Maggianico: 'è stato immagine convincente del buon Pastore', l'addio a don Franco Colombo
L'omaggio finale gliel'hanno tributato gli amici Alpini del Gruppo di Maggianico e Chiuso. Dopo aver vegliato il feretro durante tutta la celebrazione, lo hanno accompagnato idealmente nell'ultimo viaggio intonando “Signore delle Cime”. Don Franco Colombo ha lasciato così per sempre quell'angolo di Lecco che, per oltre dieci anni, è stato la sua casa: sta facendo ritorno a Gorla Maggiore, in provincia di Varese, dove ha esercitato il proprio ministero tra il 1981 e il 2002. Riposerà nel cimitero del paese che, con gratitudine, lo ha insignito della cittadinanza onoraria. Complice il protocollo anticovid – lo stesso che l'anziano sacerdote violava per continuare a far visita ai “suoi” malati, come sottolineato nel proprio ricordo dal parroco don Ottavio Villa – la chiesa di Maggianico questa mattina non è riuscita a ospitare i tanti parrocchiani intervenuti alle esequie, arrivati a Lecco anche da Beverate di Brivio, ultima sua destinazione prima del ritiro a Chiuso.

Don Franco Colombo
In prima fila i famigliari di don Franco, 85 anni, 61 dei quali spesi in abito talare: la sorella Raffaella con il marito Franco, la nipote Cristina con Umberto e i pronipoti Lorenzo e Stefania. Dall'altro lato della navata diversi sacerdoti legati alla Comunità Pastorale e allo stesso confratello mancato nella giornata di sabato, tra i quali Padre Angelo Cupini della Casa sul Pozzo e don Claudio Maggioni di Castello, parrocchia nativa di don Colombo, da sempre orgoglioso di aver fatto da chierichetto, in gioventù, al Beato Luigi Monza. Non è mancato il vicario episcopale monsignor Maurizio Rolla, con un messaggio giunto direttamente dall'Arcivescovo monsignor Mario Delpini che ha parlato di don Franco come di un “prete generoso, deciso, fino a essere irruente” e ancora di un uomo “capace di commozione e asprezza”. “Continuerà a intercedere per noi e noi a essergli grati e a pregare per lui”.

“Se guardo alla cronaca di questi tempi, posso dire “uno alla volta”. Uno, qualche settimana fa, don Fabio. Un altro, ora, don Franco” è stato detto citando la scomparsa, soltanto nel dicembre scorso, di don Baroncini, altra figura di spessore per la Comunità Pastorale Beato Serafino Mazzuccone, particolarmente cara a don Ottavio che ha parlato altresì di don Colombo descrivendolo come “immagine convincente del Buon Pastore”. Usati poi, nel corso dell'omelia, gli aggettivi leale, schietto, diretto, forse talvolta un po' burbero, per tratteggiare un confratello che nelle sue diverse stagioni della vita è stato in grado di conoscere in profondità chi lo circondava, rendendosi capace di attenzioni concrete e generose, mosso da passione educativa per i giovani vivendo l'oratorio come palestra di formazione e da particolare dedizione verso i malati. Le sue prediche ma anche le ore trascorse in confessionale sono state rimarcate poi dai membri del consiglio pastorale che a nome dell'intera Comunità, hanno ringraziato il Signore per aver intrecciato il loro cammino per oltre dieci anni con quello di don Franco, servitore fedele e appassionato “con dentro il fuoco dell'amore a Cristo”, capace di “risvegliare in noi il desiderio di una carità vera”.

A.M.




















