Mandello: a 78 anni è mancata Mariapia Scornavacca, il ricordo della 'sua' Sonia

Ieri, alle 17.57, Mariapia Scornavacca ha fatto ritorno alla casa del Padre. Vedova del dottor Gaetano Di Benedetto, la donna, 78 anni, era la mamma di Maurizio, il giovane scomparso nel novembre del 1990 in un incidente stradale che ha visto coinvolta anche la sua fidanzata di allora, all’avvocato Sonia Bova. Proprio quest’ultima, stimato legale lecchese schierata al fianco degli ultimi, ha tributato alla suocera mancata, divenuta una vera amica, una toccante lettera d’addio. Intimissima e carica di incondizionato affetto. La proponiamo integralmente in calce. I funerali della signora Mariapia, vinta dalla malattia all’hospice di Erba, saranno celebrati sabato, nella chiesa di Somana di Mandello, dopo il rosario previsto per le 9.30.

L'avvocato Sonia Bova
Cara Mariapia,
questo potrebbe essere l'ultimo dei miei messaggi, quello di commiato dalla piu' vera e sincera amica della mia intera esistenza.
Oppure, potrebbe rappresentare il primo di una serie di messaggi, rivolti a te, che mi sei tanto cara, il congedo dalla quale non avrei mai immaginato che mi avrebbe recato un cosi' immenso dolore.
Sei nei miei ricordi piu' belli: ti vedo giovane, bella elegantissima mamma di Maurizio, da me ritrovato a vent'anni, dopo aver trascorso, con lui, alcuni momenti dell'infanzia a Moggio.
Sfolgorante donna dalle mille risorse, mi sei parsa sempre presente, nei momenti cruciali della mia vita.
A partire dal fatidico schianto dell'11.11.90: sono appena scoccate le sette, tutto tace attorno a me ed all'altra vittima, sopravvissuta al terribile incidente stradale, che ha portato via, a lei, un figlio, ed ,a me, il ragazzo.
Tu, insieme a Gaetano e Massimiliano, mi parete l'alternativa possibile all'isolamento della morte: così decido di seguirvi, in quell'avventura, che e' stata il nostro vivere insieme, nella comune speranza di aiutarci l'un l'altro, uniti da un destino crudele, che ci affratella, rendendoci consapevoli dell'intimo legame che ci lega.
Le avventure, vissute insieme, sono state tante, varie, policrome, mescolate, ora, da una memoria che le confonde, unendole in un unico comune denominatore: l'amore reciproco, disinteressato e puro.
Le vicende, inevitabilmente, ci dividono, ma per farci ritrovare piu' uniti e concordi che mai, a seguito della mia esperienza monastica, quando, i nostri sentimenti, ritrovano la via dell'antico ardore.
Sono anni pieni di colpi di scena, di eventi, scoperte, sensazioni nuove: tutto ci appare bello, semplice, agevole e piacevole.
Arriva il giorno del mio matrimonio con Davide, e,tu, ci regali le fedi nuziali, partecipando alla cerimonia ed eclissandoti, poi, com'e' il tuo solito, per non fare ombra ai nuovi suoceri.
Nascono, uno dopo l'altro, i nostri bambini: Caterina Elisa, Joseph e Jonathan. E tu, sempre pronta a donare, amare, gioire con me ed i miei.
Nel frattempo, si e' spento il tuo augusto consorte, la luce dei tuoi occhi, di cui manterrai il casto e fedele ricordo, nel cuore piagato dalla sofferenza, per lo strappo improvviso e violento.
Quindi, e' la volta dei figli di Massimiliano: Beatrice e Marco. Il tuo cuore batte all'unisono col loro ed i tuoi occhi ricercano i loro sguardi, bramando le loro carezze di bimbi.
Tutto e' soave, candido e virgineo, come casta fanciulla: il vostro amore e' tutto splendente.
Nulla sembra poter oscurare o turbare le tue aspettative di vita.
Anche le amiche ti fanno corona: Pina, Silvia, Grazia, Simona, Cristina e le altre, sono un tutt'uno, rallegrando le tue giornate serene, che sanno di buono e di bene.
Lo stesso che, tu,fai al prossimo: ricordo che, l'estate scorsa,alla notizia, da me comunicatati, della scomparsa del papa' di tre bambini, rimasti orfani in tenera eta',con la loro mamma, che, senza lavoro, e' rimasta vedova, a nemmeno quarant'anni, ti catapulti a spedirle una lauta somma, perche' abbia di che vivere, insieme ai suoi cuccioli.
Non ti dimentichero' mai: sarai la luce dell'aurora, che mi verra' a svegliare, la nebbia leggera del mattino, il primo raggio di sole, la neve leggera dell'inverno e l'estiva calura soffocante, la prima rondine di primavera e le colorate foglie autunnali.
Ti vedro' ovunque e sentiro' sempre la tua voce, che continuera' ad incoraggiarmi, a prendermi per mano e condurmi nella terra dei nostri sogni irrealizzati.
E quando, anche per me, verra' il tempo degli addii, sarai tu ad accompagnarmi in quel mondo smisurato ed eterno, che sara' il degno coronamento del nostro modo di amare, di gioire e di soffrire.
Ti voglio bene, Mariapia.
Il mondo sara' un po' piu' povero ed io saro' un po' piu' sola, senza di te.
La tua Sonia.
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