Il contesto rurale di Cavagna: un paesaggio in pericolo?
Ricaviamo e pubblichiamo
La tutela dell'identità di un territorio è responsabilità dei propri cittadini, prima ancora che delle istituzioni. L’Associazione Giuseppe Bovara, rispondendo alle istanze di tanti di loro, ha partecipato alla Variante del PGT, in corso di approvazione, occupandosi di un luogo di alto valore non solo “banalmente” ambientale ma anche storico, letterario e paesaggistico, ovvero il contesto rurale di Cavagna, località situata nella fascia pedemontana della città di Lecco.

Un luogo che, unico nel territorio lecchese, ha conservato miracolosamente intatti (sopravvissuti anche alle speculazioni del Secondo Dopoguerra) la morfologia, il contesto e il sistema viario di mulattiere che attraversano i vasti prati circostanti il nucleo rurale, regolarmente sfalciati e luogo privilegiato di sosta per le transumanze. Il nucleo di Cavagna, pur non avendo nulla di monumentale (ma al centro spicca un’interessante casa da nobile settecentesca), è l’unico che ha conservato genuine identità e conformazione, le stesse documentate dall'impianto del catasto teresiano del primo Settecento. Così lo vide anche Alessandro Manzoni quando frequentava da bambino e da ragazzo il territorio di Lecco e in tale accezione è l’unico luogo veramente “manzoniano” che la città può ancora vantare, essendo mutato il contesto urbano in cui si collocano gli altri.

La stessa città non meno di due anni fa aveva già espresso il suo pensiero, chiaro e netto: come ribattuto su tutti i giornali locali e oltre, più di ottomila voti raccolti per il “Paesaggio rurale di Cavagna - S. Egidio”, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “I Luoghi del Cuore”, ne hanno sancito il primo podio a livello provinciale, sesto a livello regionale. Scuole, turisti e più semplicemente comuni cittadini hanno riscoperto questo angolo eccezionale a due passi dalla città, facendone meta di gite, passeggiate, progetti.
Il Comune di Lecco aveva partecipato in prima persona con comunicati di plauso al successo finale e garantendo ufficialmente che il luogo sarebbe stato preservato, anche perché nel vigente PGT (2014) era già stato meritoriamente destinato a “verde pubblico”.

Nella prima bozza di Variante del PGT ciò è stato completamente disatteso, essendo stata prevista una consistente possibilità edificatoria proprio nella zona più significativa di Cavagna, coinvolgendo la parte panoramica più bella, visibile anche dal resto della città. Si parla tanto di limitazione di consumo di suolo, di sostenibilità, di paesaggio ma poi nella pratica si commettono sviste imperdonabili e questo è il caso, poiché si comprometterebbe per sempre un luogo che tutta la città sente ormai suo.

Nell’attesa che altre associazioni impegnate nella tutela e cura del paesaggio esprimano il loro pensiero a riguardo, l’Associazione Giuseppe Bovara ha dato il suo modesto contributo inviando un’osservazione – QUI IL TESTO – che, raccogliendo la voce di molti cittadini preoccupati per questa scelta anacronistica, sicuramente sfuggita per sbaglio agli estensori, vuole dare agli stessi la possibilità di correggere un errore madornale e irreversibile che lascerà per sempre il segno nella memoria e nella cultura della città di Lecco.
Invitiamo pertanto tutti, cittadini, sodalizi e associazioni che hanno veramente a cuore lo sviluppo sostenibile (non solo a parole) del territorio, ad esprimere il loro pensiero, senza paura, animando un sano e vero dibattito: raccontate, discutete e, perché no, fatevi sentire.
Non si può sempre stare inermi a guardare lamentandosi a cose fatte: come direbbe Manzoni, “del senno di poi ne son piene le fosse”.
La tutela dell'identità di un territorio è responsabilità dei propri cittadini, prima ancora che delle istituzioni. L’Associazione Giuseppe Bovara, rispondendo alle istanze di tanti di loro, ha partecipato alla Variante del PGT, in corso di approvazione, occupandosi di un luogo di alto valore non solo “banalmente” ambientale ma anche storico, letterario e paesaggistico, ovvero il contesto rurale di Cavagna, località situata nella fascia pedemontana della città di Lecco.

Un luogo che, unico nel territorio lecchese, ha conservato miracolosamente intatti (sopravvissuti anche alle speculazioni del Secondo Dopoguerra) la morfologia, il contesto e il sistema viario di mulattiere che attraversano i vasti prati circostanti il nucleo rurale, regolarmente sfalciati e luogo privilegiato di sosta per le transumanze. Il nucleo di Cavagna, pur non avendo nulla di monumentale (ma al centro spicca un’interessante casa da nobile settecentesca), è l’unico che ha conservato genuine identità e conformazione, le stesse documentate dall'impianto del catasto teresiano del primo Settecento. Così lo vide anche Alessandro Manzoni quando frequentava da bambino e da ragazzo il territorio di Lecco e in tale accezione è l’unico luogo veramente “manzoniano” che la città può ancora vantare, essendo mutato il contesto urbano in cui si collocano gli altri.

La stessa città non meno di due anni fa aveva già espresso il suo pensiero, chiaro e netto: come ribattuto su tutti i giornali locali e oltre, più di ottomila voti raccolti per il “Paesaggio rurale di Cavagna - S. Egidio”, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “I Luoghi del Cuore”, ne hanno sancito il primo podio a livello provinciale, sesto a livello regionale. Scuole, turisti e più semplicemente comuni cittadini hanno riscoperto questo angolo eccezionale a due passi dalla città, facendone meta di gite, passeggiate, progetti.
Il Comune di Lecco aveva partecipato in prima persona con comunicati di plauso al successo finale e garantendo ufficialmente che il luogo sarebbe stato preservato, anche perché nel vigente PGT (2014) era già stato meritoriamente destinato a “verde pubblico”.

La zona che verrà resa edificabile
Nella prima bozza di Variante del PGT ciò è stato completamente disatteso, essendo stata prevista una consistente possibilità edificatoria proprio nella zona più significativa di Cavagna, coinvolgendo la parte panoramica più bella, visibile anche dal resto della città. Si parla tanto di limitazione di consumo di suolo, di sostenibilità, di paesaggio ma poi nella pratica si commettono sviste imperdonabili e questo è il caso, poiché si comprometterebbe per sempre un luogo che tutta la città sente ormai suo.

Altra zona che rischia di essere cementificata
Nell’attesa che altre associazioni impegnate nella tutela e cura del paesaggio esprimano il loro pensiero a riguardo, l’Associazione Giuseppe Bovara ha dato il suo modesto contributo inviando un’osservazione – QUI IL TESTO – che, raccogliendo la voce di molti cittadini preoccupati per questa scelta anacronistica, sicuramente sfuggita per sbaglio agli estensori, vuole dare agli stessi la possibilità di correggere un errore madornale e irreversibile che lascerà per sempre il segno nella memoria e nella cultura della città di Lecco.
Invitiamo pertanto tutti, cittadini, sodalizi e associazioni che hanno veramente a cuore lo sviluppo sostenibile (non solo a parole) del territorio, ad esprimere il loro pensiero, senza paura, animando un sano e vero dibattito: raccontate, discutete e, perché no, fatevi sentire.
Non si può sempre stare inermi a guardare lamentandosi a cose fatte: come direbbe Manzoni, “del senno di poi ne son piene le fosse”.
Associazione Giuseppe Bovara





















