Croce di San Nicolò e Leccosoccorso: 14.671 servizi nel 2025. Nuova sfida nell'anno appena iniziato

14.671 servizi erogati, di cui la metà circa (7.310) solo per garantire l'accesso alla dialisi ai pazienti in trattamento. 3.009, invece, a sirene spiegate e dunque in regime di emergenza-urgenza, il così detto 118 ricorrendo al vecchio numero di attivazione, ormai soppiantato dal 112, con 8 situazioni in cui si è reso necessario anche l'utilizzo dal DAE. Sono questi i dati più macroscopici dell'attività 2025 della Croce di San Nicolò e della cooperativa Leccosoccorso. 8 le ambulanze messe su strada oltre a due Fiat Doblo per un totale di 352.407 chilometri percorsi, 24 di media al giorno. Anche per assicurare trasferimenti di degenti (2.144) e il rientro a casa di ricoverati, al momento delle dimissioni, in 1.509 occasioni (oltre a 39 viaggi inversi e dunque di attivazioni in caso di entrata, programmata, in ospedale). Garantita poi la presenza degli operatori a 91 gare. 
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Tutto ciò è stato reso possibile grazie ai 16 dipendenti (6 della Croce e 10 della Cooperativa) e ai 53 volontari che giornalmente sulle 24 ore ruotano nei turni. Legata a quest'ultimi, come sempre, la "nota dolente": "sono sempre meno e quelli che ci sono invecchiano" riferisce la rappresentante legale Maria Pia Livoni. "Gli standard richiesti, i corsi selettivi periodici non aiutano al reclutamento e penso che, alla fine, chi pagherà tutto questo saranno certamente le fasce più deboli. Oltretutto - aggiunge guardando al 2026 appena iniziato - una nuova sfida è dovuta dalla convenzione con AREU che prevede che si passi dal primo gennaio da una copertura h.12 a una h.24. Questo comporterà un ulteriore carico di lavoro". La speranza, di "bilancio in bilancio", è sempre la stessa: riuscire ad allargare le fila, accogliendo nuovo volenterosi.
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