Calolziese: presunto ricatto a sfondo hard, chiesto il proscioglimento
Il pubblico ministero ne ha chiesto il proscioglimento, ritenendo forse lacunoso il quadro probatorio a carico dell'imputato, un giovane di origine africana residente – all'epoca dei fatti - nel Calolziese.
Quest'ultimo stamani ha varcato l'ingresso del Tribunale di Lecco, presentandosi al cospetto del giudice per le udienze preliminari Gianluca Piantadosi; tentata estorsione la contestazione a carico dell'imputato, detenuto in carcere per altra causa.
I fatti oggetto del fascicolo aperto dalla Procura cittadina risalgono al settembre 2022, quando il giovane avrebbe ''agganciato'' un utente su un sito di incontri. Non è sin qui emerso sino a dove i due si fossero spinti; sta di fatto che – stando alla denuncia formalizzata dalla presunta parte offesa, residente nel Lazio – l'imputato al termine di quella ''chiacchierata'' gli avrebbe chiesto del denaro. Qualche centinaia di euro in cambio del suo silenzio. In caso contrario il contenuto di quella chat ''a luci rosse'', con anche qualche scena di nudo, sarebbe stato diffuso ai suoi contatti.
Non è chiaro se il giovane avesse agito con la complicità di un'altra persona; sta di fatto che ci è voluto poco per risalire alla sua identità e così il calolziese è finito nei guai.
Il suo difensore, l'avvocato Paolo Rivetti del Foro di Lecco, ha chiesto di avvalersi del rito abbreviato (che consente uno sconto sulla pena in caso di condanna ndr).
Piuttosto veloce la discussione di questa mattina: alla richiesta di proscioglimento formulata dal pubblico ministero Chiara Stoppioni si è ovviamente associato il legale.
Si torna in aula il prossimo 25 marzo per la sentenza.
Quest'ultimo stamani ha varcato l'ingresso del Tribunale di Lecco, presentandosi al cospetto del giudice per le udienze preliminari Gianluca Piantadosi; tentata estorsione la contestazione a carico dell'imputato, detenuto in carcere per altra causa.
I fatti oggetto del fascicolo aperto dalla Procura cittadina risalgono al settembre 2022, quando il giovane avrebbe ''agganciato'' un utente su un sito di incontri. Non è sin qui emerso sino a dove i due si fossero spinti; sta di fatto che – stando alla denuncia formalizzata dalla presunta parte offesa, residente nel Lazio – l'imputato al termine di quella ''chiacchierata'' gli avrebbe chiesto del denaro. Qualche centinaia di euro in cambio del suo silenzio. In caso contrario il contenuto di quella chat ''a luci rosse'', con anche qualche scena di nudo, sarebbe stato diffuso ai suoi contatti.
Non è chiaro se il giovane avesse agito con la complicità di un'altra persona; sta di fatto che ci è voluto poco per risalire alla sua identità e così il calolziese è finito nei guai.
Il suo difensore, l'avvocato Paolo Rivetti del Foro di Lecco, ha chiesto di avvalersi del rito abbreviato (che consente uno sconto sulla pena in caso di condanna ndr).
Piuttosto veloce la discussione di questa mattina: alla richiesta di proscioglimento formulata dal pubblico ministero Chiara Stoppioni si è ovviamente associato il legale.
Si torna in aula il prossimo 25 marzo per la sentenza.
G.C.





















