Casargo: nel ricordo di Beri realizzata la ''sua'' capanna

I ricordi dell'infanzia tornano vivi durante il periodo natalizio, quando i bambini, guidati dalle insegnanti, scrivono la letterina a Babbo Natale, preparano un piccolo dono da portare a casa e, nelle scuole cattoliche, si dedicano anche alla recita della natività. Tutto ruota attorno alla capanna dove è nato Gesù Bambino. Ognuno ha un ruolo: chi fa il pastorello, chi Giuseppe, la Madonna, l’angioletto o la stella cometa. Settimane di prove per prepararsi al giorno della recita, che inizia con la messa dedicata ai piccoli e prosegue sul sagrato della chiesa, dove ogni bambino occupa il proprio posto.
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Per anni, a Casargo, la capanna di Betlemme è stata costruita dall’alpino Marco Beri, scomparso nel 2023. Era un uomo molto conosciuto, non solo nel paese dell’Alta Valsassina, ma anche nel Lecchese. Le penne nere lo ricordano per i suoi celebri ''cravattini'' in legno, intagliati a mano, che ancora oggi molti indossano nelle occasioni più importanti legate al mondo alpino. Per il secondo anno consecutivo, dopo la sua scomparsa, i giovani del gruppo Ragazzi del Falò hanno deciso di portare avanti la tradizione costruendo la capanna della natività, che verrà poi utilizzata dai vari gruppi dei presepi per gli allestimenti natalizi.

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Quest’anno, però, sulla parete della capanna è stata apposta anche una targa in memoria di Marco Beri, ideatore di questa tradizione.
Con questo gesto, i ragazzi – tra i 15 e i 25 anni – hanno voluto ricordare gli anni dell’infanzia, quando frequentavano l’asilo e, grazie all’alpino Beri, potevano vivere da protagonisti la magia del presepe.
M.A.
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