Lecco: due anni fa l'incidente, ora Samuele pedala per il 'Poli' in una sfida internazionale

Per un imprevisto si sono persi tre, quattrocento metri. E così ci si è dovuti accontentare del secondo posto. Ma era la prova generale. La gara vera si terrà in ottobre. Stiamo parlando della gara di Samuele Maltauro nel Cybathlon, la competizione promossa dal Politecnico federale di Zurigo e che coinvolge altre università in tutto il mondo tra il cui il polo lecchese del Politecnico di Milano. 
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Si tratta di una vera e propria gara sportiva: gli atleti sono persone con varie disabilità che possono camminare o pedalare aiutate dalla tecnologia. Nel caso che coinvolge il Polo lecchese del Politecnico si tratta di elettrodi applicati alle gambe e che forniscono impulsi ai muscoli per poter pedalare in autonomia un’apposita bicicletta.
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Samuele Maltauro
L’atleta, come detto, si chiama Samuele Malaturo, abita a Osnago e ha compiuto i 30 anni lo scorso ottobre.  Nel marzo di due anni fa, è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale a Cernusco. Ha rischiato di morire, è sopravvissuto ma rimanendo paralizzato alle gambe. Ora partecipa al Cybathlon. A coordinare il progetto lecchese è la professoressa Emilia Ambrosi del “wecobot”, il laboratorio interdipartimentale del Politecnico che ha sede proprio a Lecco e si occupa appunto di tecnologia rivolte alla riabilitazione o a consentire le normali attività quotidiane a persone con disabilità. Un fronte sul quale il polo universitario lecchese è impegnato da anni ed è una ricerca che naturalmente vede all’opera anche altre univesità.
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Il “Cybathlon” vuole essere un momento per mettere in comune le scoperte ma anche per stimolare ulteriormente la ricerca e coinvolgere studenti, docenti e i destinatari ultimi di queste tecnologie e cioè le persona con disabilità che ne saranno gli utilizzatori.
La manifestazione prevede una competizione in otto discipline: il camminare con un esoscheletro o con protesi a braccia o gambe, il giocare ai videogame con impulsi dati al cervello, l’utilizzo del bastone intelligente per gli ipovedenti, il pedalare.
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Alla prova generale di ieri – 2 febbraio – ha partecipato una quarantina di team universitari di un po’ tutto il mondo collegati in video con il centro dell’iniziativa collocato appunto a Zurigo. In gara, con la “bicicletta”, quattro team, tra i quali appunto quello lecchese con Simone Maltauro ai pedali. Il giovane osnaghese nel pomeriggio ha affrontato il concorrente brasiliano e non ha vinto per quell’imprevisto all’avvio della gara, il mancato collegamento blue-tooth dei pedali funzionato fino a un attimo prima e andato in tilt al momento dello start ufficiale. In un confronto di otto minuti, anche pochi attimi sono fondamentali. E infatti Maltauro avrebbe concluso percorrendo due chilometri e vincendo, ma per quel “buio” iniziale sono stati registrati solo un chilometro e 700 metri circa. La sfida diretta è andata quindi al brasiliano. Nella classifica generale, contando quindi anche la prova che ha visto protagonisti gli altri due atleti effettuata in mattinata, il team lecchese si è piazzato secondo.

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Quella di ieri era comunque la prova generale, come detto. La gara vera si terrà a ottobre. Per quell’occasione ci si aspetta la partecipazione di circa 150 team universitari. L’esperienza insegna e saranno bandite le distrazioni.
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D.C. 
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