Lecco: lite tra detenuti in carcere approda in tribunale

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Primo processo a Lecco per il giudice Gian Maria Marletti, che oggi ha assunto ufficialmente il ruolo alla sezione penale del Tribunale cittadino.
Il fasciolo arrivato alla sua attenzione è ambientato tra le mura della casa circondariale di Pescarenico. Riguarda un episodio di lesioni personali risalente al 27 novembre 2023, quando due detenuti sono venuti alle mani in un’area comune del carcere di Lecco, per motivi e con modalità ancora tutte da chiarire. Secondo l'impianto accusatorio,  un alterco sarebbe degenerato rapidamente in uno scontro fisico, in cui l'odierno imputato avrebbe scagliato una caffettiera sulla testa della persona offesa, procurandogli ferite all'altezza dell'orecchio e al cuoio capelluto. Per separare i due e ristabilire l'ordine si sarebbe reso necessario l'intervento del personale di polizia penitenziaria e di altri detenuti.
Nel corso dell’udienza odierna sono stati ascoltati diversi testimoni, chiamati a ricostruire la dinamica dei fatti. Davanti al giudice hanno deposto alcuni sorveglianti accorsi subito dopo la lite, la dirigente della casa circondariale di Lecco e un altro detenuto, che per primo avrebbe prestato soccorso al ferito, per poi accompagnarlo in infermeria.
“Non ho visto bene quello che è successo perché in quel momento ero di spalle” ha raccontato quest'ultimo. “Li ho sentiti litigare, ma la prima cosa che ho visto è stato B.Y. con la testa insanguinata”. Secondo il testimone i due avrebbero avuto un diverbio anche il giorno prima, come confermato dalla dirigente dell'istituto penitenziario. “Erano due personaggi particolari e so che già il giorno precedente avevano discusso, anche se sembrava si fossero chiariti” ha dichiarato. “Mi ricordo che è stato abbastanza traumatico: essendo un istituto piccolo non succedono spesso queste cose”. 
L’udienza si è conclusa con il rinvio del procedimento al mese prossimo per la prosecuzione dell’istruttoria, con la deposizione della persona offesa e l'esame dell'imputato, difeso in aula dall'avvocato del foro di Lecco Tania De Fazio.
F.F.
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