Lecco: tornano le cicogne, ostetriche in volo in elicottero

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Torna la cicogna. Le ostetriche spiccano il volo. Nel vero senso della parola. Almeno per le gravidanze a rischio. Decolla – è il caso di dirlo – tra le province di Lecco e Sondrio un nuovo servizio promosso dalla Regione Lombardia coinvolgendo Areu (il sistema di emergenza lombardo che garantisce ogni anno circa cinquemila voli per il soccorso con l’elicottero) e le ASST di Lecco e della Valtellina. Si tratta di una sperimentazione, prima di essere confermata definitivamente e successivamente estesa alle altre province lombarde. Prima in Lombardia, ma certamente prima anche in Italia, come ha sottolineato l’assessore regionale alla sanità Guido Bertolaso, quest’oggi all’ospedale “Manzoni” di Lecco per presentare l’iniziativa che nella realtà ha già all’attivo tre “missioni”: la prima il 27 novembre e la terza il 2 gennaio.
Si chiama Eli-Stam e già si capisce che di mezzo c’è l’elicottero dell’Areu e infatti la sigla significa Elisoccorso per il trasporto assistito materno. 
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Non che in precedenza non ci fosse nulla: trasporti d’emergenza di partorienti si effettuavano anche in passato – ha spiegato il responsabile del Dipartimento Materno infantile Roberto Bellù - Ma ora siamo a un cambio di prospettiva. L’elemento di novità, infatti, è rappresentato dalla presenza a bordo dell’elicottero di un’ostetrica e non del solo personale di emergenza Areu. Ciò significa un’assistenza immediata e costante della donna.
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Accanto a Bertolaso e Bellù, c’erano la responsabile del servizio di ostetricia Elisabetta Nelli, l’ostetrica Cristina Sanvito e per l’Areu Francesca Di Mola e Roberto Cappelletti oltre ai direttori generali di ASST Lecco e ASST Valtellina e Alto Lago.
Il modello organizzativo prevede il trasferimento in urgenza mediante elisoccorso di donne in gravidanza o nell'immediato post-partum dagli ospedali di Sondrio e Sondalo, strutture spoke, e dalla Casa della Sanità di Livigno, verso l'Ospedale 'Manzoni' di Lecco, centro hub dotato di Unità di Medicina Materno-Fetale e Terapia Intensiva Neonatale. 
Fino al novembre scorso, in caso di situazioni a rischio erano i punti nascita a preoccuparsi di trasferire le pazienti a Lecco. Ora, invece, l’elicottero dell’Areu – che parta dalla milanese Bresso o dalla comasca Villa Guardia – prima di recarsi in Valtellina fa tappa al Manzoni per imbarcare un’ostetrica che affiancherà l’equipaggio.
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L’idea ha preso corpo lo scorso anno. Si è chiesto alle ostetriche lecchesi – ha detto Nelli – chi fosse disponibile e la risposta è stata unanime. E’ così partito un corso di formazione che ha riguardato 24 persone. Corso che si è concluso il 24 novembre e già tre giorni dopo c’è stato il primo volo.
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Il personale di Areu – ha aggiunto Di Mola – è preparato per le emergenze più diverse e si adatta alle varie situazioni, «ma la donna in gravidanza è un mondo a sé e richiede competenze specifiche e un’alta specializzazione».
Anche se è pur vero – come ha ammesso Cappelletti – che all’inizio c’era un po’ di scetticismo e invece è nata poi una grande collaborazione che è una delle cose più importanti per un’equipe di elisoccorso.
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Da parte sua, l’assessore Bertolaso ha parlato di un’esperienza ancora limitata «ma soltanto qui si poteva fare, perché il servizio è diurno e notturno e solo in Lombardia è garantito il volo notturno: è stata creata una rete che non esiste nelle altre regioni italiane. E muoversi in elicottero garantisce una sicurezza maggiore per la mamma e il bambino. Dopo la sperimentazione tra Lecco e la Valtellina, il servizio sarà esteso anche in altre parti disagiate del territorio lombardo. In certe dobbiamo chiudere i punti nascita perché non nasce più nessuno. E tenerli aperti sarebbe davvero un rischio per le partorienti. Ecco dunque le cicogne del terzo millennio: le ostetriche. Hanno già un loro logo».
ostetrichevolo__4_.JPG (72 KB)Come detto, l’Eli-Stam riguarda solo le gravidanze a rischio, in particolare i casi di parti prematuri, oltre ad altri casi previsti da un protocollo di intervento messo a punto nei mesi scorsi. E a rischio di parto prematuro sono state le tre donne soccorse da novembre a oggi: tutte e tre provenienti dall’ospedale di Sondalo e alla ventinovesima settimana di gravidanza e che hanno visto come prime tre “cicogne” Annamaria Fioroni, Cristina Sanvito e Daniela Paris.
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Nel primo caso, è stata soccorso una donna che giunta all’ospedale di Lecco ha partorito: il bimbo è ancora ricoverato nel reparto neonatale ed è in buona salute; nel secondo caso, la futura mamma è stata ricoverata per una decina di giorni al Manzoni e sottoposta ad alcune cure per poi essere rimandata a Sondalo a proseguire la gravidanza; la terza infine si trova ancora in reparto dove sta portando avanti la gestazione.
Stante il fatto che più il feto resta nel ventre materno e meglio è, nel caso di rischi di un parto prematuro, diventa fondamentale il tempo: la donna deve essere assistita il prima possibile. Senza dimenticare che se il parto è imminente il trasporto in elicottero è controindicato, perché lo spazio in cabina è troppo esiguo, per non parlare dei voli notturno quando la mancanza di illuminazione impedirebbe anche qualsiasi tipo di intervento.
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Sull’accezione di gravidanza a rischio, di là da altre eventuali patologie, il limite è fissato alle 32 o 34 settimane. Nel 2024 sono stati 28 i trasferimenti effettuati dalla Valtellina a Lecco (in ambulanza che significa due ore di viaggio), lo scorso anno 31. Per il futuro, proprio per l’Eli-Stam è previsto un aumento dei numeri.
In quanto a numeri, lo scorso anno al Manzoni sono nati 1872. L’ospedale dell’Eremo è l’unico punto nascite rimasto in provincia dopo la chiusura due anni fa del reparto dell’ospedale meratese Mandic che aveva a visto nel corso degli anni una decrescita costante delle nascite. Nel 2022, i nati non erano nemmeno arrivati a trecento, molto al di sotto della quota stabilita dalla Regione per mantenere in attività il reparto. L’utenza che faceva riferimento al nosocomio meratese si è divisa equamente tra l’ospedale di Lecco e quello di Vimercate; sostanzialmente la metà da una parte e dall’altra, anche se per l’assistenza post-partum il punto di riferimento continua a essere Lecco.

D.C.
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