Una nuova storia per il quasi centenario vecchio Cantarelli

Lo stadio Rigamonti Ceppi, quello che anziani lecchesi ricordano ancora come il vecchio campo sportivo Cantarelli, a Castello, è un cantiere per la realizzazione di un manto sintetico, che è praticamente una rinascita dell’impianto con nuove prospettive di utilizzo dello stesso oltre il gioco del calcio. Il 15 ottobre 1922 veniva inaugurato il nuovo campo del Calcio Lecco, ancora sezione della Canottieri, in territorio di Castello, che avrebbe cessato di essere autonomo Comune il 1° marzo 1924, entrando nella “Grande Lecco”.


Il vecchio Cantarelli dei primi anni

La cerimonia avvenne alla presenza dei sindaci di Lecco e di Castello, Giovanni Gilardi e Giovanni Battista Sala. Madrina è stata Carla Ceppi, ventenne figlia di Eugenio Ceppi e sorella maggiore di Mario, il presidentissimo della serie A. Il campo di calcio venne realizzato su terreni di proprietà Ceppi. Intervennero all’inaugurazione anche le maestranze dell’impresa di Martino Todeschini: avevano eseguito i lavori, ricavando gli spogliatoi ed altri locali nello stabile rurale, che ospitava la famiglia del “giardiniere” dei prati Ceppi.


1944: il Lecco al Cantarelli; si riconosce in prima fila, partendo da destra, Mario Rigamonti,
che sarà poi giocatore del grande Torino scomparso a Superga


Venne disputata l’amichevole Canottieri Lecco-Ginnastica Gallaratese. Vinsero i blucelesti per 5 reti a 2. Il nuovo impianto sportivo sostituiva l’angusto rettangolo della “Primavera”, che spalancava il “campetto” davanti alla caserma Sirtori di via Leonardo da Vinci, attuale sede degli uffici della Questura. E’ ormai lontana anche l’estate 1960, che registrò i lavori di trasformazione del vecchio Cantarelli, divenuto Mario Rigamonti nel 1950, per realizzare uno stadio di circa 20.000 posti per il primo campionato di serie A del Lecco. Il Lecco della storica promozione in A disputò l’ultima partita casalinga in B il 29 maggio 1960. La gara dell’apoteosi è stata con il Parma e si concluse 1 a 1, dopo un’entusiasmante festa che già dal mattino aveva invaso la città dove erano arrivati 1.500 bersaglieri con le loro fanfare da tutta la Lombardia per il raduno regionale dei fanti piumati. Nella serata del 7 giugno 1960 il Consiglio Comunale, presieduto dal sindaco Angelo Bonaiti, approvava, dopo cinque ore di dibattito, il progetto Meschi, per ampliare lo stadio.


Partita del campionato di serie B 1959/1960 ancora con il vecchio campo

L’esito della votazione venne salutato da un irrefrenabile applauso dal foltissimo pubblico presente che si allungava oltre l’aula del Consiglio, anche nei corridoi del primo piano del civico palazzo. I lavori vennero affidati all’impresa Guglielmo Colombo, che avviò il cantiere già lunedì 13 giugno. La squadra del Lecco, che doveva disputare post campionato la Coppa dell’Amicizia italo-francese, chiese di giocare al Giuseppe Sinigaglia di Como. Venne sconfitta per 3 a 1 e perse anche il ritorno a Rouen. Ormai tutti pensavano al prossimo campionato in serie A e al nuovo stadio. L’impresa Colombo assicurò che sarebbe stato pronto per l’ultima domenica di settembre. Il Lecco chiese, però, per completare lo stadio in ogni particolare, di disputare in trasferta le prime due partite, come avvenne a Firenze e a Catania.


Il presidentissimo Mario Ceppi (a sinistra) con il sindaco di Lecco Alessandro Rusconi, vice presidente della società bluceleste

Nel calendario della terza giornata il Lecco debuttò al rinnovato ed ampliato Rigamonti, di 18/20.000 posti, vincendo 2 a 1 contro il Padova. Anche nella fase preparatoria aveva dovuto rinunciare al terreno amico: la prima uscita ufficiale della squadra, pronta per la serie A, avvenne al Lavello di Calolziocorte, in un’amichevole con il Seregno. I tifosi accorsero in oltre duemila. Un altro cantiere estivo risale all’estate 2007. Furono necessari lavori di rinnovamento dell’ormai storico campo sportivo, in quanto il Lecco era chiamato a disputare il campionato C1.


La rosa dei giocatori dell’ultima promozione in serie A, dopo il campionato 1965/1966

I lavori portarono ad un rinnovo del “catino” di via don Pozzi, in particolare lungo le gradinate, ma anche nella perimetrazione del terreno di gioco e dei relativi spazi riservati al pubblico. Importanti interventi vennero effettuati anche nella palazzina della segreteria del Calcio Lecco, degli spogliatoi e dei relativi servizi e magazzini. Il rinnovato stadio dell’estate 2007 venne abilitato per una capienza di circa 5.000 spettatori. Il Rigamonti è uno dei trenta stadi italiani dedicati ai giocatori granata del super scudettato Torino, scomparsi nella tragedia aerea di Superga del maggio 1949. Due dei trenta impianti sono intitolati a Mario Rigamonti: quello della sua città nativa di Brescia e quello di Lecco, dove giocò negli anni bellici 1943/1944. Al suo nome è stato poi associato quello di Mario Ceppi, presidentissimo del Lecco nei tre campionati memorabili di serie A e di altri dieci disputati nella cadetta B, iniziati nel 1957/1958.


Giugno 1966: festosa invasione di campo per la promozione del Lecco in serie A; volano palloncini colorati con la gigantesca scritta A

Il 1° maggio 2013 lo stadio ha visto la partita del centenario fra la formazione in maglia bluceleste della Canottieri Lecco e quella juniores del Calcio Lecco. Il maggiore successo in serie A del Lecco è ricordato come quello del marzo 1961, contro la straordinaria Inter di Helenio Herrera, incontro vittorioso per 2 reti ad 1, con marcature di Glauco Gilardoni. Non bisogna, però, dimenticare il Natale 1960 e Capodanno 1961, quando il Lecco, matricola in serie A, affrontò in casa la capolista Roma, con il risultato di 0 a 0 e pareggiò poi 2 a 2 con la Juventus guidata da Giampiero Boniperti. Fu proprio quest'ultimo a segnare il secondo gol bianconero.


Partita “storica” del centenario della società, giocata in notturna il 1° maggio 2013
fra una formazione della Canottieri Lecco e la squadra juniores del Calcio Lecco


Boniperti avrebbe concluso a giugno 1961, a 33 anni, un’eccezionale carriera iniziata a 18, disputando 443 partite e realizzando 178 reti, sempre con la Juventus. Quella della partita pareggiata a Lecco, all’inizio 1961, è stata una delle ultime reti in bianconero del grande campione. Tutti ricordi “conservati” dal vecchio stadio, non lontano dal traguardo del secolo, che ora vede il nuovo manto sintetico.
Aloisio Bonfanti
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