Il candidato sindaco di centrodestra: ordalia a Lecco
A pochi mesi dalle elezioni comunali di Lecco il Centrodestra non ha ancora deciso chi sarà il suo candidato sindaco: Fratelli d’Italia vuole il ciellino Filippo Boscagli e la Lega il proprio Carlo Piazza.
Nessuno dei due brilla di luce propria. Nessuno dei due ha una marcia in più rispetto all’altro. Rincorrersi sui giornali in difesa del Ponte Vecchio non cambierà le loro sorti. Di certo aiuterebbe di più mostrare la visione di una Lecco del futuro, ma le visioni bisogna avere la capacità di averle.
Visto lo status quo, mi si permetta di indicare al Centrodestra cittadino una soluzione antica: l’ordalia.
L’ordalia, una forma giuridica nota come “giudizio di Dio”, fu introdotta dai popoli germanici. Era una prova pubblica per determinare l’innocenza o la colpevolezza. Un esempio di ordalia era l’ordalia dell’acqua: l’accusato veniva legato e gettato in un corso d’acqua; se affondava (e veniva tratto in salvo), era innocente; se galleggiava, era considerato colpevole, perché l’acqua lo respingeva.
L’esempio esposto calza al caso nostro, dato che Lecco si affaccia sul lago. Chi dei due, Boscagli o Piazza, affonda sarà l’indiscusso candidato sindaco e dovrà poi sfidare il temibile avversario Mauro Gattinoni.
Risolto in tal modo lo spinoso problema della candidatura, passiamo alla segreteria provinciale di Fratelli d’Italia.
Costruita a immagine e somiglianza di Giacomo Zamperini, ha come segretario Alessandro Negri, famoso per aver perso a Oggiono per otto voti, consigliere provinciale e probabile candidato alle prossime elezioni regionali, e come suo vice tale Matteo Rosa. Fa parte del direttivo provinciale anche la corrente di Fabio Mastroberardino, che pare finito nell’oblio. Sede a Oggiono, quella degli gnomi da giardino.
Come può un partito del 30% non riuscire ad imporre agli alleati, Lega e Forza Italia, il proprio uomo? L’unica risposta logica è che la classe dirigente locale non è all’altezza. E allora la si cambi per il bene del partito e del territorio.
Nessuno dei due brilla di luce propria. Nessuno dei due ha una marcia in più rispetto all’altro. Rincorrersi sui giornali in difesa del Ponte Vecchio non cambierà le loro sorti. Di certo aiuterebbe di più mostrare la visione di una Lecco del futuro, ma le visioni bisogna avere la capacità di averle.
Visto lo status quo, mi si permetta di indicare al Centrodestra cittadino una soluzione antica: l’ordalia.
L’ordalia, una forma giuridica nota come “giudizio di Dio”, fu introdotta dai popoli germanici. Era una prova pubblica per determinare l’innocenza o la colpevolezza. Un esempio di ordalia era l’ordalia dell’acqua: l’accusato veniva legato e gettato in un corso d’acqua; se affondava (e veniva tratto in salvo), era innocente; se galleggiava, era considerato colpevole, perché l’acqua lo respingeva.
L’esempio esposto calza al caso nostro, dato che Lecco si affaccia sul lago. Chi dei due, Boscagli o Piazza, affonda sarà l’indiscusso candidato sindaco e dovrà poi sfidare il temibile avversario Mauro Gattinoni.
Risolto in tal modo lo spinoso problema della candidatura, passiamo alla segreteria provinciale di Fratelli d’Italia.
Costruita a immagine e somiglianza di Giacomo Zamperini, ha come segretario Alessandro Negri, famoso per aver perso a Oggiono per otto voti, consigliere provinciale e probabile candidato alle prossime elezioni regionali, e come suo vice tale Matteo Rosa. Fa parte del direttivo provinciale anche la corrente di Fabio Mastroberardino, che pare finito nell’oblio. Sede a Oggiono, quella degli gnomi da giardino.
Come può un partito del 30% non riuscire ad imporre agli alleati, Lega e Forza Italia, il proprio uomo? L’unica risposta logica è che la classe dirigente locale non è all’altezza. E allora la si cambi per il bene del partito e del territorio.
Patrizia Ernani Locatelli





















