Calolzio: tra Giorno del Ricordo e della Memoria, gli studenti ribadiscono l'inutilità delle guerre

La chiave interpretativa dell'iniziativa nel suo complesso sta forse nella premessa, letta al microfono da una alunna in apertura del primo dei due momenti che hanno caratterizzato la mattinata: tutte le guerre sono inutili, sempre.
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E' attorno a tale assunto che le scuole secondarie di primo grado Caterina Cittadini e Manzoni di Calolziocorte hanno improntato "un percorso di riflessione con letture, poesie e canti", in occasione tanto della Giornata della Memoria (del 27 gennaio) tanto del Giorno del Ricordo (10 febbraio), allargando poi lo sguardo ben oltre il dramma della Shoah e delle Foibe proponendo anche scritti di Giuseppe Ungaretti e "Bella Ciao", allungando forse la concatenazione di ricorrenze al 4 novembre e al 25 aprile. 
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Del resto, come sostenuto dall'assessore Tina Balossi - intervenuta in rappresentanza dell'amministrazione comunale che ha supportato la cerimonia organizzata dai due Istituti scolastici - oggigiorno siamo tutti chiamati a "memoria e vigilanza contro ogni razzismo e sopruso". Dobbiamo - in altre parole, utilizzando quelle di un altro giovane studente - "diventare custodi del passato", che deve dunque essere "nostro maestro", per guidarci nelle nostre azioni. 
Le atrocità commesse un tempo, "devono - quindi - essere presenti nelle nostre menti, per scalfire i nostri cuori".
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Il primo dramma ricordato - presso il Parco Martiri delle Foibe al Lavello - è stato appunto l'eccidio di migliaia di italiani assassinati dalle milizie titine sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Presente, come ogni anno in occasione della cerimonia per il 10 febbraio, Jadran Savarin, delegato di Lecco della ANVGD, l'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in rappresentanza dei esuli.
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Lo stesso, con le scolaresche, si è poi spostato al Parco Giovanni e Giuseppe Rosa (di fronte al plesso di Foppenico), partecipando così anche all'omaggio alle vittime dell'Olocausto, sempre a cura dei giovani alunni calolziesi. Tra canzoni e brani strumentali a tema, presso l'area verde dedicata a padre e figlio deportati e poi assassinati a Gusen, è stata proposta una selezione di letture nonché un approfondimento sui Giusti tra le Nazioni e sul vissuto dei bambini del campo di Terezín.

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Non sono mancati rappresentanti dell'ANPI della Val San Martino che, attraverso la distribuzione di volantini, hanno ribadito la loro "netta dissociazione dall'iniziativa", ritenendo la stessa "un tentativo teso ad equiparare due fatti non equiparabili sia sul piano storici che etico". Non invitati, evidentemente, invece i delegati delle Associazioni combattentistiche cittadine, con qualche alpino intervenuto - da spettatore - solo a titolo personale.
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A.M.
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