Vicenda Mab: non c'è stato bisogno del Tribunale di Lourdes, bastava inseguire la verità
Con la sentenza del Consiglio di Stato si mette una pietra tombale su una questione dai contorni eclatanti quanto assurdi: stiamo parlando della vendita da parte del Comune di Lecco nel 2015 alla Mab di Rivabella dell'area acquisita dal Demanio.
Eclatanti perché il Ministero dell'Economia smentiva se stesso e le direttrici insite nel Federalismo demaniale ; assurde perché la Giunta Gattinoni anziché difendere da subito, in maniera convinta, l'operato della precedente amministrazione si è attivata a denigrare l'istruttoria portata avanti, come si è appurato, in maniera diligente (lasciando decorrere i termini del ricorso al Tar e convincendosi a poche ore dall'ultima scadenza a fare ricorso straordinario al capo dello stato).
Il segretario del PD cittadino di allora Alfredo Marelli mi ha rivolto direttamente pesanti accuse chiedendomi addirittura le dimissioni, l'assessore all'urbanistica Giuseppe Rusconi che non dava alcuna speranza sull'esito legale sosteneva che era meglio affidarsi al Tribunale di Lourdes facendo pesanti apprezzamenti infondati , l'assessore al Bilancio Pietrobelli che aveva asserito di aver letto minuziosamente gli atti dell'erario riscontrava l'impossibilità di successo di una eventuale iniziativa legale, i consiglieri e capigruppo di maggioranza che irridevano l'insipienza e la superficialità con la quale, secondo loro, si era affrontata la vendita alla Mab di Rivabella da parte della precedente amministrazione a seguito di asta pubblica.
Calunnie pesanti, denigrazioni irriverenti, sfottó sarcastici tendenti a ridicolizzare il mio operato al solo fine di colpire violentemente un consigliere di minoranza , considerato scomodo, nella sua veste istituzionale di ex Assessore del quinquennio 2015-2020.
Ho combattuto, talvolta da solo, contro queste ignobili accuse, ma ora chiederò l'ausilio ai miei legali per verificare se ci sono le condizioni per avviare una vertenza legale sul fronte della diffamazione politica e istituzionale, ma soprattutto dell'onorabilità politica e personale.
Ora dopo le sentenze del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato si è di fatto messa la parola fine su tutte le strumentalizzazioni finalizzate a denigrare e offendere l'operato dell'amministrazione guidata da Virginio Brivio su questa vicenda e,purtroppo, non solo.
Ringrazio ancora coloro che hanno lavorato all'epoca con me, il segretario comunale, i dirigenti e i funzionari del patrimonio, i consiglieri comunali che hanno condiviso la delibera e che non si sono dati alla macchia, rimangiandosi la parola data, come alcuni codardamente hanno ritenuto di dover fare, l'attuale ufficio legale del Comune per il competente supporto all'istruzione della pratica di ricorso .
La sentenza del Consiglio di Stato non aggiunge nulla alla sentenza del Tar del Lazio e sono gli stessi giudizi, le stesse considerazioni che io stesso avevo prodotto in tutte le sedi deputate del consiglio comunale e delle commissioni.
Basterebbero delle scuse sincere ( che non arriveranno ) alle inopinate e arroganti calunnie e denigrazioni che ho e abbiamo dovuto subire per mesi con illazioni fuorvianti e indegne per chi ritiene di voler rappresentare l'istituzione cittadina che sfociavano, come si è visto, in un vulnus, per questo basterebbe rivedere le registrazioni delle sedute per rendersene conto.
In ogni caso, sia chiaro, non dovessero arrivare scuse sul piano politico e personale ci riterremo autorizzati, come detto, a verificare tutte le possibilità di adire alla tutela, in ogni sede, della nostra onorabilità.
Resta inteso che informeremo la pubblica opinione delle decisioni che riterremo di assumere.
Eclatanti perché il Ministero dell'Economia smentiva se stesso e le direttrici insite nel Federalismo demaniale ; assurde perché la Giunta Gattinoni anziché difendere da subito, in maniera convinta, l'operato della precedente amministrazione si è attivata a denigrare l'istruttoria portata avanti, come si è appurato, in maniera diligente (lasciando decorrere i termini del ricorso al Tar e convincendosi a poche ore dall'ultima scadenza a fare ricorso straordinario al capo dello stato).
Il segretario del PD cittadino di allora Alfredo Marelli mi ha rivolto direttamente pesanti accuse chiedendomi addirittura le dimissioni, l'assessore all'urbanistica Giuseppe Rusconi che non dava alcuna speranza sull'esito legale sosteneva che era meglio affidarsi al Tribunale di Lourdes facendo pesanti apprezzamenti infondati , l'assessore al Bilancio Pietrobelli che aveva asserito di aver letto minuziosamente gli atti dell'erario riscontrava l'impossibilità di successo di una eventuale iniziativa legale, i consiglieri e capigruppo di maggioranza che irridevano l'insipienza e la superficialità con la quale, secondo loro, si era affrontata la vendita alla Mab di Rivabella da parte della precedente amministrazione a seguito di asta pubblica.
Calunnie pesanti, denigrazioni irriverenti, sfottó sarcastici tendenti a ridicolizzare il mio operato al solo fine di colpire violentemente un consigliere di minoranza , considerato scomodo, nella sua veste istituzionale di ex Assessore del quinquennio 2015-2020.
Ho combattuto, talvolta da solo, contro queste ignobili accuse, ma ora chiederò l'ausilio ai miei legali per verificare se ci sono le condizioni per avviare una vertenza legale sul fronte della diffamazione politica e istituzionale, ma soprattutto dell'onorabilità politica e personale.
Ora dopo le sentenze del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato si è di fatto messa la parola fine su tutte le strumentalizzazioni finalizzate a denigrare e offendere l'operato dell'amministrazione guidata da Virginio Brivio su questa vicenda e,purtroppo, non solo.
Ringrazio ancora coloro che hanno lavorato all'epoca con me, il segretario comunale, i dirigenti e i funzionari del patrimonio, i consiglieri comunali che hanno condiviso la delibera e che non si sono dati alla macchia, rimangiandosi la parola data, come alcuni codardamente hanno ritenuto di dover fare, l'attuale ufficio legale del Comune per il competente supporto all'istruzione della pratica di ricorso .
La sentenza del Consiglio di Stato non aggiunge nulla alla sentenza del Tar del Lazio e sono gli stessi giudizi, le stesse considerazioni che io stesso avevo prodotto in tutte le sedi deputate del consiglio comunale e delle commissioni.
Basterebbero delle scuse sincere ( che non arriveranno ) alle inopinate e arroganti calunnie e denigrazioni che ho e abbiamo dovuto subire per mesi con illazioni fuorvianti e indegne per chi ritiene di voler rappresentare l'istituzione cittadina che sfociavano, come si è visto, in un vulnus, per questo basterebbe rivedere le registrazioni delle sedute per rendersene conto.
In ogni caso, sia chiaro, non dovessero arrivare scuse sul piano politico e personale ci riterremo autorizzati, come detto, a verificare tutte le possibilità di adire alla tutela, in ogni sede, della nostra onorabilità.
Resta inteso che informeremo la pubblica opinione delle decisioni che riterremo di assumere.
Corrado Valsecchi, già capogruppo comunale di Appello e consigliere comunale in carica di Orizzonte per Lecco





















