Lecco: dopo una vita segnata dall'incontro con don Giussani, l'ultimo saluto (a tante voci) a don Fabio Baroncini

L'ultimo saluto è stato di don Ottavio, il parroco di Maggianico che, dopo essere stato il suo coadiutore a Niguarda, l'ha accolto nella propria casa negli ultimi anni di vita, quelli segnati più profondamente da quella malattia vissuta con tanta pazienza fino all'ultimo respiro, soltanto due giorni fa.

Don Fabio Baroncini

Don Ottavio Villa

Ad aprire invece la funzione le parole dell'Arcivescovo di Milano Mario Delpini che ha invitato, in coda al suo messaggio letto dal vicario monsignor Maurizio Rolla, a "continuare a custodire le sue parole di educatore sapiente". Un termine - educatore - ripetuto a più riprese dai tanti che, direttamente presenti al rito funebre o tramite missive di cordoglio proposte per voce di altri, hanno voluto ricordare don Fabio Baroncini, sacerdote donato alla Chiesa da una "famiglia di solida roccia valtellinese" come scritto - in un testo inviato ai fedeli - dal Cardinal Angelo Scola, dal "carattere deciso", "amante della verità". "A noi la responsabilità di raccoglierne l'eredità" ha sottolineato la guida emerita della Diocesi, parlando di una amicizia giovanile "che non si è mai interrotta e che continua tutt'ora".

Mons. Luigi Stucchi

"Il nostro primo incontro risale a ben 59 anni fa" ha detto invece, in un'omelia impostata in gran parte sul ricordo personale, monsignor Luigi Stucchi, giunto a Lecco per tributare all'addio ad un compagno di messa. Entrambi sono stati infatti ordinati in Duomo a Milano nel giugno del 1966. "L'ultimo incontro non è invece recentissimo ed è stato fugace, dopo una cerimonia a Maggianico. Ci siamo sempre tenuti però d'occhio" ha aggiunto, citando le "inconfondibili tracce della comune formazione" e la certezza "di un'amicizia sempre sorprendente, limpida, duratura e sincera" per la quale si è sentito in dovere, dinnanzi ad una Basilica con i posti a sedere esauriti (nel rispetto delle norme anticovid) di ringraziare don Fabio. "Abbiamo vissuto in luoghi e tempi diversi ma dentro una profondità la sorprendente bellezza della Chiesa come immagine reale della comunione trinitaria" ha sostenuto, rammentando altresì come nel sacerdote spentosi a 78 anni, "la passione per la Chiesa nel suo mistero profondo ha trovato compimento nella sua passione per l'educazione".

Il prevosto di Lecco Don Davide Milani

Don Julián Carrón

Ed in effetti, seguace fin dalla gioventù di don Giussani - il cui incontro gli ha segnato la vita, come sostenuto da don Julián Carrón, guida di Comunione e Liberazione, anch'egli intervenuto alle esequie - don Baroncini è stato punto di riferimento per generazioni di aderenti al movimento. "Chiediamo a don Fabio di continuare a accompagnare le centinaia e centinaia di persone che ha avviato alla fede" è scritto nel messaggio a firma del Vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca. "Don Fabio ha amato profondamente Cristo e la Chiesa, mettendo l'amore per Cristo e per la Chiesa davanti a tutto" ha attestato anche monsignor Luigi Negri, Vescovo emerito di Ferrara e Comacchio.

Non sono mancati al funerale nemmeno l'attuale parroco della parrocchia di San Martino in Niguarda, retta proprio dallo scomparso sacerdote per ben trent'anni, tra il 1986 e il 2016, assicurando come in questi giorni di lutto la comunità ha tanto pregato ringraziando per il bene ricevuto così come un rappresentante della Fraternità San Carlo esprimendo vicinanza "a tutti coloro che hanno potuto godere di un fratello, di un amico, di una guida sicura".

E si ritorna a don Ottavio che, con amore quasi filiale, è rimasto trent'anni accanto a don Fabio. "Non venir qui a crearmi problemi con CL" avrebbe detto, al primo incontro, il sacerdote a l'allora suo giovane coadiutore che da fedele amico lo ha invece accompagnato per tre decenni "nell'avventura della Fede nel Signore".
A.M.
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