Autismo: Lecco lancia 'In e aut', progetto per l'inserimento lavorativo

In e aut, dentro e fuori la città, dentro e fuori l’autismo, ma anche in e aut come inclusione e autonomia. Un concetto racchiuso in un logo: un dodecaedro che ricorda un diamante e che include colori dello spettro e simboli compreso un Resegone sullo sfondo.
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E’ il logo del progetto per l’inclusione delle persone affette da autismo avviato lo scorso autunno e che coinvolge l’Azienda sociosanitaria di Lecco, in particolare la Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale Manzoni, il Politecnico e le associazioni imprenditoriali, progetto presentato oggi in vista della Giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo in calendario per il 6 aprile e per il quale è stato predisposto un programma di appuntamenti anche per la nostra città.
Sono intervenuti Manuela Grecchi (prorettrice del Politecnico di Lecco), Ottaviano Martinelli (direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Azienda sanitaria), Grazia Giana (della Neuropsichiatria infantile) e il direttore generale della stessa Asst Marco Trivelli. Hanno inoltre portato il proprio saluto il consigliere provinciale delegato alla formazione professionale Carlo Malugani, la vicesindaco di Lecco Simona Piazza e il direttore di Confcommercio Alberto Riva.
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Il progetto guarda in particolare alla fascia d’età tra i 16 e i 18 anni, vale a dire al periodo in cui termina il corso scolastico e lo sguardo si rivolge quindi all’inserimento nel mondo del lavoro senza il quale il rischio è quello dell’isolamento.
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Grazia Giana
Nei mesi scorsi – come ha spiegato Giana – è stata promossa una serie di incontri con aziende e associazioni imprenditoriali per incentivare stage formativi. Coinvolti anche ristoratori, albergatori, librai, parrucchieri, estetisti.  Con stage già partiti e la promozione di attività pratiche all’interno dei locali. Ulteriori approfondimenti hanno riguardato i rapporti con le scuole e gli insegnanti, con l’avvio di progetti di inclusione al liceo artistico “Medardo Rosso” e al Politecnico. E proprio dalla prorettrice Grecchi è arrivata una sottolineatura delle grandi potenzialità degli autistici con la prospettiva che in futuro possano essere inseriti, non solo nel mondo del lavoro, ma anche in quello universitario, senza trascurare che già da ora le occasioni di incontro costituiscono un momento di crescita anche per gli stessi studenti dell’università lecchese. Da parte sua, il consigliere Malugani ha inoltre annunciato l’avvio di un apposito progetto di formazione professionale rivolta ai sessanta iscritti alle liste di collocamento provinciali dedicate a questa particolare fascia di utenza.  Per garantire la piena autonomia, però, l’attenzione degli autistici non è rivolto solo al lavoro, ma anche al problema dei trasporti e prossimamente si terrà un incontro con Lineelecco.
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Il dg Marco Trivelli
Aprendo l’incontro, il direttore dell’Asst Trivelli, ha ricordato come le diagnosi di autismo siano in aumento, mentre il dottor Martinelli ha ricordato come ora siano seguiti dai servizi sanitari lecchesi 277 minori («Numeri molto alti») e ha parlato del progetto “In e aut” come di un prototipo, di un’iniziativa che potrà essere utilizzata anche per il mondo della disabilità in generale.
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Ottaviano Martinelli

E inclusioni vuole anche anche dire sensibilizzazione. Ed è appunto in questa direzione che va la Giornata sulla consapevolezza dell’autismo che si terrà sabato 6 aprile. Nella mattinata, con inizio alle 9, si terrà un convegno al Politecnico nel corso del quale sarà appunto presentato ufficialmente il progetto “In aut” e si parlerà di “Identificazione e intervento nelle prime fasi di vita” e dell’autismo in età adulta. Nel pomeriggio, alle 17, al cinema Nuovo Aquilino, a ingresso libero, sarà proiettato il film “Molto forte, incredibilmente vicino” diretto da Stephen Daldry e ispirato al libro di Jonathan Safran Foer che racconta la storia di un ragazzo autistico il cui padre è morto nell’attacco alle Torri Genelle.
La proiezione rientra peraltro in un’iniziativa avviata all’interno del ciclo “Leggermente” e che coinvolge gli studenti invitati a leggere il libro, a vedere il film e poi a esprimere i propri commenti.
D.C.
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