Grande pomeriggio di fede e di Cultura a Pescarenico: domenica 17 dicembre, ore 15

Grande pomeriggio di fede, cultura, storia ed arte, quello previsto domenica 17 dicembre, alle ore 15, presso la chiesa dei Santi Materno e Lucia, in quartiere Pescarenico, e nel vicino ex convento dei padri Cappuccini, reso famoso dai Promessi Sposi, di Alessandro Manzoni, con padre Cristoforo.

La chiesa ed il convento di Pescarenico

Nel programma “Itinerari di fede e cultura a Lecco” lo storico dott. Edmondo Sala illustrerà i tratti caratteristici della spiritualità nei frati Cappuccini, presenti a Pescarenico dal 1576 all’inizio dell’Ottocento, quando la comunità venne soppressa con leggi liberticide. I Cappuccini sono poi tornati a Lecco a metà Novecento nella nuova zona residenziale di viale Turati-Santo Stefano, dove sono tuttora presenti nella parrocchia San Francesco d’Assisi, con oltre 5.000 residenti. Seguirà un approfondimento-studio delle teche di fattura napoletana del Settecento, presso l’altare laterale della Madonna, dedicate ai misteri del Natale. Vi sarà una visita guidata della chiesa e del convento con la prof.ssa Susanna De Maron, docente al liceo scientifico Giovanni Battista Grassi di Lecco.

Il singolare campaniletto triangolare


Per coloro che parteciperanno all’eccezionale pomeriggio di ampio respiro religioso e culturale si può ricordare che Alessandro Manzoni, nei suoi soggiorni nella villa di famiglia del Caleotto, aveva particolarmente caro il convento di Pescarenico dei frati Cappuccini.
Il famoso studioso manzoniano Claudio Cesare Secchi, nella pubblicazione del 1975, “La Villa del Caletto in Lecco ed Alessandro Manzoni”, edita dall’Azienda Turismo, durante la presidenza di Nino Lupica, scriveva sull’autore dei Promessi Sposi “… più dolce e caro gli era raggiungere il convento di Pescarenico dei frati Cappuccini, beneficati dai suoi maggiori, e la mamma sua aveva ricamato e donato il bel baldacchino bianco per le processioni solenni e le ricche tovaglie d’altare, con i pizzi che lei stessa aveva preparato con i fuselli sul tombolo …. Del convento un po’ i Manzoni erano come i “patroni”: come si faceva a dire di no quando i frati della cerca, “el fraa’ cercott” veniva per le noci ed il grano, per le castagne ed il grano turco … anche in riconoscenza delle sante Messe che i buoni frati venivano a celebrare nella cappellina privata del Caleotto”.
Claudio Cesare Secchi conclude le pagine sulla Villa del Caleotto scrivendo che dopo la vendita nel 1818, a Lecco il Manzoni non tornò più, “la ricordò, però, con accorato pensiero e devota memoria, la immortalò in pagine splendide del suo romanzo, la rese famosa in tutto il mondo”.

Visita guidata al convento

Ai partecipanti, sempre dell’incontro di domenica pomeriggio, è consigliabile anche una consultazione della “Cronichetta della fondazione del convento de’ Cappuccini di Lecco”, nell’edizione 1965, riportata ed annotata da un prezioso studio dell’avv. Bruno Furlani, presidente del Centro di Cultura. E’ un’edizione promossa dal Comune di Lecco, con l’introduzione dell’allora sindaco Alessandro Rusconi, in data 4 ottobre 1965 e la prefazione di mons. Delfino Nava, noto studioso manzoniano, fratello di Antonietta, preside dei licei cittadini ma, soprattutto, vice sindaco di Lecco in prima fila nelle pratiche di acquisizione al civico patrimonio della villa al Caleotto, nel 1963.
E non dimentichiamo “Pescarenico ed il suo convento”, l’opera maggiore di Aristide Gilardi, giornalista lecchese presente per anni nelle redazioni dei quotidiani Italia ed Ordine, deceduto a Como nel novembre 1967. Sarà anche occasione per rendere omaggio a questo discreto, ma valente e profondo cultore di storia locale, nel 50° anniversario della sua scomparsa. La città lo ricorda con una via a lui intitolata in quartiere Belledo. E’ sepolto nel cimitero Monumentale di Lecco, in via Parini.
A.B.
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