Lecco: dopo 126 anni le suore di Maria Bambina lasciano gli IRAM. Arriva don Giuliano

Sarà una domenica speciale quella che attende gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco il prossimo 7 settembre. In occasione della Santa Messa delle 10,30 alla Chiesa di Santa Caterina, concelebrata dal Vicario Episcopale Monsignor Gianni Cesena, sarà infatti accolto il nuovo cappellano degli IRAM, Don Giuliano Milani.
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Don Giuliano Milani
Lecchese, nato nel rione di Acquate nel 1941, Don Giuliano Milani è stato ordinato sacerdote nel giugno 1966. La sua vita pastorale è stata innanzitutto all’insegna della formazione dei più giovani, prima al collegio arcivescovile De Amicis di Cantù e quindi al collegio arcivescovile De Filippi di Varese. Divenuto Parroco della frazione di Capolago e poi di Avigno a Varese, da 15 anni è Vicario Parrocchiale a Induno Olona con incarichi pastorali al locale Centro Polivalente Anziani.
Ma la celebrazione della Santa Messa di domenica 7 settembre sarà anche l’occasione per salutare una storica presenza presso gli Istituti: quella delle suore della Carità delle Sante B. Capitanio e V. Gerosa, più comunemente conosciute come suore “di Maria Bambina”, che dal 1899 ininterrottamente hanno prestato il loro servizio a favore degli ospiti degli istituti, garantendo assistenza infermieristica a fianco del personale laico e accompagnando il loro servizio con i tratti tipici del carisma della loro Congregazione.
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Le suore di Maria Bambina

La storia di questa Congregazione si è dunque intrecciata per oltre 125 anni con quella degli Istituti, sin da quando l’allora parroco di Acquate, don Giovanni Nava, decideva di assumerle in servizio presso quello che era il Ricovero Airoldi. Con la fusione tra la Società Antonio Muzzi di Lecco e il Ricovero Airoldi di Acquate nel 1926 e la nascita del Ricovero dei vecchi poveri di Lecco e territorio Airoldi-Muzzi, cui si aggregò nel 1928 il Legato Calloni, gli Istituti furono trasferiti nell’attuale sede, il grande complesso di edifici un tempo occupato dalle filande Muller, ed anche le Suore poterono trasferirvi l’abitazione. La loro amorevole presenza è ricordata da moltissime testimonianze; e non è un caso che nel grande affresco de “La processione” di Ennio Morlotti collocata nella Chiesa di Santa Caterina, tra i molti personaggi ritratti compaiano anche tre gruppi di monache di cui le prime sono proprio le suore di Maria Bambina, e tra loro Suor Berenice Biancotti che, dal 1936 al 1986, svolse la funzione di sacrestana.

Negli anni e per l’avanzare dell’età delle religiose presenti, sono venuti meno i compiti di assistenza infermieristica diretta agli ospiti, ma le suore hanno continuato ad essere presenti in tutte le Residenze, garantendo assistenza religiosa e spirituale, coltivando in modo particolare la carità del servizio apostolico, nelle relazioni con gli ospiti, con i familiari e con il personale di cura. La loro presenza è molto preziosa e apprezzata da tutti: nonostante abbiamo tutte superato gli 80 anni, le religiose sino ad oggi residenti presso gli  Istituti continuano a svolgere il loro servizio con dedizione, abnegazione e delicatezza. Il 1° luglio scorso, la Superiora Provinciale della Congregazione ha comunicato la conclusione della convenzione in atto per “l’impossibilità a garantire il servizio attualmente svolto dalla comunità religiosa presente negli Istituti”. Per questo motivo Suor Assunta, suor Giuliana, suor Maria Luisa e suor Rosaria dal 10 settembre si riuniranno alla loro Comunità di Olate, permettendo così di mantenere ancora viva la presenza delle “Suore di Maria Bambina” e del loro carisma nella città di Lecco.
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