Monte M.: le donne del '900 'in mostra' grazie a Luciana. E ora si progetta...un museo

Come vivevano le donne nella prima parte del Novecento? Quali oggetti scandivano la loro quotidianità, tra famiglia e lavoro? In che modo arredavano le loro case? Sono alcune delle domande a cui è possibile dare una risposta visitando l'originale mostra allestita nella sala civica di Monte Marenzo e inaugurata venerdì 8 marzo - data scelta non a caso - grazie alla sinergia tra il Comune e il Gruppo AIDO locale (che di recente ha visto Cristina Rondalli cedere la carica di presidente dopo due mandati a Fabrizio Losa).
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Un gruppo di alunni in visita alla mostra

A renderla concretamente possibile è stata la signora Luciana Pagnin, originaria di Noventa Padovana ma residente da quasi cinquant'anni nel piccolo paese della Valle San Martino, di cui si è innamorata da giovane con il marito geometra - quando ancora abitavano insieme a Sesto San Giovanni e lavoravano nei dintorni - facendolo diventare la sua nuova casa, "dove vivere e anche morire, per essere sepolta nel cimitero che guarda giù verso il lago".
Già collaboratrice del Museo Etnografico dell'Alta Brianza e ideatrice di altre mostre organizzate in paese - tra cui una, memorabile, tutta dedicata a culle e lettini -, la signora Luciana possiede infatti una collezione decisamente ampia di fotografie, abiti, oggetti e suppellettili d'epoca di ogni tipo, raccolti con pazienza fin dalla gioventù, nella sua famiglia d'origine, e poi arricchiti con ulteriore materiale che ha rinvenuto in mercatini vari o le è stato donato da amici e conoscenti (citati in particolare, con un pensiero di ringraziamento, Nuccia Colombo, Wanda Tocchetti Giaroli, Maria Luisa Severini Brivio, Rosi Castelli, Iside Penci, Francesca Milesi Fumagalli, Carlo Sforzi e Pinuccia, Marina Mazzola, Rina Ghezzi e Talita Kum nelle persone di Gianfranco e Paola).
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"È iniziato tutto con mia nonna Regina, classe 1877, nelle nostre campagne di Noventa Padovana dove lei e il marito erano mezzadri di un conte" ci ha raccontato Luciana Pagnin, che nella giornata di venerdì ha accompagnato più di una classe della Primaria di Monte Marenzo a visitare la sua mostra.
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Luciana Pagnin

"Dal 1949 i miei genitori hanno cominciato a lavorare in un famoso Istituto per sordomuti, quindi io e i miei cinque fratelli eravamo spesso affidati a lei. Era una donna forte, che imponeva regole abbastanza ferree. Ricordo bene tre delle sue frasi più frequenti: "non stare con le mani in mano", "guarda e impara", "conserva bene le cose". Anche grazie a lei, oltre che alle lezioni di teatro a cui ho partecipato fin dai tempi dell'asilo, mi sono quindi abituata a osservare e memorizzare ciò che mi stava intorno. Quando in estate, poi, ci spostavamo dalle mie zie, nelle loro grandi case, rimanevo sempre affascinata dai giocattoli, che per me erano qualcosa di magico, e dai tanti oggetti che notavo qua e là, come per esempio i lampadari a petrolio".
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Una vera e propria passione, quindi, quella di Luciana per il mondo femminile a 360 gradi, che ben traspare dai racconti della sua infanzia e dalla cura con cui ha allestito la mostra in sala civica: tra i tavoli è possibile osservare pentole e attrezzi vari, macchine da cucire, telefoni e ferri per il lavoro a maglia, ma anche capi d'abbigliamento, bambole, cestini, libri, scacchiere e tanti altri oggetti, a raccontare tanto la vita delle donne più agiate che potevano trascorrere il loro tempo tra sport e feste, quanto quella di coloro che invece si dedicavano soprattutto al lavoro e alla famiglia.

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Il sogno di Luciana, che da volontaria al MEAB ha anche curato alcuni laboratori per i più piccoli dando "sfogo" alla sua vocazione per l'insegnamento che non si è mai trasformata in un lavoro a tutti gli effetti, è ora quello di realizzare con la sua collezione una sorta di piccolo museo permanente, magari variando periodicamente il tema principale, per trasmettere i ricordi del passato soprattutto ai più giovani. Un'idea condivisa anche con l'Amministrazione Comunale, che l'ha accolta con interesse e ha già individuato una possibilità per farla diventare realtà.
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Luciana con il sindaco di Monte Marenzo Paola Colombo, Cristina Rondalli dell'AIDO e un paio di visitatori

"Di recente abbiamo affidato, tramite un bando, la co-progettazione di nuovi servizi presso Casa Corazza - dove ha sede il Centro Anziani - a una cooperativa specializzata, che si occuperà anche di eseguire alcuni lavori negli ambienti interni" ha spiegato il sindaco Paola Colombo, che ha visitato personalmente la mostra della concittadina Luciana Pagnin. "Si potrebbe quindi pensare di utilizzare uno degli ampi locali che rimarranno liberi come spazio espositivo, chiaramente secondo un progetto ben definito. Un nodo da sciogliere potrebbe essere quello legato alla conservazione del materiale che magari in un determinato periodo viene messo "in secondo piano", ma certamente ci si può ragionare".montemostradonne__2_.jpg (137 KB)
Intanto, la mostra dal titolo "La vita, i lavori e i ricordi delle donne del Novecento" potrà essere visitata in sala civica anche oggi sabato 9 e domenica 10 marzo dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00, con ingresso libero.
B.P.
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