Medaglia d’onore al cav. Luigi Mandelli, internato in Germania e vigile del fuoco nella Milano devastata dai bombardamenti

La cerimonia di conferimento delle medaglie d’onore agli Internati Militari Italiani, prevista per domenica 2 giugno, festa della Repubblica, presso la Casa dell’Economia di viale Tonale, alle ore 10, è destinata andare oltre, nella memoria, il significativo riconoscimento, dovuto a coloro che rifiutarono di aderire al nazifascismo dopo l’8 settembre 1943 e subirono due anni di tremenda prigionia nei lager di Hitler. C’è nell’elenco il cav. Luigi Mandelli, classe 1924, di Valmadrera, l’ultimo vigile del fuoco vivente mobilitato per i soccorsi a Milano colpita dai terrificanti bombardamenti aerei nell’agosto 1943.

Luigi Mandelli premiato nel 1950

    Luigi Mandelli, in un’intervista dell’agosto 1993, cinquant’anni dopo i bombardamenti stessi, ebbe modo di ricordare che “L’allarme venne dato a mezzanotte;  suonava la campana, non la sirena, che serviva solo per gli allarmi; per chiamarci in servizio urgente era subentrata la campana. Mi diressi velocemente alla caserma, allora in via Volta, dove c’era pronto un automezzo giunto da Como per portaci a Milano. Partimmo in sei alla volta del comando di settore di via Benedetto Macello”.
    I sei pompieri di Valmadrera erano: il brigadiere Giuseppe Castelnuovo, i vigili Giuseppe Rusconi, Luigi Ratti, Luigi Sacchi, Luigi Frigerio e Luigi Mandelli. E’ rimasto quest’ultimo,  allora un “pivello” di 19 anni.

Luigi Mandelli alle Capannelle Roma, nel 1983

    Mandelli completò la testimonianza dichiarando: “Restammo tre giorni a Milano, tra fiamme e macerie, con la disperazione della gente che aveva avuto distrutto la casa o che lamentava la perdita di persone care. Riposavamo sugli automezzi anche la notte, ma c’erano sempre interventi con chiamate in vari punti della città. A Milano erano giunti vigili del fuoco da tutti i reparti della Lombardia, ma anche di altre regioni, come quelli di Alessandria che trovammo in un’operazione di soccorso. Ricordo che della nostra zona, oltre Como e Lecco, c’erano squadre di Merate, Lomazzo, Cantù, Appiano Gentile”.

Vigili del fuoco di Lecco e Valmadrera impegnati nel soccorso dopo i bombardamenti su Milano

Anche i vigili del fuoco di Lecco furono mobilitati per colonne di rinforzo in Milano bombardata. “L’allarme veniva dato di notte, quando Milano chiedeva aiuto a tutti i distaccamenti della Lombardia, ricordava il brigadiere Paolo Mazza, classe 1908, da Lecco partivamo con dieci vigili e due automezzi; restavano nella caserma allora di via Roma un solo mezzo ed una squadra di quattro uomini. Ricordo la strada nella notte, nei paesi oscurati con il coprifuoco e poi verso Milano con un vistoso rosso delle fiamme verso il cielo”. Il brigadiere Paolo Mazza ha poi lasciato un’ulteriore testimonianza: “Erano scene da fine del mondo, non si sapeva dove incominciare. Bruciavano palazzi, erano ostruite intere vie, crollavano cornicioni, balconi, tegole, c’era il dramma dei senza tetto, dei feriti che si lamentavano in cerca di soccorso. Avevamo ordini precisi nel caso di un nuovo allarme aereo con sirene: era prioritario salvare la squadra ed i mezzi raggiungendo subito la periferia di Milano, in punti prestabiliti”.

La Galleria di Milano, dopo l’incursione aerea 1943. Sotto piazza Fontana a Milano devastata dalle bombe

Quest’ultima disposizione era vigente nel caso di allarme aereo anche per il distaccamento di Lecco, allora ubicato nella caserma di via Roma, 51, palazzo Ghislanzoni. Automezzi e squadre dovevano lasciare immediatamente la caserma e raggiungere il piazzale del monumento ai Caduti, sul lungolago, zona appositamente scelta, essendo isolata ed essendo, altresì, possibile lasciare la stessa con diversi tracciati stradali”. La disposizione è stata in vigore dal gennaio all’aprile 1945, ultimo quadrimestre di guerra, quando Lecco fu più volte colpita da incursioni aeree, che provocarono anche vittime, come quella contro la Fiocchi Munizioni di Belledo.
Il Cav. Luigi Mandelli sarà accompagnato domenica a Lecco, alla cerimonia della medaglia d’onore, dai figli Gianni e Roberto. Sarà presente il cav. Mario Nasatti, di Valmadrera, presidente della Federazione di Lecco dell’Istituto del Nastro Azzurro.
A.B.
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