Acquate: la comunità in festa per i ‘suoi’ sacerdoti, don Luciano raggiunge il 60°

Dopo aver simbolicamente abbracciato ventuno coppie di sposi residenti nel rione che hanno ricordato nella preghiera il loro anniversario di matrimonio, nella serata di ieri, lunedì 24 aprile, la comunità pastorale “Beata Vergine di Lourdes” di Acquate, Bonacina e Olate si è stretta intorno a sette sacerdoti legati a vario titolo alle tre parrocchie che hanno festeggiato un importante traguardo nel loro cammino sacerdotale. Alla Santa Messa, celebrata da don Luciano Spreafico, ormai un vero “veterano” con i suoi 60 anni di servizio pastorale, hanno preso parte anche alcuni religiosi nativi dei tre quartieri, nonché l’attuale parroco, don Carlo Gerosa, che per l’occasione ha vestito i panni di un abile organista.

“Ho sempre pensato, fin da piccolo, che il prete avesse l’importante compito di portare alla gente la gioia del Signore, quella felicità autentica in grado di generare sorrisi veri e spontanei sui volti di grandi e piccini” ha affermato don Luciano durante l’omelia. “La nostra, quindi, è una vocazione tanto bella quanto necessaria e faticosa, che a noi, poveri uomini, richiede anche alcuni sacrifici, che comunque il Signore contraccambia sempre con abbondanza: in questi lunghi anni di sacerdozio ho imparato a mie spese che il bene viene dimenticato in fretta, che tutto passa. Tutto tranne Gesù, che è in ciascuno di noi e in tutti. Il mio padre spirituale mi diceva sempre che “chi ci vede, vede Cristo”: se è davvero così, se qualcuno è in grado di vedere in noi sacerdoti la luce del Signore, sono convinto che abbiamo fatto qualcosa di grande, che abbiamo fatto crescere nel migliore dei modi il seme della nostra vocazione”.

Da sinistra: don Matteo Vasconi, don Carlo Gerosa, don Luciano Spreafico

Nato a Bonacina nel 1932, subito dopo l’ordinazione don Luciano Spreafico ha trascorso dieci anni come missionario oblato nella città di Rho, per poi passare in qualità di vice-parroco a S. Vittore al Corpo (Milano), dove ha anche ricoperto il ruolo di vice-cappellano del carcere; nel 1984, poi, è diventato prevosto della parrocchia Maria Regina Pacis, con la carica di prefetto ecclesiastico della zona “Ovest” del capoluogo lombardo. Risale al 2008, invece, il tanto atteso ritorno nella sua comunità natale, a cui si è sempre sentito intimamente legato e dove tuttora risiede al fianco di don Carlo Gerosa e di don Enrico Panzeri: trasferitosi nel rione lecchese con incarichi pastorali dopo 19 anni di servizio a Galbiate, quest’ultimo nella serata di ieri ha festeggiato ben mezzo secolo di ordinazione, che ne fa il sacerdote più “longevo” della comunità dopo, appunto, don Luciano e don Romano Bernasconi, che, non avendo potuto raggiungere Acquate a causa dell’età avanzata e di alcuni problemi di salute, è stato ricordato nella preghiera dai numerosi fedeli accorsi in chiesa per le celebrazioni della festa patronale di S. Giorgio. Don Carlo Gerosa ha poi rivolto un augurio “a distanza” anche a don Fabrizio Crotta e a Padre Guido Castagna, che in questo 2017 hanno raggiunto, rispettivamente, il 25° e il 20° anniversario di ordinazione.

Da sinistra: don Matteo Vasconi, don Flavio Riva (coadiutore), don Giuliano Milani, don Marco Tenderini, don Enrico Panzeri,
don Carlo Gerosa, don Luciano Spreafico, don Giuseppe Locatelli, don Luigi Vergani, Monsignor Fabio Turba,
don Romano Martinelli, don Marco Albertini, don Paolo Mazzoleni

I fedeli di Acquate hanno poi avuto la possibilità concreta di stringersi attorno a don Luigi Vergani, don Marco Tenderini, Monsignor Fabio Turba, don Paolo Mazzoleni e don Matteo Vasconi, che hanno festeggiato rispettivamente 45, 35, 30, 15 e 5 anni di ministero sacerdotale, nonché di abbracciare don Giuliano Milani, don Giuseppe Locatelli, don Romano Martinelli e don Marco Albertini, tutti nativi del posto.
Una grande festa, insomma, per la comunità pastorale “Beata Vergine di Lourdes”, che si è riunita ancora una volta per un intenso momento di preghiera e di fede che ha coronato nel migliore dei modi le celebrazioni per il santo patrono.
B.P.
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