Manzoni: un percorso nascita chiavi in mano con le ostetriche e l'ambulatorio per la gravidanza fisiologica ormai 'sold out'
La tendenza è quella a valutare i "risultati" in numeri e per un reparto di Ostetricia e Ginecologia pare normale contare parti e nuovi nati. Ma andando oltre la statistica, dietro ogni primo vagito e al taglio di ogni cordone ombelicale, c'è tanto altro. C'è indubbiamente l'attesa, della futura mamma, della sua famiglia. Ma c'è anche, guardando la gestazione da un'altra prospettiva, tanto lavoro: quello profuso dai professionisti che seguono la donna e la creatura che le cresce nel grembo. "Siamo spesso definiti punto nascita. Ma quello che offriamo è un percorso nascita" spiega, sottolineando l'importanza di termini che fanno effettivamente la differenza, Elisabetta Nelli, coordinatrice delle Ostetriche della struttura Materno Infantile dell'Ospedale Manzoni di Lecco, un team di 38 elementi in grado di accompagnare chi si affida loro prima, durante e dopo il parto. "Seguiamo ogni aspetto, dal test di gravidanza positivo alla nascita fino al puerperio" prosegue, introducendoci nel campo dell'ambulatorio della gravidanza fisiologica, avviato in via dell'Eremo già nel 2009, ben prima dunque delle linee di indirizzo approvate da Regione Lombardia con la dgr n. XI/268 del 28.06.2018 che, a distanza di dieci anni, ha individuato nell'Ostetrica il perno del "nuovo" modello organizzativo/assistenziale del Percorso Nascita a basso rischio.
L'ACCESSO

Alcune delle ostetriche dell'ospedale Manzoni
L'ACCESSO
"Dal 2016 abbiamo incrementato il servizio di accoglienza, introducendo il booking" spiega Elisabetta Nelli. Dopo aver scoperto di essere in dolce attesa, prendendo appuntamento, ogni futura mamma viene ricevuta dalla Ostetriche: nell'arco di 10-15 giorni si ha dunque un primo appuntamento nel corso del quale viene effettuato uno screening della storia di ogni donna per avviarla al percorso più appropriato. Nel caso di complicanze si accederà all'ambulatorio rischio intermedio o alto rischio. Nel caso invece di gravidanza fisiologica si potrà scegliere di proseguire "il viaggio" con l'ambulatorio gestito dalle ostetriche stesse che, dopo aver fornito tutte le informazioni del caso, già scaletteranno tutti i successivi controlli (almeno 8) garantendo all'assistita di ritrovare di volta in volta un volto a lei già noto. Sono infatti al massimo due le ostetriche che si alternano nel seguire di ogni donna. "L'ambulatorio è aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 16.15. Nell'arco di un anno ci facciamo carico di circa 2.500 prestazioni. Nel 2018 sono state 270 le gestanti seguite solo dalle ostetriche" argomenta Monica Riva, precisando come l'attività di booking abbia fatto registrare un +8% nell'ultimo anno rispetto al precedente, con l'ambulatorio arrivato ad una saturazione pressochè completa. "Già al primo incontro offriamo un pacchetto "tutto compreso", incluse anche le informazioni su alimentazione, stile di vita, diritti della donna lavoratrice, raccomandazioni per esempio in riferimento alle vaccinazioni..."
IL MOMENTO DEL PARTO
E continuità assistenziale è una delle "parole d'ordine" al momento del parto. "Chi accoglie la futura mamma e il futuro papà è presumibilmente anche chi fa nascere poi il bimbo, prediligendo così un rapporto uno a uno" spiega Rosa Iacobelli. "Ogni turno sono dunque presenti tre ostetriche destinate alla sala parto di cui una si dedica anche al Pronto soccorso". Al piano, per emergenze, è infatti attivo h.24 un Ps ostetrico-ginecologico che eroga la bellezza di 8.000 prestazioni l'anno, con triage affidato alle ostetriche che, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16.45, prestano anche servizio in sala operatoria, con un'unità riservata a tale ulteriore ambito di intervento. Tornando al travaglio, "crediamo molto nel one-to-one. Quanto invece alla diminuzione della percezione del dolore, abbiamo a nostra disposizione tutti gli strumenti, inclusi l'acqua se si sceglie di utilizzare l'apposita vasca, il protossido d'azoto o la parto analgesia con "l'anestesista rosa" - così chiamato anche se maschio - disponibile h.24". Nelle due ore successive alla nascita del bambino, poi, è prevista la permanenza in sala parto con il nuovo arrivato a contato pelle-pelle con la sua mamma (o il suo papà, in quanto ciò è garantito anche nel caso sia necessario procedere con il cesareo). "Ha valenza scientifica: stabilizza il piccolo, così come avviare precocemente l'allattamento", spiegano le ostetriche, aggiungendo come ciò non comprometta l'assistenza che viene prestata anche alla donna che viene poi seguita anche durante la degenza in reparto.
DOPO LE DIMISSIONI (MA ANCHE MOLTO PRIMA)
Dopo 40-60 giorni dal parto è prevista poi un'altra visita, come da indirizzo della Regione. Quanto, riavvolgengo il nastro, al corso pre-parto, invece, si può scegliere di seguirlo anche nelle strutture territoriali: "cerchiamo di favorire l'accesso ai presidi, per spezzare perché non vogliamo si spezzino legami" ha chiarito Elisabetta Nelli, facendo riferimento a un'occasione per conoscere così tutte quelle opportunità per la nuova famiglia offerte dai consultori, nell'ottica sempre della creazione di un percorso che continui anche attraverso quelle possibilità, durante il puerperio.
A.M.




















