Vercurago: padre Giovanni Bonacina è tornato nella ’’sua’’ Somasca per il 50° di Ordinazione
Domenica mattina la comunità di Somasca a Vercurago si è unità al “suo” padre Giovanni Bonacina per i festeggiamenti del 50° di ordinazione sacerdotale, avvenuta il 24 giugno del 1967 alla presenza del vescovo Clemente Gaddi.
Padre Giovanni è nato e cresciuto all’ombra del Santuario di San Gerolamo e la sua vocazione lo ha portato ad unirsi proprio nella congregazione di Cherici di Somasca. Durante questo mezzo secolo di vita sacerdotale ha svolto diversi incarichi tra cui quello di preside del Liceo Gallio di Como, dove ha insegnato filosofia a tanti e tanti alunni.
Tante le memorie che ha voluto ripercorre: “Sono nato settimino, il 26 dicembre del 1940: pensate che mi misero, in fasce, all’interno di una scatola di scarpe. Ci sono tante persone che dovrei ringraziare. Ricordo che facevo il chierichetto ogni mattina alle messe delle 6.30 presso la Casa delle Suore Orsoline e lì ho avuto tanti esempi di vita. Come la sacrestana Suor Michela, una santa, che ci lasciava sempre qualche fico secco e qualche scarto delle ostie da mangiare. Ricordo anche mia nonna che mi ha cresciuto fino a quando non è scomparsa, io avevo solo 9 anni ed è stato il primo dolore che ho conosciuto”.
Padre Bonacina non è riuscito a trattenere le lacrime ricordando, all’inizio della funzione, proprio i parenti, gli amici e i confratelli defunti.
A Magenta padre Giovanni è ancora ricordato tanto che i parrocchiani lo hanno invitato, settimana prossima, a celebrare anche nella loro città il 50° di Ordinazione.
Dopo la città ticinese, ha lavorato 7 anni al Collegio Soave di Bellinzona e in seguito è arrivato l’approdo al Gallio di Como, dove ha lascito un’impronta profondissima, guidandolo per oltre 30 anni.
Al Liceo era una vera e propria istituzione e la sua partenza, per raggiunti limiti di età, avvenuta nel 2013 aveva sollevato un coro di dispiacere.
“Ho incontrato tantissimi giovani. Alcuni hanno fatto carriera, anche a livello internazionale, ma quelli cui sono rimasto più affezionato sono quelli che mi avevano fatto più disperare: molti di loro sono tornati a trovarmi chiedendomi di sposarli” ha continuato ancora il sacerdote che ora prosegu la sua attività di ricerca storica sulla figura di San Gerolamo, di cui è uno dei massimi studiosi.
Tanti i parrocchiani, i parenti, gli ex studenti che si sono ritrovati a Somasca per la Santa Messa. Ma il sacerdote non ha mancato di “tirare le orecchie”: “Oggi le nuove generazioni di Somasca hanno perso la devozione per San Gerolamo… Alle novene si vedono tanti fedeli da fuori ma pochi della frazione”.
“Dopo 50 anni, posso comprendere sempre più la bellezza del Sacerdozio, del celebrare l’Eucarestia e i sacramenti. Dio ha deciso di servirsi di me, un umile peccatore, per essere presente tra gli uomini: lo fa con grande audacia e questo mi dà sostegno” è stato il messaggio lanciato da padre Bonacina
Padre Giovanni è nato e cresciuto all’ombra del Santuario di San Gerolamo e la sua vocazione lo ha portato ad unirsi proprio nella congregazione di Cherici di Somasca. Durante questo mezzo secolo di vita sacerdotale ha svolto diversi incarichi tra cui quello di preside del Liceo Gallio di Como, dove ha insegnato filosofia a tanti e tanti alunni.
Padre Giovanni Bonacina
Tante le memorie che ha voluto ripercorre: “Sono nato settimino, il 26 dicembre del 1940: pensate che mi misero, in fasce, all’interno di una scatola di scarpe. Ci sono tante persone che dovrei ringraziare. Ricordo che facevo il chierichetto ogni mattina alle messe delle 6.30 presso la Casa delle Suore Orsoline e lì ho avuto tanti esempi di vita. Come la sacrestana Suor Michela, una santa, che ci lasciava sempre qualche fico secco e qualche scarto delle ostie da mangiare. Ricordo anche mia nonna che mi ha cresciuto fino a quando non è scomparsa, io avevo solo 9 anni ed è stato il primo dolore che ho conosciuto”.
Padre Bonacina non è riuscito a trattenere le lacrime ricordando, all’inizio della funzione, proprio i parenti, gli amici e i confratelli defunti.
A Magenta padre Giovanni è ancora ricordato tanto che i parrocchiani lo hanno invitato, settimana prossima, a celebrare anche nella loro città il 50° di Ordinazione.
Dopo la città ticinese, ha lavorato 7 anni al Collegio Soave di Bellinzona e in seguito è arrivato l’approdo al Gallio di Como, dove ha lascito un’impronta profondissima, guidandolo per oltre 30 anni.
Al Liceo era una vera e propria istituzione e la sua partenza, per raggiunti limiti di età, avvenuta nel 2013 aveva sollevato un coro di dispiacere.
“Ho incontrato tantissimi giovani. Alcuni hanno fatto carriera, anche a livello internazionale, ma quelli cui sono rimasto più affezionato sono quelli che mi avevano fatto più disperare: molti di loro sono tornati a trovarmi chiedendomi di sposarli” ha continuato ancora il sacerdote che ora prosegu la sua attività di ricerca storica sulla figura di San Gerolamo, di cui è uno dei massimi studiosi.
Tanti i parrocchiani, i parenti, gli ex studenti che si sono ritrovati a Somasca per la Santa Messa. Ma il sacerdote non ha mancato di “tirare le orecchie”: “Oggi le nuove generazioni di Somasca hanno perso la devozione per San Gerolamo… Alle novene si vedono tanti fedeli da fuori ma pochi della frazione”.
“Dopo 50 anni, posso comprendere sempre più la bellezza del Sacerdozio, del celebrare l’Eucarestia e i sacramenti. Dio ha deciso di servirsi di me, un umile peccatore, per essere presente tra gli uomini: lo fa con grande audacia e questo mi dà sostegno” è stato il messaggio lanciato da padre Bonacina
P.V.




















