Grido d'allarme sulla sicurezza dei trasporti alla vigilia delle Olimpiadi
“Benvenuti nel Lario con trasporti efficienti e sicuri”, sembra riportare la prima cartolina Olimpica inviata dal territorio dei laghi.
Perché se Bologna è stato solo l’ultimo episodio balzato alle cronache nazionali, ogni giorno chi lavora nel
trasporto pubblico si ritrova quasi in trincea con continui rischi. Aspetti che coinvolgono anche i passeggeri e non solo i lavoratori. E tutto questo a meno di un mese dall’appuntamento olimpico dove anche l’area del Lario diventa protagonista con un’aggressione sul treno a Mandello del Lario subita da un viaggiatore da parte di un altro.
Tutto a solo poco più di un mese da quando la UIL Trasporti Lombardia ha organizzato una tavola rotonda con tutti gli attori coinvolti proprio per affrontare il tema della sicurezza da cui è uscito che nel triennio 2021-2023 le aggressioni nei trasporti in Lombardia hanno rappresentato il 20% del totale nazionale.
Numeri in apparenza, ma in realtà persone dietro le cifre. E con esse occasioni perse per i lavoratori e per gli
utenti del servizio colpiti da mancanza di investimenti adeguati, sul fronte sicurezza, per consentire delle corse che non si concludano con interventi urgenti del pronto soccorso Per questo il Coordinamento UIL Lario e la UIL Trasporti Lario fanno suonare un campanello di allarme rivolto alle istituzioni.
"Serve realmente investire sulla dignità lavorativa – evidenzia il coordinatore UIL Lario Dario Esposito – che al momento è ancora vissuta come un costo dal datore di lavoro sia che esso prenda il nome di Stato o Soggetto Pubblico. Stiamo osservando il referto di un quadro clinico grave ormai da tempo che se da un lato non appresenta il miglior biglietto da visita per le olimpiadi, dall’altro è un fattore che pare incontrollato e di
routine, come se i lavoratori o i pendolari fossero dei militari che ogni giorno si alzano per andare in trincea al fronte. Mi rendo conto che queste possano apparire parole retoriche ma rendono perfettamente il senso di
quello che si prova ogni volta che si sale su un treno o un autobus. Senza poi dimenticare che oltre ai pendolari che si spostano con i mezzi anche chi usa l’auto è vittima di stress che a lungo diventa malanno. Come non citare i lavori a Colico alla Galleria di Piona. Annunciata in consegna per novembre ed ancora chiusa. Una via crucis quella dei pendolari su strada costretti a giungere fino a Dervio per immettersi sulla SS36- che si accompagna alla chiusura della strada statale da lunedì a venerdì dalle 21.00 alle 05.00".
"Oltre alle aggressioni dirette – evidenzia il segretario Uil Trasporti Como Enrico Midili – non dimentichiamo
quelle verbali e psicologiche che lasciano profondi segni nei lavoratori. Senza dimenticare casi di aggressione fisica come spinte, schiaffi e pugni che sono ingiustificabili oltre che rappresentare un reato vero e proprio. Dietro tutti questi episodi non si nascondono solo tensioni momentanee, ma un deterioramento culturale che colpisce in prima persona chi garantisce ogni giorno la mobilità del Paese. Non possiamo infatti ignorare il contesto in cui queste aggressioni avvengono perché è chiaro che se non si investe in modo corretto, le infrastrutture di questo paese non cresceranno mai peggiorando anche il servizio dei trasporti e aumentando la frustrazione degli utenti e di conseguenza il pericolo di aggressioni che rimangono sempre e comunque azioni criminali che non possiamo più tollerare".
Perché se Bologna è stato solo l’ultimo episodio balzato alle cronache nazionali, ogni giorno chi lavora nel
trasporto pubblico si ritrova quasi in trincea con continui rischi. Aspetti che coinvolgono anche i passeggeri e non solo i lavoratori. E tutto questo a meno di un mese dall’appuntamento olimpico dove anche l’area del Lario diventa protagonista con un’aggressione sul treno a Mandello del Lario subita da un viaggiatore da parte di un altro.
Tutto a solo poco più di un mese da quando la UIL Trasporti Lombardia ha organizzato una tavola rotonda con tutti gli attori coinvolti proprio per affrontare il tema della sicurezza da cui è uscito che nel triennio 2021-2023 le aggressioni nei trasporti in Lombardia hanno rappresentato il 20% del totale nazionale.
Numeri in apparenza, ma in realtà persone dietro le cifre. E con esse occasioni perse per i lavoratori e per gli
utenti del servizio colpiti da mancanza di investimenti adeguati, sul fronte sicurezza, per consentire delle corse che non si concludano con interventi urgenti del pronto soccorso Per questo il Coordinamento UIL Lario e la UIL Trasporti Lario fanno suonare un campanello di allarme rivolto alle istituzioni.
"Serve realmente investire sulla dignità lavorativa – evidenzia il coordinatore UIL Lario Dario Esposito – che al momento è ancora vissuta come un costo dal datore di lavoro sia che esso prenda il nome di Stato o Soggetto Pubblico. Stiamo osservando il referto di un quadro clinico grave ormai da tempo che se da un lato non appresenta il miglior biglietto da visita per le olimpiadi, dall’altro è un fattore che pare incontrollato e di
routine, come se i lavoratori o i pendolari fossero dei militari che ogni giorno si alzano per andare in trincea al fronte. Mi rendo conto che queste possano apparire parole retoriche ma rendono perfettamente il senso di
quello che si prova ogni volta che si sale su un treno o un autobus. Senza poi dimenticare che oltre ai pendolari che si spostano con i mezzi anche chi usa l’auto è vittima di stress che a lungo diventa malanno. Come non citare i lavori a Colico alla Galleria di Piona. Annunciata in consegna per novembre ed ancora chiusa. Una via crucis quella dei pendolari su strada costretti a giungere fino a Dervio per immettersi sulla SS36- che si accompagna alla chiusura della strada statale da lunedì a venerdì dalle 21.00 alle 05.00".
"Oltre alle aggressioni dirette – evidenzia il segretario Uil Trasporti Como Enrico Midili – non dimentichiamo
quelle verbali e psicologiche che lasciano profondi segni nei lavoratori. Senza dimenticare casi di aggressione fisica come spinte, schiaffi e pugni che sono ingiustificabili oltre che rappresentare un reato vero e proprio. Dietro tutti questi episodi non si nascondono solo tensioni momentanee, ma un deterioramento culturale che colpisce in prima persona chi garantisce ogni giorno la mobilità del Paese. Non possiamo infatti ignorare il contesto in cui queste aggressioni avvengono perché è chiaro che se non si investe in modo corretto, le infrastrutture di questo paese non cresceranno mai peggiorando anche il servizio dei trasporti e aumentando la frustrazione degli utenti e di conseguenza il pericolo di aggressioni che rimangono sempre e comunque azioni criminali che non possiamo più tollerare".
UIL del Lario





















