PAROLE CHE PARLANO/257

Matrimonio

La parola matrimonio è certamente un termine cardine delle nostre istituzioni sociali e del diritto, tuttavia la sua etimologia rivela una forse inaspettata prospettiva storica sul ruolo della donna all'interno dell'unione coniugale.
Il termine deriva infatti dal latino mātrimōnium, composto da due elementi principali: māter, che significa "madre" e mōnium, suffisso neutro che, quando legato a una radice, indica condizione, funzione, ufficio o dovere (come in patrimōnium). Quindi, il significato letterale e originario di matrimonio è "condizione della madre" o "ufficio del diventare madre". Il matrimonio, in questa visione latina, era l'istituzione legale e sociale che mirava a rendere legittima la maternità, proteggendo la donna nel suo ruolo di generatrice e assicurando al padre un erede legittimo. Stranamente, il padre non è menzionato se non nel termine patrimonio (dal latino pater, padre) che indica l'eredità, cioè i beni materiali che vengono trasmessi di padre in figlio.
Questa coppia di termini riflette la struttura patriarcale della società romana e di quelle successive:
la donna era definita dalla sua funzione riproduttiva e di cura (matrimonium); l'uomo invece era definito dal suo potere economico e di proprietà (patrimonium).
Oggi, l’uso di entrambi i termini si è evoluto: "matrimonio" denota un’unione legale paritaria, e "patrimonio" si riferisce all’insieme dei beni di entrambi i coniugi. Tuttavia, l’analisi etimologica rimane un potente promemoria storico di come il linguaggio abbia cristallizzato - e talvolta perpetuato - i ruoli di genere predefiniti dalla legge e dalla consuetudine.
Il male, però, non si annida nelle parole, soprattutto se hanno una lontana radice storica, ma nella mente di chi ancora crede in una superiorità di un genere sull’altro. Se un tempo il matrimonium era un dovere riproduttivo per le donne, oggi il matrimonio dovrebbe essere una scelta d’amore e parità. Eppure, in alcune culture, l’idea della donna come "madre" prima che come individuo persiste, dimostrando quanto le radici storiche possano essere tenaci e insidiose.
Rubrica a cura di Dino Ticli
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