Dervio: il campo da beach volley è pericoloso, PL e sindaco lo chiudono. Ma scoppia la polemica
E' polemica a Dervio attorno al campo da beach volley realizzato a ridosso - non solo letteralmente - della chiesetta di Santa Cecilia. L'utilizzo dello spazio, creato da privati su area concessa da Municipio e parrocchia, è stato infatti interdetto su provvedimento del sindaco Stefano Cassinelli, atto che ha lasciato basita la minoranza consiliare, con Davide Mevi che, sui social, ha espresso il suo dispiacere "nel vedere come un'iniziativa partita dal basso, senza il peso di nessun onere sulle casse del Comune venga interrotta sulla base di valutazioni che alla luce dei fatti risultano evidentemente strumentali. Pare chiaro anche il messaggio subliminale indirizzato ai "nostri" ragazzi: volete divertirvi, siete tutti invitati al Ninja Park, prezzi modici e sicurezza garantita".

Non ci sta però il primo cittadino che respinge le accuse, parlando dell'ordinanza di smantellamento come di un atto dovuto a fronte del verbale di diffida della Polizia locale firmato dal comandante a Ferragosto in cui si evidenzia che “il campo è realizzato in sfregio a ogni più elementare prassi e normativa sulla sicurezza degli atleti e della messa in opera, anche se solo temporanea, di un impianto sportivo (spigoli vivi, assenza totale di vie di fuga, muri e cordoli a ridosso del campo senza alcuna protezione), rappresentando un immediato e concreto pericolo per l’incolumità dei frequentatori” e a fronte del fatto che chi ha realizzato il campo non ha ottemperato alle prescrizioni dei ghisa.
Ma riavvolgiamo il nastro. Il 23 luglio scorso un cittadino, nella ricostruzione di Cassinelli, ha chiesto al Comune la possibilità di utilizzare lo spazio attorno alla chiesetta, sollecitando una risposta entro il 25, con l'autorizzazione arrivata così velocemente "visto che gli amministratori hanno riconosciuto il valore sociale dell’iniziativa", volta a offrire una possibilità di svago in più per i giovani del paese, a libera fruizione. Concesso quindi l'utilizzo a titolo gratuito dell'area, con l'assenso anche della parrocchia. "Ma ciò non significa poter realizzare cose pericolose o senza presentare le specifiche richieste autorizzative anche paesaggistiche" specifica però il sindaco, precisando anche che "la Polizia locale è stata investita del problema perché era in corso l’organizzazione di un torneo con somministrazione di bevande alcoliche e cibo, ma anche qui non era stata presentata nessuna richiesta, come prevede la legge per tutti, e questo ha fatto si che avvenisse il sopralluogo al campo dove sono emerse tutte le irregolarità e soprattutto i pericoli per l'incolumità dei ragazzi che sono stati inseriti nella diffida della Polizia che è stata notificata al cittadino che aveva fatto richiesta ed altri il giorno 15 agosto. Nel verbale la Polizia locale scrive che “immediatamente” l’uso del campo deve essere interdetto. Bastava che chi lo ha realizzato togliesse la rete e mettesse due nastri. Invece sono passati 10 giorni e non hanno ottemperato all’ordine della Polizia locale. Il giorno 24 agosto, visto che la diffida della PL non era stata rispettata, il sindaco ha dovuto in base alla legge, fare l'ordinanza di interdizione all’uso del campo. Infatti la Polizia locale dopo 10 giorni dalla notifica ha verbalizzato che “nonostante la diffida, il pericolo accertato per l’incolumità pubblica è ancora in essere””.
Chiara dunque la posizione del sindaco. "Ora si può parteggiare per la compagine politica che si preferisce ma quando un organo di Polizia emette un verbale e le persone che hanno realizzato il campo non rispettano quanto ordinato per 10 giorni l’Amministrazione pubblica non può far finta di nulla. Sorprende che una parte politica come il gruppo di minoranza che dedica gran parte del suo tempo a chiedere il rispetto delle regole in questa occasione abbia deciso che le regole non devono essere applicate".

Non ci sta però il primo cittadino che respinge le accuse, parlando dell'ordinanza di smantellamento come di un atto dovuto a fronte del verbale di diffida della Polizia locale firmato dal comandante a Ferragosto in cui si evidenzia che “il campo è realizzato in sfregio a ogni più elementare prassi e normativa sulla sicurezza degli atleti e della messa in opera, anche se solo temporanea, di un impianto sportivo (spigoli vivi, assenza totale di vie di fuga, muri e cordoli a ridosso del campo senza alcuna protezione), rappresentando un immediato e concreto pericolo per l’incolumità dei frequentatori” e a fronte del fatto che chi ha realizzato il campo non ha ottemperato alle prescrizioni dei ghisa.
Ma riavvolgiamo il nastro. Il 23 luglio scorso un cittadino, nella ricostruzione di Cassinelli, ha chiesto al Comune la possibilità di utilizzare lo spazio attorno alla chiesetta, sollecitando una risposta entro il 25, con l'autorizzazione arrivata così velocemente "visto che gli amministratori hanno riconosciuto il valore sociale dell’iniziativa", volta a offrire una possibilità di svago in più per i giovani del paese, a libera fruizione. Concesso quindi l'utilizzo a titolo gratuito dell'area, con l'assenso anche della parrocchia. "Ma ciò non significa poter realizzare cose pericolose o senza presentare le specifiche richieste autorizzative anche paesaggistiche" specifica però il sindaco, precisando anche che "la Polizia locale è stata investita del problema perché era in corso l’organizzazione di un torneo con somministrazione di bevande alcoliche e cibo, ma anche qui non era stata presentata nessuna richiesta, come prevede la legge per tutti, e questo ha fatto si che avvenisse il sopralluogo al campo dove sono emerse tutte le irregolarità e soprattutto i pericoli per l'incolumità dei ragazzi che sono stati inseriti nella diffida della Polizia che è stata notificata al cittadino che aveva fatto richiesta ed altri il giorno 15 agosto. Nel verbale la Polizia locale scrive che “immediatamente” l’uso del campo deve essere interdetto. Bastava che chi lo ha realizzato togliesse la rete e mettesse due nastri. Invece sono passati 10 giorni e non hanno ottemperato all’ordine della Polizia locale. Il giorno 24 agosto, visto che la diffida della PL non era stata rispettata, il sindaco ha dovuto in base alla legge, fare l'ordinanza di interdizione all’uso del campo. Infatti la Polizia locale dopo 10 giorni dalla notifica ha verbalizzato che “nonostante la diffida, il pericolo accertato per l’incolumità pubblica è ancora in essere””.
Chiara dunque la posizione del sindaco. "Ora si può parteggiare per la compagine politica che si preferisce ma quando un organo di Polizia emette un verbale e le persone che hanno realizzato il campo non rispettano quanto ordinato per 10 giorni l’Amministrazione pubblica non può far finta di nulla. Sorprende che una parte politica come il gruppo di minoranza che dedica gran parte del suo tempo a chiedere il rispetto delle regole in questa occasione abbia deciso che le regole non devono essere applicate".
