Lecco: il 4 festa per il diacono Armando Comini, con un 'grazie' per il suo lungo impegno nella comunità
La stampa lecchese, il 6 dicembre 1994, pubblicava: "La ricorrenza liturgica di San Nicola porta quest’anno, intorno alla Basilica, non solo il sapore delle tradizionali "mele rosse" e la concelebrazione serale alle 18.30 dei sacerdoti del Decanato, momento di riflessione sullo "stato della Chiesa" nel Lecchese. La Basilica saluta e festeggia un nuovo diacono permanente, Armando Comini, 55 anni, insegnante. E’ uno dei sette che vengono ordinati dal card. Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano. Si aggiungeranno ai dodici già da qualche anno al servizio della Diocesi. Il diacono permanente è stato rivalutato con il Concilio Vaticano II e rilanciato dalla Diocesi di Milano, con l’apposita scuola di formazione, che vede come responsabile don Emilio Ferrario, coadiutore a Lecco negli anni Settanta, con il prevosto mons. Enrico Assi".

Pubblicazione del 6 dicembre 1994
A distanza di ventisei anni, domenica 4 ottobre alle ore 10, nella messa solenne dell’antica festa dedicata alla Madonna del Rosario, il diacono Armando Comini verrà ringraziato per il suo fedele servizio alla Chiesa cittadina. La funzione sarà presieduta dal vicario episcopale della zona di Lecco mons. Maurizio Rolla, affiancato dal prevosto mons. Davide Milani. Sono tante le memorie e tanti i ricordi che accompagnano l’intensa attività pastorale di Armando Comini, ad iniziare dagli anni giovanili dell’oratorio San Luigi con l’assistente don Giuseppe Tagliabue, poi a Mariano Comense. Risale a quei tempi anche l’investitura a cooperatore nella festa annuale del dicembre 1961, insieme all'impegno con la mensa dei poveri di San Nicolò, nella segreteria parrocchiale e nell’organizzazione di cerimonie e manifestazioni.

Armando Comini con don Giuseppe Tagliabue
La cerimonia di domenica ricorda a tanti quella dell’8 dicembre 1994, quando il religioso si presentò all’altare della Basilica tenendo alto il libro del Vangelo. Indossava la stola "storta" sulla lunga veste "dalmatica", simboli che ricordano la bisaccia e il grembiule del diacono antico, nel servizio ai poveri, ai sofferenti e nell’impegno generale di sostegno alla comunità cristiana. Nell’omelia della messa il prevosto mons. Roberto Busti, che presiedeva la celebrazione con i coadiutori don Vittorio, don Serafino e don Alberto, sottolineò il servizio da svolgere in umiltà e carità, nella preghiera e nelle opere fra il popolo di Dio.

Armando si riconosce vicino alla statua della Madonna nella processione dell’antica festa di Lecco
Vennero richiamati i diaconi illustri nella gloria dell’eternità, come Stefano, primo martire della Chiesa e compatrono di Lecco, Gennaro, protettore di Napoli e del "sangue che bolle", nonché Lorenzo, festeggiato in agosto, nella notte delle stelle cadenti. Si evidenziò, sempre nell’omelia, che il diacono non celebra messa e non confessa, ma ha tutti gli altri ruoli liturgici e pastorali che competono al sacerdote, compresa la predicazione del Vangelo.

Il diacono alla processione del Corpus Domini, con il prevosto mons. Roberto Busti
Nel cammino di Armando Comini non può essere dimenticato l’impegno educativo presso le scuole elementari della Casa Don Guanella, al Caleotto di Via Amendola. Nell’anno 1980 erano frequentate da 160 alunni: 44 erano esterni, 16 convittori, gli altri semi-convittori che rientravano nelle proprie abitazioni dopo le lezioni.

Il diacono a fianco del prevosto mons. Franco Cecchin
A.B.




















