Verso la maturità 2021: il vissuto e le opinioni degli studenti lecchesi. Bocciata la DAD ma approvato il 'maxi orale' finale

Il prossimo 16 giugno inizieranno gli esami di maturità. Anche quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, si svolgeranno con un’unica prova orale: comprenderà la discussione di un elaborato d’indirizzo (un documento che verte sulle principali materie di studio e che gli alunni avranno composto in sostituzione alla tesina e alla seconda prova), la presentazione del PCTO, l’ex alternanza scuola-lavoro, svolto nel corso dei tre anni per cui è previsto, e, in maniera predominante, la verifica delle conoscenze apprese durante il periodo scolastico, inclusa l’educazione civica, prevalentemente attraverso collegamenti interdisciplinari e analisi di materiali.
Sempre in ambito di contenimento della pandemia, il Ministero ha optato ancora una volta per una commissione esclusivamente interna, ma possibilmente per un esame svolto in presenza, con le dovute misure di precauzione. Non ci sarà, a differenza dell’anno scorso, il meccanismo del “tutti ammessi”, ma sarà ripristinato l’originario percorso di accesso alla prova. Per quanto riguarda il giudizio finale, come al solito il voto sarà espresso in centesimi, suddivisi in un massimo di 60 punti acquisiti grazie ai crediti scolastici (fino a 18 ottenuti il terzo anno, fino a 20 il quarto e fino a 22 il quinto) e in un massimo di 40 in seguito al maxi-orale. Sarà infine possibile ottenere la lode.

Abbiamo sentito le opinioni di alcuni studenti delle scuole superiori lecchesi in merito alla prova di questo anno e a come hanno affrontato questi ultimi mesi tra didattica in presenza e a distanza:

AURORA PINCHETTI - Liceo Artistico "Medardo Rosso” indirizzo scenografia

Oggi, circa un anno fa ero felice di stare a casa da scuola per due settimane ma incosciente che questa situazione di emergenza sanitaria sarebbe durata per così tanto tempo. Noi studenti abbiamo dovuto rincominciare da zero imparando e allo stesso tempo creando un nuovo modo di fare scuola. Se inizialmente l’ho presa con spirito, successivamente le cose sono cambiate.  I giorni passavano e la routine era sempre la stessa: sveglia dieci minuti prima della lezione, computer, pranzo, compiti, studio e così via fino a giugno. Devo ammettere che aver perso la gita di quarta, l’alternanza scuola-lavoro o semplicemente l’ultimo giorno di scuola mi è dispiaciuto, in quanto considero questi momenti fondamentali nella crescita e nel percorso di ogni liceale. A settembre si torna sui banchi di scuola, ma la gioia  iniziale si esaurisce subito con la seconda quarantena. Per quanto riguarda la didattica in sé penso che in un primo momento (mi riferisco nei mesi durante il primo lockdown) fosse davvero disorganizzata, in quanto alcuni professori non erano abituati alla tecnologia, e pensando fosse una situazione provvisoria anche noi studenti l’abbiamo presa sotto gamba, ma in qualche modo siamo riusciti ad arrivare a giugno. Diverso invece è la modalità con cui stiamo
affrontando la Dad in questi mesi, molto più organizzata e seria, ma nonostante la maggiore attenzione penso che comunque la didattica a distanza non vada a sostituire la scuola in presenza in quanto manca il contatto e la partecipazione, fondamentali per l’assimilazione dei concetti e un miglior apprendimento.
Finalmente dopo mesi di attesa noi studenti siamo stati informati del metodo con cui si terrà il nostro esame di maturità. Le modalità penso siano adatte al periodo storico che stiamo vivendo in quanto sarebbe stato spropositato il classico esame con le prove scritte. L’orale organizzato con la presentazione di un elaborato è il miglior modo di mostrare ai nostri insegnanti ciò che abbiamo assimilato durante il nostro quinto anno, senza metterci troppo in difficoltà, visto che di difficoltà ne abbiamo già avute abbastanza!
Nonostante tutto termino il mio percorso scolastico felice e soddisfatta, nonostante qualche rammarico per come siano finiti questi cinque anni, mi auguro di concludere al meglio ottenendo un buon risultato alla maturità.

MARTA INVERNIZZI - “Medardo Rosso” indirizzo figurativo

La mia esperienza con la Dad é stata altalenante: fra aperture, chiusure, zone gialle, rosse, didattica a distanza, scuola in presenza... Aprile 2020 è stato il primo mese di completo lockdown, per tutti era una situazione surreale, estranea alla realtà in cui vivevamo; forse per me lo è stata ancora di più: fino a marzo infatti sono stata in America, dove il Covid è arrivato molte settimane dopo e la mascherina l’ho messa per la prima volta nel viaggio verso l’Italia. Ci siamo tutti adeguati a questa forma nuova di scuola, che di scuola non aveva quasi nulla...
Un ideale che ci teneva uniti e ci aiutava ad affrontare le ore passate davanti ad uno schermo è: “Andrà tutto bene”.  Forse per un po’ è andato davvero quasi tutto bene: la riapertura totale in estate e l’inizio della scuola a settembre. Nei primi mesi i professori si sono trovati più in difficoltà di noi, probabilmente perché meno abituati alla tecnologia, ma in poco tempo hanno saputo adattarsi e adattare le loro discipline alla modalità online. Tutto si è conformato alla didattica online, le ore di ginnastica non si passavano più in palestra a correre ma nella propria camera a fare esercizi; in particolare nel mio liceo i prof di discipline artistiche hanno dovuto abituarsi a tavole consegnate tramite foto e disegni eseguiti con il computer.
Ad oggi per quanto riguarda la mia istruzione non ho perso contenuti importanti, anzi ho studiato come avrei fatto in presenza; la carenza più significativa é stata quella del contatto sociale, delle chiacchierate alla fine delle lezioni con i prof, gli intervalli con i compagni, le gite di quinta, la festa di fine scuola. La scuola è anche questo: non solo ascoltare e prendere appunti, ma vivere esperienze di crescita insieme ai coetanei. Ho 18 anni e questi dovrebbero essere gli
anni più ricchi della mia vita, ed ho ancora una grande lista di cose in sospeso da fare!  Al momento mi sento stanca e appesantita e vivo l’incertezza di non sapere come andranno i prossimi mesi.  A differenza di aprile, ora non sappiamo come andrà il futuro, se realmente andrà tutto bene o se nei prossimi mesi non cambierà nulla.
Per quanto riguarda la maturità sono felice delle nuove modalità, una parentesi di normalità alla fine un anno che di normale non ha avuto nulla.
Con l’elaborato avremo la possibilità di esprimere noi stessi e di decidere quali modalità usare . L’orale sarà quello di sempre come la giusta conclusione di un percorso di studi completo. Cerco di stringere i denti ed essere positiva, pensando che prima o poi tutto finirà!

DAVIDE MAGNI - Liceo Scientifico tradizionale “Leopardi”

Sono entrato in Didattica a distanza a marzo 2020, all’inizio l’idea della Dad era emozionante perchè rappresentava un nuovo modo di fare lezione.
A posteriori, dopo un anno completo di Dad con le differenti variazioni di colore e potendo fare un metodo di paragone, ritengo che non sia assolutamente valida per sostituire le lezioni in presenza. Ogni lezione è molto pesante da seguire e il livello di concentrazione si è abbassato notevolmente. Faccio fatica stare più di 10 minuti davanti ad un computer e per me è un grosso problema.
A causa della Dad non si riesce più ad approfondire il programma scolastico come si dovrebbe, il monte ore delle lezioni è ridotto.
L’unica cosa che condivido è la scelta della maturità semplificata, sostenere un “maxi orale” è una buona alternativa al classico esame perchè ci da modo di confrontarci con le nostre competenze e conoscenze acquisite in questi 5 anni…ehm 4 anni in realtà di studio. Metterci una maturità “completa” senza un anno di vero insegnamento lo avrei visto come una cosa poco corretta nei confronti di noi studenti.


ALESSIA PORFIDO - Istituto “Badoni” scienze applicate
Da ormai più di un anno siamo rinchiusi in casa ad affrontare la Dad, di sicuro non è una cosa positiva. Diciamo però che piuttosto che non fare nulla va bene. Questa situazione ci ha tolto gli anni più belli della nostra vita. Ci hanno tolto le gite, le uscite ma anche solo ”il ripassiamo insieme”...  Io dall’anno scorso faccio 4 o 5 ore al giorno, ore dove i prof richiedono
il 100 per 100 dell’attenzione, ore che dovrebbero essere spezzate da una pausa di 10 minuti che purtroppo in pochi rispettano. Molti docenti ancora non si capacitano della situazione in cui siamo e il confronto è molto difficile. Nonostante la maturità sia orale alcuni prof ci fanno esercitare solo sugli scritti.
Ciò che caratterizza il mio indirizzo sono i laboratori, è molto difficile fare laboratori in questa modalità, a casa non abbiamo nulla di pratico, ci basiamo sui video di Youtube. Preferivo l’orario fatto prima di Natale dove un giorno a settimana si poteva andare a scuola, era positivo perchè si rivedevano i compagni, c’era il rapporto tra noi e i professori. Non tutte le materie possono essere fatte in Dad, questo è il difetto. Ad esempio matematica e arte sono impossibili in Dad.
Per quanto riguarda la maturità trovo giusto il fatto che non ci siano gli scritti, era impensabile fare un scritto a livello nazionale anche vedendo la differenza di diffusione del virus in ogni regione. Trovo molto corretto ed efficace il fatto che ci siano 60 crediti legati a valorizzare il lavoro svolto nel triennio e solo 40 all’orale. Così si valorizza anche il percorso legato all’alternanza scuola lavoro anche se noi abbiamo fatto ben poco, ci stiamo attivando per recuperare
le nostre ore di alternanza nelle settimane dopo Pasqua.
Non sappiamo bene cosa succederà da qui a giugno, se non dovessimo tornare in presenza mi spaventa un po’ il fatto di dover tornare a scuola solo per fare un esame, questo perché le interrogazioni in Dad sono molto diverse da quelle in presenza e trovarsi tutto d’un tratto davanti ad un’intera commissione sarebbe strano.

PAOLO CRESCENZI - Istituto “Fiocchi” indirizzo grafica e comunicazione

Quest’anno  è stata molto dura. La cosa che mi ha dato più fastidio è stata la gestione delle modalità di fruizione della scuola, siamo passati dall’essere il giorno prima in presenza al giorno dopo a distanza con poche ore di preavviso e questa cosa si è ripetuta più volte.
Sono arrivato a un punto tale che avevo le verifiche ma non riuscivo a organizzarmi, a farmi programmi per poter studiare, mi dimenticavo le cose, andavo in tilt.
L’atteggiamento di alcuni professori purtroppo è cambiato rispetto a prima, alcuni sembra si fidino meno di noi e questa cosa ci motiva poco.
E’ capitato più di una volta che ci trovassimo in difficoltà perché una verifica veniva spostata di punto in bianco o riprogrammata in poco tempo, stessa cosa per le interrogazioni che sono state stravolte col metodo on line. Questi continui cambi di programma hanno reso molto difficile anche la nostra rendita scolastica.
La Dad è molto dispersiva, ti fa distrarre facilmente, sei a casa e sei comodo.
Per l’esame di maturità trovo giusto affrontare solo l’orale, gli appunti che abbiamo sono sparsi, un po’ on line e un po’ sui quaderni, risulta difficile mettere tutto insieme, quindi meglio una scelta di questo tipo per venirci incontro piuttosto che aggiungere altre prove.
Trovo giusto che ci diano degli argomenti specifici, il nostro anno è stato ancora più complicato rispetto allo scorso, noi alla fine siamo andati molto poco in presenza a lezione, almeno l’anno scorso fino a metà febbraio sono riusciti a portare avanti il programma nella maniera corretta, quindi l’esperienza della quinta è stata vissuta, per noi è più difficile ancora.

SAMUELE PAPINI - Liceo linguistico “Alessandro Manzoni”

Chiunque sperava in un anno migliore dunque senza più didattica a distanza e con il ritorno a ciò che definivamo “quotidianità”. La nostra routine  invece sembra diventata proprio questa: sveglia qualche minuto prima dell’inizio delle lezioni (giusto il tempo di lavarsi la faccia), lezione fino alle 14, mangi al volo e “ti metti sotto” a studiare. La didattica a distanza è cambiata radicalmente nel corso dei due anni. L’anno scorso era stata presa con molta leggerezza, le lezioni erano sporadiche, “quello che si riesce a fare bene, se si lascia indietro qualcosa non succede niente” e i giorni in cui si aveva poco da fare potendoti permettere di fare ciò che più ti piaceva erano parecchi. Quest’anno è tutto completamente diverso. Il numero di ore ricalca il monte ore previsto dal mio Liceo e le prove (interrogazioni e verifiche) sono svolte senza differenza dagli anni passati. Personalmente non sto soffrendo particolarmente questo lungo periodo di limitazioni, forse per la consistente mole di studio o per la capacità di dirmi “no per oggi basta così, hai già fatto abbastanza”; dunque tempo da occupare non ne avanza. Non nego però che vorrei tornare a scuola. Il motivo per il quale vorrei tornare al più presto in presenza è continuare a riempire la mente di ricordi e momenti con i miei compagni. In questi due anni la socialità è venuta sempre meno.
Toccando il tasto dolente dell’esame di Stato, non mi aspettavo una decisione diversa da quella che poi è stata effettivamente presa. Forse non ero l’unico a sperare nell’abolizione della maturità, ma sono convinto che concludere l’anno con un maxi-orale sia una soluzione più che adeguata e un ottimo modo per terminare il mio percorso liceale.

Non ci resta che fare un grosso "in bocca al lupo” a tutti gli studenti che si avviano ad affrontare questa prova, che è forse per definizione la prima vera prova importante nella vita di ognuno di noi.
A.G.
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