La giovane Lucrezia Roda celebra a suon di scatti la tradizione metallurgica lecchese
È stata inaugurata nella serata di venerdì 29 marzo presso la sala espositiva della Torre Viscontea a Lecco la mostra fotografica personale della giovane Lucrezia Roda, dal titolo “Steel-life. La materia immortale”. Una ventina di scatti per rendere onore alla trafileria di famiglia (ha dedicato l’esposizione al nonno presente all’evento inaugurale) e alla produzione metallurgica lecchese. La mostra, curata da Barbara Cattaneo e Luigi Erba, rappresenta le varie fasi della produzione siderurgica.

Luigi Erba, Barbara Cattaneo, Ludovico Guzzinati, Simona Piazza, Roberto Mutti, Lucrezia Roda


È un progetto fotografico avviato da Lucrezia Roda nel 2014 andando a scoprire le diverse industrie attive sul territorio nella lavorazione del metallo. Con il 2019 ha ripreso in mano la ricerca sospesa nel 2016, dedicandosi in particolare al laminatoio del Caleotto, a cui è stata riservata una sala alla Torre Viscontea.
«Questa esposizione è il connubio perfetto tra l’arte fotografica e la grande tradizione metallurgica lecchese. La città si è evoluta nei secoli, ma la sua tradizione è rimasta fedele a se stessa. Il lavoro di Lucrezia Roda contribuisce a recuperare questa tradizione» ha dichiarato l’assessore alla Cultura Simona Piazza.
Presente all’inaugurazione il Direttore Generale della Caleotto Ludovico Guzzinati, entusiasta per la capacità della fotografa di restituire un’anima a un materiale che altrimenti risulterebbe freddo.




All’inaugurazione di Steel-Life ha analizzato gli scatti il critico Roberto Mutti. «Le fotografie di tipo industriale descrivevano l’orgoglio e la meraviglia della fabbrica. Oggi non c’è più questo stupore. Lucrezia va oltre, facendoci entrare in questa materia. Quando si fotografa un oggetto ci si deve rapportare come se fosse vivo. Solo con questo atteggiamento si riesce ad andare oltre e, come in questo caso, il materiale riesce a parlare».
M.P.




















