Area industriale di Rivabella: il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Lecco
Il Consiglio di Stato, con sentenza pubblicata in data odierna, ha respinto l’appello proposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, confermando integralmente la sentenza del TAR Lazio favorevole alla posizione dell’Amministrazione comunale, sentenza che annullava il Decreto del 28.12.2022 con cui il MEF aveva disposto "la riduzione delle risorse finanziarie a qualsiasi titolo spettanti a taluni Comuni della Provincia di Lecco", tra cui il capoluogo.
Si chiude così la vicenda "dell’area MAB" relativa ad una porzione di terreno situata a Rivabella, un fazzoletto - su cui insiste parte dell’omonima azienda - che è stato di proprietà demaniale fino al 2015, quando la giunta Brivio decise di “rilevarlo” e venderlo all'impresa. Un’operazione che sembrava lineare e di buon senso fino al febbraio 2023 quando si è fatto vivo il Ministero dell’economia e delle finanze e ha preteso un arretrato di 1,2 milioni di euro e un versamento di 171.606,74 euro all’anno “a vita”, in virtù della concessione che prima riscuoteva dall’azienda.
A quel punto l’amministrazione comunale, sotto la guida dell’assessore Giuseppe Rusconi, ha promosso il 22 giugno 2023 un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il decreto del MEF. Sono serviti quasi due anni ma con la sentenza del 3 marzo scorso il Tar Lazio Roma ha accolto il ricorso del Comune di Lecco e, di conseguenza, annullato - nella parte che riguarda il capoluogo - il Decreto del 28 dicembre 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 febbraio 2023 con il quale il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha disposto la “Riduzione delle risorse finanziarie a qualsiasi titolo spettanti a taluni Comuni della Provincia di Lecco a seguito del trasferimento in proprietà, a titolo gratuito, di beni immobili statali nell’anno 2015”.
Ora il Consiglio di Stato ha ritenuto infondate le censure sollevate dal Ministero avverso la sentenza del TAR e ha, pertanto, confermato che la riduzione delle entrate erariali, pari a 171.606,74 euro annui, può operare esclusivamente per il periodo intercorrente tra la data di trasferimento del bene al Comune e quella della sua successiva alienazione (sei mesi), non potendosi configurare un prelievo permanente e indefinito a carico dell’Ente, una volta che il bene sia stato venduto e sia stata regolarmente versata allo Stato la quota del 25% prevista dalla legge.
“Con la sentenza odierna, il Consiglio di Stato ha ribadito la correttezza dell’operato dell’Amministrazione comunale di Lecco e ha respinto integralmente l’appello del Ministero dell’Economia e delle Finanze, disponendo altresì la compensazione delle spese di giudizio tra le parti, in considerazione della difficoltà e novità delle questioni trattate. Si chiude così con soddisfazione un tema di grandissima delicatezza: abbiamo difeso le ragioni del Comune fino al massimo grado di giudizio a garanzia delle risorse dei cittadini lecchesi. Un ringraziamento alla nostra Avvocatura che ha affrontato un tema di una complessità senza precedenti a beneficio dei lecchesi”, afferma il Sindaco di Lecco Mauro Gattinoni.
Si chiude così la vicenda "dell’area MAB" relativa ad una porzione di terreno situata a Rivabella, un fazzoletto - su cui insiste parte dell’omonima azienda - che è stato di proprietà demaniale fino al 2015, quando la giunta Brivio decise di “rilevarlo” e venderlo all'impresa. Un’operazione che sembrava lineare e di buon senso fino al febbraio 2023 quando si è fatto vivo il Ministero dell’economia e delle finanze e ha preteso un arretrato di 1,2 milioni di euro e un versamento di 171.606,74 euro all’anno “a vita”, in virtù della concessione che prima riscuoteva dall’azienda.
A quel punto l’amministrazione comunale, sotto la guida dell’assessore Giuseppe Rusconi, ha promosso il 22 giugno 2023 un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il decreto del MEF. Sono serviti quasi due anni ma con la sentenza del 3 marzo scorso il Tar Lazio Roma ha accolto il ricorso del Comune di Lecco e, di conseguenza, annullato - nella parte che riguarda il capoluogo - il Decreto del 28 dicembre 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 febbraio 2023 con il quale il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha disposto la “Riduzione delle risorse finanziarie a qualsiasi titolo spettanti a taluni Comuni della Provincia di Lecco a seguito del trasferimento in proprietà, a titolo gratuito, di beni immobili statali nell’anno 2015”.
Ora il Consiglio di Stato ha ritenuto infondate le censure sollevate dal Ministero avverso la sentenza del TAR e ha, pertanto, confermato che la riduzione delle entrate erariali, pari a 171.606,74 euro annui, può operare esclusivamente per il periodo intercorrente tra la data di trasferimento del bene al Comune e quella della sua successiva alienazione (sei mesi), non potendosi configurare un prelievo permanente e indefinito a carico dell’Ente, una volta che il bene sia stato venduto e sia stata regolarmente versata allo Stato la quota del 25% prevista dalla legge.
“Con la sentenza odierna, il Consiglio di Stato ha ribadito la correttezza dell’operato dell’Amministrazione comunale di Lecco e ha respinto integralmente l’appello del Ministero dell’Economia e delle Finanze, disponendo altresì la compensazione delle spese di giudizio tra le parti, in considerazione della difficoltà e novità delle questioni trattate. Si chiude così con soddisfazione un tema di grandissima delicatezza: abbiamo difeso le ragioni del Comune fino al massimo grado di giudizio a garanzia delle risorse dei cittadini lecchesi. Un ringraziamento alla nostra Avvocatura che ha affrontato un tema di una complessità senza precedenti a beneficio dei lecchesi”, afferma il Sindaco di Lecco Mauro Gattinoni.





















