Lecco: in commissione il ritorno alla denominazione 'Piazza della Stazione'
Riportare piazza Lega Lombarda al suo nome tradizionale, quello con cui i lecchesi non hanno smesso di chiamarla: Piazza della Stazione.
Questo l'intendo della mozione bipartisan presentata congiuntamente dai consiglieri Salvatore Rizzolino (Pd) e Stefano Chirico (Ncd), discussa quest'oggi in commissione.
Una proposta che verrà prossimamente votata dal consiglio comunale e che, almeno indirettamente, ha il sapore di una piccola vendetta nei confronti della Lega Nord che nel 1997 ribattezzò quella che fino ad allora - tranne che nel periodo fascista - era sempre stata piazza Stazione.
Una decisione - accompagnata poi dai soli delle alpi disseminati nella pavimentazione di piazza Diaz, via Bovara e nella rotonda del Caleotto - che già allora era apparsa come una ripicca verso Virginio Brivio, allora presidente della Provincia di Lecco. Villa Locatelli, guidata da un'amministrazione di centro sinistra, si venne infatti a trovare nella piazza più "verde", ma solo nel nome, della città.
18 anni dopo il consiglio comunale vuole riconsegnare al piazzale la vecchia denominazione, mai dimenticata dai lecchesi che, con lo spirito pragmatico di sempre, hanno continuato ad usare nella vita di tutti giorni il nome di piazza della Stazione.
"Noi non vogliamo cambiare il nome, vogliamo ripristinare il toponimo originale, quello con cui si è sempre chiamata, fin dal 1863 quando venne inaugurato il collegamento tra Lecco e Bergamo. Persino nei verbali del consiglio si può leggere come anche noi amministratori la chiamiamo spontaneamente piazza della stazione, il toponimo della tradizione è più forte al nome che si è voluto provare a imprimere" ha spiegato Rizzolino.
Proprio il democratico ha voluto ripercorrere la storia della toponomastica: la piazza nasce negli anni dell'unità d'Italia e subito assume il nome di "Piazza della Stazione", che mantiene fino all'epoca fascista quando il commissario prefettizio decide di ribatterla "Piazza 28 ottobre", per celebrare la marcia su Roma. Con la liberazione si torna al nome originale, fino al maggio 1997 con l'ormai famoso cambio da parte del Carroccio, con quel nominativo che - seppur rifacendosi a un chiaro episodio storico - richiamava chiaramente anche quello del partito.
"Queste vicende dimostrano come ci siano forze politiche che voglio marcare il territorio con i propri miti fondativi, e altre forze, più democratiche, che invece rispettano le tradizioni e la comunità" ha continuato Rizzolino.
Già nel 2010 l'associazione Qui Lecco Libera aveva proposto al Sindaco Virginio Brivio di dedicare la piazza a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma già allora si era sottolineata la volontà di riportarla al nome delle origini.
Chi non ha digerito questa proposta è stato il gruppo leghista, invitando la maggioranza ad occuparsi di "questioni più serie".
"Se vogliono farci arrabbiare non ci stanno riuscendo: non abbiamo intenzione di dare peso a una proposta cosi demenziale. Invece di pensare a cambiare un cartello dovrebbero pensare a riqualificare quella zona" ha commentato Giovanni Colombo.
"E' strano vedere come la definiscano una scelta inutile gli stessi che hanno appoggiato la proposta di intitolare una via a Oriana Fallaci e Bobby Sand" è stato il provocatorio intervento di Antonio Pasquini del Nuovo Centro Destra.
Solo quando la mozione approderà in consiglio comunale sapremo se ci sarà un nuovo nome per la piazza. Per il momento però sono stati molti gli osservatori che hanno sottolineato la valenza politica di questa proposta che, a 2 mesi dalle elezioni, ha visto Pd e Ncd insieme in quello che la Lega ritiene essere un vero e proprio sgarro nei suoi confronti....
Questo l'intendo della mozione bipartisan presentata congiuntamente dai consiglieri Salvatore Rizzolino (Pd) e Stefano Chirico (Ncd), discussa quest'oggi in commissione.
Una proposta che verrà prossimamente votata dal consiglio comunale e che, almeno indirettamente, ha il sapore di una piccola vendetta nei confronti della Lega Nord che nel 1997 ribattezzò quella che fino ad allora - tranne che nel periodo fascista - era sempre stata piazza Stazione.
Una decisione - accompagnata poi dai soli delle alpi disseminati nella pavimentazione di piazza Diaz, via Bovara e nella rotonda del Caleotto - che già allora era apparsa come una ripicca verso Virginio Brivio, allora presidente della Provincia di Lecco. Villa Locatelli, guidata da un'amministrazione di centro sinistra, si venne infatti a trovare nella piazza più "verde", ma solo nel nome, della città.
18 anni dopo il consiglio comunale vuole riconsegnare al piazzale la vecchia denominazione, mai dimenticata dai lecchesi che, con lo spirito pragmatico di sempre, hanno continuato ad usare nella vita di tutti giorni il nome di piazza della Stazione.
"Noi non vogliamo cambiare il nome, vogliamo ripristinare il toponimo originale, quello con cui si è sempre chiamata, fin dal 1863 quando venne inaugurato il collegamento tra Lecco e Bergamo. Persino nei verbali del consiglio si può leggere come anche noi amministratori la chiamiamo spontaneamente piazza della stazione, il toponimo della tradizione è più forte al nome che si è voluto provare a imprimere" ha spiegato Rizzolino.
Proprio il democratico ha voluto ripercorrere la storia della toponomastica: la piazza nasce negli anni dell'unità d'Italia e subito assume il nome di "Piazza della Stazione", che mantiene fino all'epoca fascista quando il commissario prefettizio decide di ribatterla "Piazza 28 ottobre", per celebrare la marcia su Roma. Con la liberazione si torna al nome originale, fino al maggio 1997 con l'ormai famoso cambio da parte del Carroccio, con quel nominativo che - seppur rifacendosi a un chiaro episodio storico - richiamava chiaramente anche quello del partito.
"Queste vicende dimostrano come ci siano forze politiche che voglio marcare il territorio con i propri miti fondativi, e altre forze, più democratiche, che invece rispettano le tradizioni e la comunità" ha continuato Rizzolino.
Già nel 2010 l'associazione Qui Lecco Libera aveva proposto al Sindaco Virginio Brivio di dedicare la piazza a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma già allora si era sottolineata la volontà di riportarla al nome delle origini.
Chi non ha digerito questa proposta è stato il gruppo leghista, invitando la maggioranza ad occuparsi di "questioni più serie".
"Se vogliono farci arrabbiare non ci stanno riuscendo: non abbiamo intenzione di dare peso a una proposta cosi demenziale. Invece di pensare a cambiare un cartello dovrebbero pensare a riqualificare quella zona" ha commentato Giovanni Colombo.
"E' strano vedere come la definiscano una scelta inutile gli stessi che hanno appoggiato la proposta di intitolare una via a Oriana Fallaci e Bobby Sand" è stato il provocatorio intervento di Antonio Pasquini del Nuovo Centro Destra.
Solo quando la mozione approderà in consiglio comunale sapremo se ci sarà un nuovo nome per la piazza. Per il momento però sono stati molti gli osservatori che hanno sottolineato la valenza politica di questa proposta che, a 2 mesi dalle elezioni, ha visto Pd e Ncd insieme in quello che la Lega ritiene essere un vero e proprio sgarro nei suoi confronti....
P.V.




















