Lecco: Confindustria porta due classi del Medardo Rosso da Fassa e Unicalce per il 'Cava Day'

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Nella mattinata di oggi, venerdì 27 ottobre, si è svolta la seconda edizione del "Cava Day" di Confindustria Lecco e Sondrio, organizzata dalla Categoria Merceologica "Attività Estrattive" al fine di favorire il dialogo tra il mondo della scuola e quello dell'impresa. Un centinaio di ragazzi delle scuole superiori ha fatto visita a tre aziende che operano nell'attività estrattiva.

Matteo Redeaelli e Andrea Sprefico

Per il lecchese gli studenti di 3^ A e B del Medardo Rosso - indirizzo Costruzioni Ambiente e Territorio - si sono recati alla cava Vaiolo Bassa della Fassa S.r.l. e presso lo stabilimento della Unicalce S.p.A., mentre gli alunni dell'ITIS E. Mattei di Sondrio sono stati alla più vicina Imi Fabi S.p.A. L'iniziativa si inserisce all'interno dell'alternanza scuola-lavoro, che comprende anche momenti di visite guidate, oltre a tirocini in altre aziende e alla partecipazione a convegni.

Accompagnati dagli insegnanti Morena Di Cioccio, Vincenza Apicella e Vittorio Coda, i giovani lecchesi si sono divisi in due gruppi per seguire, alternandosi, il direttore della Fassa Matteo Redaelli e il vice responsabile Area forno, produzione e stabilimenti della Unicalce Andrea Spreafico. Il sito in Vaiolo Alta della Fassa è tuttavia attualmente inattivo, in attesa delle autorizzazioni in base al Piano Cave regionale. Viceversa, prosegue l'attività nello stabilimento di Sala al Barro. Il settore di mercato a cui si rivolge la Fassa è principalmente quello dell'edilizia.

«L'80 per cento della nostra gestione - ha dichiarato il direttore Matteo Redaelli - è automatizzata per garantire la sicurezza degli operatori. L'energia viene alimentata da un gruppo elettrogeno che mantiene l'intero impianto di produzione». Ha poi spiegato come funziona il ciclo di lavorazione. «L'esplosivo genera un gradone alto dieci metri. Il materiale che si deposita al fronte viene trasportato all'impianto di frantumazione. Per ottenere la pezzatura ottimale, al massimo di 80 centimetri, sono necessari tre passaggi». La roccia è composta da carbonato di calcio e in misura minore da magnesio e silice.

Il tour è poi continuato presso l'impianto della Unicalce, che estrae alla cava Vaiolo Alta ed ha come clienti le acciaierie per la pietra da forno, producendone 550 mila tonnellate in un anno. Il loro materiale "sterile" (quello più fino) viene sfruttato per le grandi opere, come di recente la Pedemontana. Possiede due forni. Il più longevo risale agli anni Settanta e per un periodo è stato il più grosso in Europa. Può raggiungere i 1200° C. L'altro è degli anni Novanta e brucia a 1100° C.

Per controllare la produzione di CO2 e rispettare i limiti imposti dalla Provincia e dalla Regione, sono attivi due filtri che dispongono di sonde in grado di certificare l'andamento. C'è poi una sala di controllo dove il personale verificare il corretto funzionamento dei forni attraverso complessi sistemi computerizzati. Infine c'è un laboratorio dove si analizza la composizione del materiale estratto per mantenere costante ed equilibrata la proporzione tra i vari componenti minerari.

La visita dei ragazzi a Lecco si è conclusa con una merenda e la consegna di gadget da parte delle imprese coinvolte nell'iniziativa.
Marco Pessina
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