Una cabina di regia contro le liste d'attesa: la promessa di Bertolaso
Una cabina di regia contro le liste d’attesa e un centro prenotazioni più efficiente. D’accordo, l’elisoccorso per le gravidanze a rischio. Ma l’assessore regionale alla sanità Guido Bertolaso – oggi all’ospedale di Lecco – non poteva eludere i temi di attualità: da una parte il malfunzionamento del centro unico di prenotazione che nei giorni scorsi ha generato numerosi disagi anche nella nostra provincia e dall’altra il problema ormai cronico delle liste d’attesa per esami, visite e interventi chirurgici, che ha ormai intaccato la convinzione dell’eccellenza sanitaria lombarda.
In quanto al centro unico di prenotazione, Bertolaso ha chiesto apertamente scusa ai cittadini lombardi: «A differenza del gioco di squadra di Areu (il servizio di emergenza, ndr) – ha spiegato – quello delle prenotazioni era una realtà a se stante. Ognuno andava per conto proprio. Abbiamo quindi ritenuto necessario far dialogare le diverse realtà, metterle in rete. Creando appunto un centro unico lombardo di prenotazione. In questi passaggi, a volte succede che qualcosa vada storto, quando sei in mezzo al guardo possono esserci momenti di difficoltà».
L’assicurazione è che i problemi saranno a poco a poco risolti e che, quando il centro sarà a pieno regime, il servizio funzionerà molto meglio anche rispetto al passato.
Poi, il fronte delle liste d’attesa e dei dati forniti da una recente indagini secondo la quale la metà delle prescrizioni non viene utilizzata dai pazienti proprio per attese troppo lunghe nelle strutture pubbliche con la conseguenza che chi può permettersi la spesa si rivolge al privato e chi non può abbandona.
«E’ un problema che stiamo affrontando – ha detto al proposito Bertolaso – rifacendoci anche all’esperienza dell’emergenza Covid. Entro fine mese sarà attiva una cabina operativa che monitorerà giorno per giorno l’andamento delle liste di attesa. Con l’obiettivo di recuperare l’abbandono e cioè quelle persone che non possono permettersi visite ed esami privati. Non esiste che il nostro sistema sanitario non sia in grado di dare risposte a questi pazienti».





















