Prati di Cavagna: individuata soluzione prudente ed equilibrata, trasformazioni oggetto di limiti rigorosi
Negli ultimi giorni sono emerse preoccupazioni comprensibili sul futuro dei prati di Cavagna. Riteniamo importante chiarire alcuni elementi, perché la situazione è più articolata di come è stata talvolta rappresentata.
Nella zona pedemontana di Cavagna esistono da molti anni terreni a prato sui quali i proprietari hanno maturato diritti edificatori. Si tratta di diritti riconosciuti nel tempo, sui quali sono state pagate imposte e che hanno comportato anche oneri di manutenzione.
Il PGT del 2014 gestiva questi diritti attraverso il cosiddetto meccanismo “ad arcipelago”, che consentiva ai proprietari di associarsi per realizzare interventi edilizi con un indice più elevato (0,05 mq/mq).
Con la Variante al PGT che il Consiglio comunale si appresta a discutere, questa impostazione viene modificata profondamente. L’obiettivo è stato quello di tenere insieme due esigenze legittime: da un lato la tutela del valore naturalistico, paesaggistico e storico di Cavagna; dall’altro il rispetto delle aspettative maturate dai proprietari.
La soluzione individuata è prudente ed equilibrata. Gli ambiti di Cavagna vengono equiparati ad aree agricole, con una possibilità edificatoria molto limitata e comunque ridotta rispetto a quanto previsto in passato (0,03 mq/mq). Sono inoltre stabilite regole chiare e stringenti su volumi, superfici, altezze e collocazione degli eventuali edifici, in modo da non compromettere i prati e da preservare la fascia di separazione rispetto al nucleo storico.
In parallelo, è stato introdotto un meccanismo che incentiva fortemente chi sceglie di non costruire a Cavagna. I proprietari che rinunciano all’edificazione in loco potranno trasferire i loro diritti edificatori in altre parti della città, in particolare nelle aree ex industriali dismesse, con una capacità edificatoria significativamente maggiore (0,1 mq/mq). In questo modo si favorisce il recupero di aree già urbanizzate e si riduce la pressione sui prati.
Riteniamo di aver costruito una soluzione che non penalizza nessuno: i diritti non vengono cancellati, ma indirizzati verso alternative più sostenibili; allo stesso tempo, la tutela dei prati di Cavagna resta un obiettivo chiaro e concreto.
Comprendiamo il valore simbolico e affettivo che quest’area ha per la comunità lecchese. Proprio per questo vogliamo rassicurare i cittadini: la volontà di preservare Cavagna è anche la nostra, e le eventuali trasformazioni sono sottoposte a limiti molto rigorosi.
Condividiamo infine la nostra disponibilità a incontrare cittadini, associazioni e portatori di interesse per approfondire i contenuti della Variante e chiarire ogni dubbio, in un’ottica di confronto aperto e costruttivo.
Nella zona pedemontana di Cavagna esistono da molti anni terreni a prato sui quali i proprietari hanno maturato diritti edificatori. Si tratta di diritti riconosciuti nel tempo, sui quali sono state pagate imposte e che hanno comportato anche oneri di manutenzione.
Il PGT del 2014 gestiva questi diritti attraverso il cosiddetto meccanismo “ad arcipelago”, che consentiva ai proprietari di associarsi per realizzare interventi edilizi con un indice più elevato (0,05 mq/mq).
Con la Variante al PGT che il Consiglio comunale si appresta a discutere, questa impostazione viene modificata profondamente. L’obiettivo è stato quello di tenere insieme due esigenze legittime: da un lato la tutela del valore naturalistico, paesaggistico e storico di Cavagna; dall’altro il rispetto delle aspettative maturate dai proprietari.
La soluzione individuata è prudente ed equilibrata. Gli ambiti di Cavagna vengono equiparati ad aree agricole, con una possibilità edificatoria molto limitata e comunque ridotta rispetto a quanto previsto in passato (0,03 mq/mq). Sono inoltre stabilite regole chiare e stringenti su volumi, superfici, altezze e collocazione degli eventuali edifici, in modo da non compromettere i prati e da preservare la fascia di separazione rispetto al nucleo storico.
In parallelo, è stato introdotto un meccanismo che incentiva fortemente chi sceglie di non costruire a Cavagna. I proprietari che rinunciano all’edificazione in loco potranno trasferire i loro diritti edificatori in altre parti della città, in particolare nelle aree ex industriali dismesse, con una capacità edificatoria significativamente maggiore (0,1 mq/mq). In questo modo si favorisce il recupero di aree già urbanizzate e si riduce la pressione sui prati.
Riteniamo di aver costruito una soluzione che non penalizza nessuno: i diritti non vengono cancellati, ma indirizzati verso alternative più sostenibili; allo stesso tempo, la tutela dei prati di Cavagna resta un obiettivo chiaro e concreto.
Comprendiamo il valore simbolico e affettivo che quest’area ha per la comunità lecchese. Proprio per questo vogliamo rassicurare i cittadini: la volontà di preservare Cavagna è anche la nostra, e le eventuali trasformazioni sono sottoposte a limiti molto rigorosi.
Condividiamo infine la nostra disponibilità a incontrare cittadini, associazioni e portatori di interesse per approfondire i contenuti della Variante e chiarire ogni dubbio, in un’ottica di confronto aperto e costruttivo.
Pietro Regazzoni – Partito Democratico
Saulo Sangalli – Fattore Lecco
Alberto Anghileri – Alleanza Verdi e Sinistra
Paolo Galli – Ambientalmente Lecco
Saulo Sangalli – Fattore Lecco
Alberto Anghileri – Alleanza Verdi e Sinistra
Paolo Galli – Ambientalmente Lecco
Capigruppo di maggioranza





















