Lecco e il triste primato del traffico a qualsiasi ora. Intervenire è necessario
In questi giorni sui social imperversa un’immagine tanto ironica quanto eloquente: “In Russia puoi guidare 149 ore consecutive senza uscire mai dalla Russia… Come a Lecco!”. Una situazione surreale che sta mettendo in ginocchio un’intera città, rendendo impossibili gli spostamenti quasi a qualsiasi ora, persino a metà mattina del sabato.
La cosa drammatica è che non abbiamo ancora raggiunto il peggio, e chi pensava di aver toccato l’Armaghedon viabilistico forse non ha realizzato che dal 1° dicembre, e per le successive 16 settimane, inizieranno i lavori di Viale Costituzione, a ridosso di via Leonardo da Vinci e del Ponte Kennedy, una delle poche uscite dalla città. Il tutto con un tempismo incredibile, che sembra quasi voler creare la tempesta perfetta sotto Natale.
Ancora più difficile è capire come sia possibile tenere il Ponte Vecchio completamente chiuso in una Lecco che necessita di essere svuotata dalle macchine, mentre la città collassa tutto intorno e l’Azzone Visconti viene attraversato al massimo da una ventina di pedoni e ciclisti all’ora, come se nulla stesse succedendo e il contesto fosse ancora quello delle sue origini: il Medioevo…
Alcuni negozianti stanno subendo ingenti danni per la difficoltà dei clienti nel raggiungerli e per le consegne. Ancora più grave sarebbe una ripercussione sul periodo delle feste, durante il quale il commercio lecchese concentra gran parte della propria attività. Per ognuno di noi raggiungere appuntamenti, luoghi o eventi sta diventando un’impresa.
Come avevamo già sottolineato, ormai la città “a 30 all’ora” è un miraggio: oggi somiglia più a una città “in 30 ore”. È, peraltro, la dimostrazione di quanto sia necessario pensare al quarto ponte in uscita e aumentare gli interventi per alleggerire e svuotare Lecco. La gestione inaccettabile del Ponte Vecchio (per dirne una) sta invece complicando la situazione, così come le tempistiche dei cantieri, che si sommano tra loro in un vortice di traffico tanto più sotto Natale che normalmente è già estremamente critico.
I cittadini lecchesi sono ostaggi della propria città, bloccati ore e ore in macchina, una situazione paradossale e inaccettabile che chiede semplicemente di essere risolta con un minimo di realismo fino ad oggi schiacciato dalla priorità di disegnare bike lane e parlare di mobilità dolce in una città immobile.
La cosa drammatica è che non abbiamo ancora raggiunto il peggio, e chi pensava di aver toccato l’Armaghedon viabilistico forse non ha realizzato che dal 1° dicembre, e per le successive 16 settimane, inizieranno i lavori di Viale Costituzione, a ridosso di via Leonardo da Vinci e del Ponte Kennedy, una delle poche uscite dalla città. Il tutto con un tempismo incredibile, che sembra quasi voler creare la tempesta perfetta sotto Natale.
Ancora più difficile è capire come sia possibile tenere il Ponte Vecchio completamente chiuso in una Lecco che necessita di essere svuotata dalle macchine, mentre la città collassa tutto intorno e l’Azzone Visconti viene attraversato al massimo da una ventina di pedoni e ciclisti all’ora, come se nulla stesse succedendo e il contesto fosse ancora quello delle sue origini: il Medioevo…
Alcuni negozianti stanno subendo ingenti danni per la difficoltà dei clienti nel raggiungerli e per le consegne. Ancora più grave sarebbe una ripercussione sul periodo delle feste, durante il quale il commercio lecchese concentra gran parte della propria attività. Per ognuno di noi raggiungere appuntamenti, luoghi o eventi sta diventando un’impresa.
Come avevamo già sottolineato, ormai la città “a 30 all’ora” è un miraggio: oggi somiglia più a una città “in 30 ore”. È, peraltro, la dimostrazione di quanto sia necessario pensare al quarto ponte in uscita e aumentare gli interventi per alleggerire e svuotare Lecco. La gestione inaccettabile del Ponte Vecchio (per dirne una) sta invece complicando la situazione, così come le tempistiche dei cantieri, che si sommano tra loro in un vortice di traffico tanto più sotto Natale che normalmente è già estremamente critico.
I cittadini lecchesi sono ostaggi della propria città, bloccati ore e ore in macchina, una situazione paradossale e inaccettabile che chiede semplicemente di essere risolta con un minimo di realismo fino ad oggi schiacciato dalla priorità di disegnare bike lane e parlare di mobilità dolce in una città immobile.
Filippo Boscagli, Candidato Sindaco Fratelli d'Italia














