenti e icastici del libro, come la “storia dei soldatini”, pensata per dare una spiegazione “logica” alla perdita dei capelli a seguito della chemioterapia.
“La scrittura di Deborah è profonda e incisiva, spesso bastano pochissime parole per veicolare un turbinio di pensieri ed emozioni” ha proseguito Massimo Tavola. “È un libro per certi versi spiazzante, pieno di piacevoli sorprese, ma soprattutto di ottimismo, gioia e speranza”.
La serata al Monastero del Lavello ha lasciato tutti i presenti letteralmente senza fiato: in molti non sono riusciti a trattenere le lacrime di fronte a una storia di tanto coraggio e amore per la vita, una storia letta e conosciuta grazie al potere delle parole, ma soprattutto attraverso i vivaci occhi chiari di Deborah, che ha accolto e ringraziato uno ad uno tutti i presenti con un sorriso e un abbraccio, donando persino dei fiori ai suoi amici e famigliari, un po’ spiazzati di fronte alla sua spontaneità e sincera generosità.
L’atmosfera della serata è stata ulteriormente riscaldata dalla musica di cinque giovanissime studentesse calolziesi, che – tra una lettura e l’altra – hanno eseguito “Mission”, di Ennio Morricone, e un famosissimo brano tratto dal film “Il gladiatore”, scelto appositamente per rendere onore a una grande guerriera.
Benedetta Panzeri
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