Introbio: con l'invito a mettere Dio al centro, festeggiato sant'Antonio
Si è celebrata questa mattina a Introbio la festa patronale di Sant’Antonio. Durante l’omelia, don William Abbruzzese ha ricordato come il santo venga idealmente “incontrato” arrivando in paese sia dalla Valsassina e dunque da Pasturo, sia dal lago e quindi da Bellano: lungo questi due percorsi si trovano infatti due chiese dedicate a Sant’Antonio, a Parlasco e a Introbio.
Il sacerdote ha poi ripercorso la vita di colui che “ha lasciato tutto per Gesù”, invitando i fedeli a prenderne esempio, mettendo Dio al centro della propria vita e non le cose materiali. Un richiamo sottolineato anche dal riferimento simbolico alle due chiese, segno di quel “centro che è Dio”, su cui ciascuno è chiamato a fare una verifica nel proprio cuore.

Il parroco ha invitato a riflettere su ciò che conta davvero, ricordando quanto emerso anche durante la benedizione delle famiglie: la salute, come bene fondamentale, senza dimenticare però la salvezza che solo Dio può donare.
Riferendosi poi all’attualità, don William ha sottolineato l’importanza di vivere in un mondo democratico, in cui “sia sempre possibile esprimere la propria opinione e rispettare quella degli altri”. Un rispetto che non deve tradursi in invadenza, ma in sostegno e vicinanza, mettendo in guardia dai pettegolezzi e invitando ciascuno a guardare prima dentro se stesso, prima di giudicare gli altri, come insegna il patrono.
In conclusione, don Abbruzzese ha espresso l’auspicio che Introbio possa essere un paese attrattivo, capace di aiutare anche i comuni vicini, favorendo una comunità aperta, accogliente e solidale, senza pensare al proprio tornaconto personale, ma mantenendo un atteggiamento positivo e disponibile verso tutti.

Al termine della celebrazione, sul sagrato della chiesa, numerosi animali hanno atteso la consueta benedizione: dai più grandi, come cavalli e una bovina di 16 anni, fino a capre, molti cani e anche la gatta Camilla, accompagnata dalle sue giovani padrone.


Il parroco ha invitato a riflettere su ciò che conta davvero, ricordando quanto emerso anche durante la benedizione delle famiglie: la salute, come bene fondamentale, senza dimenticare però la salvezza che solo Dio può donare.
Riferendosi poi all’attualità, don William ha sottolineato l’importanza di vivere in un mondo democratico, in cui “sia sempre possibile esprimere la propria opinione e rispettare quella degli altri”. Un rispetto che non deve tradursi in invadenza, ma in sostegno e vicinanza, mettendo in guardia dai pettegolezzi e invitando ciascuno a guardare prima dentro se stesso, prima di giudicare gli altri, come insegna il patrono.

Al termine della celebrazione, sul sagrato della chiesa, numerosi animali hanno atteso la consueta benedizione: dai più grandi, come cavalli e una bovina di 16 anni, fino a capre, molti cani e anche la gatta Camilla, accompagnata dalle sue giovani padrone.
M.A.




















