Lecco: l'arte dei ragazzi disabili di Artimedia si mette in mostra a Palazzo delle Paure
Un visita guidata straordinaria quella a cui hanno assistito ieri sera, giovedì 16 aprile, i cittadini presenti al Palazzo delle Paure di Lecco. A parlare infatti non è stato un "noioso" storico dell'arte, ma i ragazzi disabili di Artimedia che con il loro approccio fresco, diretto ed emotivo, hanno presentato le loro interpretazioni di alcuni dipinti esposti nel museo lecchese.
"Abbiamo raccolto un po' di materiale, e ci è sembrato subito interessante. Abbiamo chiamato critici e storici dell'arte, che si sono affezionati prima di tutto ai nostri ragazzi e poi al nostro servizio. Così è nata questa interessante collaborazione che ha dato vita a questa esposizione a Palazzo delle Paure".
"Questa è solo la prima tappa di un lavoro che continuerà. La fruizione delle opere d'arte da parte dei ragazzi di Artimedia è stata affettiva. Mi hanno comunicato delle cose che nessun altro mi ha comunicato prima. Mi sono commossa. Il loro è un approccio differente, più diretto" ha raccontato Barbara Cattaneo.
I 24 artisti hanno lavorato per 10 mesi a questo progetto, operando su setting costruiti in base alle peculiarità e caratteristiche di ognuno. "È iniziato un vero e proprio dialogo con l'opera. I ragazzi sono in grado di notare particolari o riallacciare queste opere d'arte al loro vissuto, alla vita personale. Cosa che spesso molti di noi, con le costruzioni mentali e l'educazione, non sono in grado di fare. È interessante quindi legare questi due modi di vedere e intendere l'arte" ha spiegato infine Veronica Pagliani, stagista di musei specializzata nel rapporto tra arte e disabilità, che ha accompagnato i ragazzi passo per passo durante il loro percorso artistico.
Terminato l'omaggio agli artisti lecchesi, la visita è proseguita con la reinterpretazione di Adriana dell'opera di Giuseppe Maraniello: "Ho scelto quest'opera perchè mi è piaciuto il formato. Il quadro lungo mi rappresenta perchè tutti mi dicono che sono lunga, ovvero lenta. Io sono lenta perchè faccio le cose con calma, infatti ho impiegato tantissimo tempo. Ero a terra circondata da molti materiali di riciclo, sceglievo i colori e i richiami con gli accessori, poi li abbinavo. Mi sono sentita davvero bene perchè nessuno mi ha fatto fretta, e io continuo ancora".


Nella foto a destra Antonella Moschetti, Veronica Pagliani, Michele Tavola, Barbara Cattaneo
Un progetto nato nel 2011 dopo una visita guidata nei siti di interesse storico e naturalistico della Provincia di Lecco. È dopo questa esperienza infatti che il piccolo gruppo di artisti ha iniziato l'attività di copia dal vero: ogni ragazzo ha potuto cogliere un particolare, uno scorcio di paesaggio o di museo, e rappresentarlo attraverso il proprio disegno. "Ci siamo resi conto subito della potenzialità di questo linguaggio, e quando i ragazzi a fine attività ci mostravano i disegni, ci accorgevamo che la loro descrizione aveva un forte impatto. Abbiamo capito quindi che era soltanto necessario guardare con i loro occhi la realtà, spogliarsi di quegli schemi e sovrastrutture mentali, con le quali siamo abituati a vedere ciò che ci sta intorno" ha spiegato Antonella Moschetti, educatrice di Artimedia."Abbiamo raccolto un po' di materiale, e ci è sembrato subito interessante. Abbiamo chiamato critici e storici dell'arte, che si sono affezionati prima di tutto ai nostri ragazzi e poi al nostro servizio. Così è nata questa interessante collaborazione che ha dato vita a questa esposizione a Palazzo delle Paure".


"Questa è solo la prima tappa di un lavoro che continuerà. La fruizione delle opere d'arte da parte dei ragazzi di Artimedia è stata affettiva. Mi hanno comunicato delle cose che nessun altro mi ha comunicato prima. Mi sono commossa. Il loro è un approccio differente, più diretto" ha raccontato Barbara Cattaneo.
I 24 artisti hanno lavorato per 10 mesi a questo progetto, operando su setting costruiti in base alle peculiarità e caratteristiche di ognuno. "È iniziato un vero e proprio dialogo con l'opera. I ragazzi sono in grado di notare particolari o riallacciare queste opere d'arte al loro vissuto, alla vita personale. Cosa che spesso molti di noi, con le costruzioni mentali e l'educazione, non sono in grado di fare. È interessante quindi legare questi due modi di vedere e intendere l'arte" ha spiegato infine Veronica Pagliani, stagista di musei specializzata nel rapporto tra arte e disabilità, che ha accompagnato i ragazzi passo per passo durante il loro percorso artistico.


Terminato l'omaggio agli artisti lecchesi, la visita è proseguita con la reinterpretazione di Adriana dell'opera di Giuseppe Maraniello: "Ho scelto quest'opera perchè mi è piaciuto il formato. Il quadro lungo mi rappresenta perchè tutti mi dicono che sono lunga, ovvero lenta. Io sono lenta perchè faccio le cose con calma, infatti ho impiegato tantissimo tempo. Ero a terra circondata da molti materiali di riciclo, sceglievo i colori e i richiami con gli accessori, poi li abbinavo. Mi sono sentita davvero bene perchè nessuno mi ha fatto fretta, e io continuo ancora".




P.M.




















