Lecco: aprirà entro l'estate la 'Casa della Terza Età', con Auser e Anteas
Procedono a ritmo sostenuto i lavori di riqualificazione della ex scuola materna di via Don Luigi Monza, nel rione di San Giovanni, che verrà trasformata nella “Casa per la Terza Età e della Solidarietà”. A seguito di un bando comunale dell’ottobre 2012, il Consorzio Consolida ha infatti sviluppato un progetto che ha individuato le associazioni di volontariato Auser e Anteas come soggetti per la realizzazione di un polo di servizi integrato per la popolazione anziana del territorio di Lecco.

L’immobile, risalente alla fine del 1800, verrà conservato nelle sue forme architettoniche originali, con l’aggiunta di una struttura in ferro e vetro funzionale a garantire il collegamento fra i diversi livelli anche alle persone con limitata mobilità fisica.


“Se non ci saranno intoppi particolari, i lavori potrebbero concludersi già verso la fine della prossima primavera” ha affermato il sindaco Virginio Brivio. “L’edificio, in sostanza, diventerà la sede di Auser e Anteas, nell’ottica di una maggiore condivisione di attività e progetti, ma soprattutto un vero e proprio polo di servizi decentrato, in uno dei quartieri che enumerano il maggior numero di anziani e persone sole.
È stato un progetto faticoso, “limitato” anche da un vincolo strutturale; per quanto riguarda i fondi, dobbiamo ringraziare tanto le due associazioni coinvolte quanto la Fondazione Comunitaria del Lecchese, che al termine della fase istruttoria ha già destinato a quest’opera 150.000 euro. È importante, però, che i cittadini capiscano che questa Casa sarà un bene di tutti: il Comune ne è semplicemente un gestore pro tempore, pertanto sarebbe bello che ciascuno, nel suo piccolo, contribuisse a questa causa attraverso campagne di sottoscrizione o donazioni tramite la Fondazione”.


Un luogo, insomma, fortemente vivo e aperto al territorio, per la cui ubicazione si è scelto, non casualmente, un asilo, caratterizzato da spazi interni luminosi e ampi, nei quali a predominare saranno materiali “leggeri” come il vetro, il legno e il cartongesso.

Come hanno spiegato gli architetti Umberto Carozzi e Armando Cocchia, dell’impresa di Civate alla quale sono stati affidati i lavori, l’atrio d’ingresso ospiterà, probabilmente, un “open space” occupato da divanetti e macchinette di cibo e bevande, e organizzato in modo da favorire il dialogo in un ambiente sereno, rilassato e familiare. I due piani superiori, invece, costituiranno le sedi operative di Auser e Anteas, i cui volontari potranno avere un “appoggio” comune per l’organizzazione e lo svolgimento delle loro attività.


“Il punto di forza di questo progetto, per noi fonte di grande orgoglio, è indubbiamente l’unione – fortemente voluta e cercata – tra le nostre due associazioni, così come tra il pubblico e il privato” hanno aggiunto Emilia Galli e Luisa Ongaro, rispettivamente alla guida di Anteas e Auser Lecco. “La “Casa della Terza Età e della Solidarietà” sarà un luogo fortemente aperto al territorio, proprio come avrebbero voluto i nostri ex presidenti, Vincenzo Galli e Angelo Vertemati. Vogliamo uscire da un’ottica di autoreferenzialità, cercando di costruire importanti sinergie per raggiungere risultati di grande valore per l’intera comunità: è per questo motivo che anche noi rinnoviamo l’appello ai nostri concittadini a contribuire a questo progetto. Sappiamo bene che i lecchesi sono sempre stati molto generosi e solidali e anche questa volta crediamo molto in loro”.


Chiunque volesse sostenere la costruzione della “Casa della Terza Età e della Solidarietà” può effettuare donazioni alla Fondazione Comunitaria del Lecchese Onlus (per ulteriori informazioni: www.fondazionelecco.org).

L’immobile, risalente alla fine del 1800, verrà conservato nelle sue forme architettoniche originali, con l’aggiunta di una struttura in ferro e vetro funzionale a garantire il collegamento fra i diversi livelli anche alle persone con limitata mobilità fisica.

I rendering del progetto

“Se non ci saranno intoppi particolari, i lavori potrebbero concludersi già verso la fine della prossima primavera” ha affermato il sindaco Virginio Brivio. “L’edificio, in sostanza, diventerà la sede di Auser e Anteas, nell’ottica di una maggiore condivisione di attività e progetti, ma soprattutto un vero e proprio polo di servizi decentrato, in uno dei quartieri che enumerano il maggior numero di anziani e persone sole.
È stato un progetto faticoso, “limitato” anche da un vincolo strutturale; per quanto riguarda i fondi, dobbiamo ringraziare tanto le due associazioni coinvolte quanto la Fondazione Comunitaria del Lecchese, che al termine della fase istruttoria ha già destinato a quest’opera 150.000 euro. È importante, però, che i cittadini capiscano che questa Casa sarà un bene di tutti: il Comune ne è semplicemente un gestore pro tempore, pertanto sarebbe bello che ciascuno, nel suo piccolo, contribuisse a questa causa attraverso campagne di sottoscrizione o donazioni tramite la Fondazione”.

Il sindaco Virginio Brivio e l'Architetto Umberto Carozzi

Da sinistra: Luisa Ongaro, il consigliere comunale Andrea Frigerio, l'Architetto Armando Cocchia, Emilia Galli, Paolo Dell'Oro (Fondazione Comunitaria del Lecchese)
Un luogo, insomma, fortemente vivo e aperto al territorio, per la cui ubicazione si è scelto, non casualmente, un asilo, caratterizzato da spazi interni luminosi e ampi, nei quali a predominare saranno materiali “leggeri” come il vetro, il legno e il cartongesso.

Come hanno spiegato gli architetti Umberto Carozzi e Armando Cocchia, dell’impresa di Civate alla quale sono stati affidati i lavori, l’atrio d’ingresso ospiterà, probabilmente, un “open space” occupato da divanetti e macchinette di cibo e bevande, e organizzato in modo da favorire il dialogo in un ambiente sereno, rilassato e familiare. I due piani superiori, invece, costituiranno le sedi operative di Auser e Anteas, i cui volontari potranno avere un “appoggio” comune per l’organizzazione e lo svolgimento delle loro attività.

Non sarà più funzionale, infine, ma sarà comunque conservata come traccia del passato la scala storica che collega i diversi livelli dello stabile. Significativa – come ha sottolineato il sindaco Brivio – anche la stretta vicinanza con l’attuale Scuola dell’Infanzia “A. Diaz”, che potrebbe favorire un costante incontro tra diverse generazioni.

“Il punto di forza di questo progetto, per noi fonte di grande orgoglio, è indubbiamente l’unione – fortemente voluta e cercata – tra le nostre due associazioni, così come tra il pubblico e il privato” hanno aggiunto Emilia Galli e Luisa Ongaro, rispettivamente alla guida di Anteas e Auser Lecco. “La “Casa della Terza Età e della Solidarietà” sarà un luogo fortemente aperto al territorio, proprio come avrebbero voluto i nostri ex presidenti, Vincenzo Galli e Angelo Vertemati. Vogliamo uscire da un’ottica di autoreferenzialità, cercando di costruire importanti sinergie per raggiungere risultati di grande valore per l’intera comunità: è per questo motivo che anche noi rinnoviamo l’appello ai nostri concittadini a contribuire a questo progetto. Sappiamo bene che i lecchesi sono sempre stati molto generosi e solidali e anche questa volta crediamo molto in loro”.

I rendering dei locali interni

Chiunque volesse sostenere la costruzione della “Casa della Terza Età e della Solidarietà” può effettuare donazioni alla Fondazione Comunitaria del Lecchese Onlus (per ulteriori informazioni: www.fondazionelecco.org).
B.P.




















